emozione

sempre

sono sempre confuso, sempre amante, sempre pieno di passioni, che mi agitano, mi rendono felice e mi divorano. sono felice, a volte troppo. sembra paradossale essere troppo felici. a volte provo troppe emozioni. sono vivo, vivissimo, un cuore pulsante. sono un po’ autoreferenziale con questi miei post. sono un po’ ermetico, anche se non sono Ungaretti. Non oso nemmeno paragonarmi a lui.

Allegria di naufragi

Versa il 14 febbraio 1917 

 E subito riprende 

il viaggio

come

dopo il naufragio

un superstite

lupo di mare

vincono le persone

Sono stati giorni difficili. La notizia della fine del mio incarico mi ha sconvolto e addolorato un bel po’. Mi sono affezionato ai miei ragazzi, che saranno sempre i miei ragazzi. Mi hanno mandato, ragazzi e genitori, e-mail bellissime, piene di gratitudine per quello che ho fatto in questo periodo. Ho rischiato di piangere più volte, davanti al computer o al tablet. Oggi è stato l’ultimo giorno, ho risalutato i ragazzini delle medie, ho salutato i ragazzi del liceo. All’ultima ora ho pianto, era la prima volta che mi succedeva davanti agli alunni. 

Mi hanno scritto frasi, di cui Vi scriverò, che mi resteranno per sempre dentro, mi hanno fatto emozionare. Ho vinto come insegnante, ho vinto come persona soprattutto. Ho dimostrato, in questi mesi, di essere una persona e non un personaggio, di essere una persona che vuole bene agli alunni e alla materia che insegna, ma, prima di tutto, una persona. Mi mancano già. 

P.S. Ho raccolto tutte le mail in una cartella, intitolata “cose bellissime”.

P.S. La megera che ho sostituito è una babbiona esaurita. Quanto durerà a scuola???? Spero poco… (lo so che sono cattivo)

w l’amore!!!!

io non so parlar d’amore
l’emozione non ha voce
E mi manca un po’ il respiro
se ci sei c’è troppa luce
La mia anima si spande
come musica d’estate
poi la voglia sai mi prende
e mi accende con i baci tuoi

Io con te sarò sincero
resterò quel che sono
disonesto mai lo giuro
ma se tradisci non perdono

Ti sarò per sempre amico
pur geloso come sai
io lo so mi contraddico
ma preziosa sei tu per me

Tra le mie braccia dormirai
serena..mente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi

Un’altra vita mi darai
che io non conosco
la mia compagna tu sarai
fino a quando so che lo vorrai

Due caratteri diversi
prendon fuoco facilmente
ma divisi siamo persi
ci sentiamo quasi niente
Siamo due legati dentro
da un amore che ci dà
la profonda convinzione
che nessuno ci dividerà
Tra le mie braccia dormirai
serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi

Un’altra vita mi darai
che io non conosco
la mia compagna tu sarai
fino a quando lo vorrai

poi vivremo come sai
solo di sincerità
di amore e di fiducia
poi sarà quel che sarà

Tra le mie braccia dormirai
serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi
pienamente noi uhu uhu

scolaretto

sono abbastanza grande, alto e robusto. ho già un lavoro piuttosto impegnativo e prestigioso, oltre a quello di prof. oggi mi ha chiamato una scuola privata, per un colloquio di lavoro. mi propongono 12 ore, da dividersi tra medie e superiori, per 15 giorni, che potrebbero diventare un anno intero. sarei supplente di tedesco. sono emozionato come uno scolaretto. riuscirò a dormire stanotte? ah, il colloquio è lunedì.

il regalo di Natale

sentirsi come al GF, grande fratello. Mi capita, qualche volta, di seguire pezzi di quella trasmissione e sono rimasto colpito da vari aspetti, due dei quali tratterò nel seguito. Uno è quanto siano una costruzione artefatta, nulla che si avvicini alla realtà, di cui recano pomposamente e retoricamente il nome. Ogni passaggio è scritto, ogni personaggio corrisponde ad un cliché, ad uno stereotipo. Il secondo aspetto che mi ha colpito è l’attesa angosciosa dei concorrenti, nel momento in cui il conduttore annuncia l’eliminazione, l’uscita dallo show. Questi vengono eliminati, a seguito di una nomination dei compagni, e a causa del mancato gradimento del pubblico rispetto alla loro presenza nella casa. Vengono valutati per quanto appaiono, per quanto litigano, per quanto esagerano.

Confesso di essermi sentito nell’angoscia più nera, all’inizio delle vacanze natalizie. Come i lettori di questo blog sanno di sicuro, sono un precario. I miei contratti vengono prorogati di due mesi in due mesi, nella media, facendomi rimanere sempre nell’incertezza e facendo rischiare agli alunni un cambio di insegnante che si traduce sempre in disagi, ritardi nel programma, etc. A settembre fui incaricato, fino alla nomina dell’avente diritto, come si dice in lingua scuolese, alla fine di novembre, una ragazza che ha ricevuto 12 delle 18 ore che avevo avuto fino a quel momento io. Arriva l’ultimo giorno prima delle vacanze di Natale, un giorno in cui si respira aria di smobilitazione, i ragazzi non ne vogliono più sapere, ma anche certi professori. Decido di andare in segreteria per salutare e, già che c’ero, chiedere conferme sul mio ritorno a gennaio. La segretaria mi guarda un po’ preoccupata e mi dice, non posso garantirle niente, devo chiamare altre due persone. Io le chiedo, ma non era già stata nominata l’avente diritto. sì, ma dal provveditorato mi richiedono di chiedere nuovamente la disponibilità. In quel momento mi si gela il sangue, impallidisco, chiedo, quando si saprà. La segretaria mi risponde, il 28, mancano 6 giorni, penso io. Vedrà che, molto probabilmente, non accetteranno, in fin dei conti sono solo 6 ore. Ci scambiamo gli auguri di buone feste e io me ne vado senza sorridere, come avevo fatto entrando nella segreteria. I giorni si succedono lentamente, nell’angoscia di dover rinunciare alla scuola. Ho una vita piena, di certo il motivo non era quello dei soldi, con 6 ore settimanali. Il motivo era che i “bambini mi curano l’anima” come dice il personaggio dell’Idiota di Dostoevskij, il motivo era solo quello.

Quando sono a casa, mentre lavoro, ma anche mentre non lavoro, penso sempre a quello che rischio e l’inizio delle feste per me è tutto tranne che sereno. L’unico aspetto rasserenante risiede nel fatto che per natale e santo stefano le scuole sono chiuse e non possono telefonare. Quando arriva la mattina del 28 mi sveglio agitato, ho dormito male. In tutti questi giorni ho continuato ad ascoltare canzoni che parlano di ritorni. “Ritornerai” di Bruno Lauzi, ed altre, come una sorta di rito propiziatorio. Avevo promesso a me stesso che, se le cose fossero andate bene,  avrei ascoltato la musica del trenino, Brigitte Bardot, bardot, per intenderci, a tutto volume. avrei stappato una bottiglia di champagne e sarei andato a cena nel ristorante di Cracco, per festeggiare.

Suona il telefono, la segreteria ha la voce allegra, è fatta, sono confermato. Parte la musica del trenino e la bottiglia di champagne va in frigo. Pazzo di gioia scrivo su FB la lieta novella, per me le vacanze di natale iniziano ora è parte del testo del post. Ragazzi ed altri amici mi rispondono congratulandosi, mi sento bene, anche se non ho avuto alcun merito per essere rimasto, ho solo scampato ad un pericolo.

Quando finiscono le vacanze di natale e ritorno dalle mie terze, mi batte il cuore a mille, sono emozionato ed incredulo, mi sembra di sognare, non mi sembrano veri. Era il regalo di Natale.