dolore

Uno di noi, uno di loro

Fa bene scappare, almeno per un po’. Giova andarsene, quando vieni colpito, dalla vita e da certe persone. Giova, anche se solo per un po’. avevo accettato di accompagnare in gita quella classe, quella terza ragioneria, dopo che il mio collega me lo aveva preannunciato, prima che entrassero i rappresentanti degli alunni, con “vedrai che ti chiederanno di andare in gita, li hai conquistati” e la ragazzina carina, con i capelli rossicci e la frangetta me lo aveva chiesto: “ci accompagna lei in gita, vero?”. Avevo accettato ed era ottobre, avevo accettato e non avrei mai potuto prevedere i problemi di salute che avrei avuto, gli svenimenti, le costole rotte, il dolore fisico e psicologico, troppo grande per una persona fragile come me.

Quando chiesi alla dottoressa se fosse giusto accompagnare gli alunni, con i problemi, non gravissimi, che avevo avuto, lei mi rispose convintamente di sì. Aveva fatto bene. Sono partito in una mattinata di marzo gelida e coperta di neve, anche se era quasi primavera. Siamo partiti in un alba incerta e siamo arrivati a Monaco di Baviera, la prima tappa del nostro viaggio. Cadevano fazzoletti di neve sulla Marienplatz, mentre io cercavo di spiegare, nel minor tempo possibile, la bellezza di Monaco. Lasciamo liberi i ragazzi di andare a fare due passi per Monaco. Io e i miei colleghi andiamo a fare shopping, acquistiamo maglietta e pantaloncini del Bayern Monaco e a berci una cioccolata calda. Fa freddo, ma chi se ne frega? Le chiacchiere amene in quel caffè riscaldavano il cuore.

Da un po’ di tempo meditavo di scrivere questo post. Ora è giunto il momento, in questa fine febbraio., Non so perchè.

Saluti.

Baci.

ma adesso basta

Sono solo in casa e un silenzio assordante mi devasta e distrugge. Sento che devo scrivere, per curarmi. Ho bisogno della parola, per frantumare il dolore. Il mio corpo è sempre stato in salute e da un po’ di tempo non risponde ai comandi. Vado in ospedale e faticano a capire cos’ho. Non so neanche io cosa ho di preciso. Qualcuno ha sospettato perfino che io fossi drogato. Non fumo nemmeno. Sono pieno di angoscia, paura e un senso di vuoto mi opprime. Ancora per qualche giorno non potrò fare sport. Ricomincio il 20, o almeno spero, dopo un mese. Vi prometto che smetterò presto, l’inverno dell’anima deve finire.

Non riesco nemmeno a piangere.

visto che fotografo sempre acqua

Acque di Guccini

L’ACQUA E’ INSEGNATA DALLA SETE
L’acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglia.
L’amore da un’impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.

Emily Dickinson