decadenza

Decadenza

C’è un’aula completamente vuota, quella dove insegno. Prima c’era un corridoio vuoto, quello della scuola. Prima c’era la strada della scuola, vuota e desolata, priva di quella colonna sonora di festoso chiasso, che c’era fino a pochi giorni. fa. Un plotoncino di insegnanti dall’aria un po’ mesta entra a scuola, presidiata dai bidelli, con le luci accese e il riscaldamento a palla. C’è un caldo soffocante, per pochi insegnanti e bidelli. Entro nell’aula deserta, non riesco a regolare la temperatura, mi tolgo la giacca e mi sbottono la camicia. Entra la conversatrice, sudata anche lei. Io provo a collegarmi ad Internet, per fare lezione ai ragazzi a casa. Ho impiegato 45 minuti di auto, 50 chilometri, mi sono alzato alle 6. Internet non va, mentre siamo da soli nell’aula vuota, con un caldo feroce. Passano i minuti e ci colleghiamo, utilizzando i giga del mio cellulare, prima che, dopo circa mezz’ora, i tecnici risolvano il problema. A casa mia ho la fibra ottica, ma non importa, per il preside bisogna andare lo stesso a scuola. Blatera confusamente di un dettato normativo, che non prevede lo “smart working” per gli insegnanti, sostenendo che non avrebbero copertura assicurativa. Siamo stati a casa ad insegnare per oltre due mesi, durante il precedente confinamento, senza che nessuno facesse queste storie. Mah… Il nuovo DPCM vieta le riunioni collegiali in presenza, dopo che questo signor preside le aveva imposte con poche eccezioni, trovando, a detta sua, un cavillo nella normativa. Mentre il virus correva, noi abbiamo dovuto stare belli ammassati, pur con le mascherine, a discutere del nulla in un’aula con l’aria viziata, mentre la pandemia correva abbiamo dovuto subire i collegi dei docenti, che terminano con le varie ed eventuali, che sono, per molti, un’occasione per scaricare le proprie frustrazioni e discettare sull’universo mondo. Questo punto dell’ordine del giorno mi fa venire in mente l’assessore Palmiro Cangini del comune di Roncofritto, assessore alle varie ed eventuali. Ma questi pseudoinsegnanti della Compagnia della Buona Morte non fanno per nulla ridere.

Mentre gli alunni ti guardano da dietro uno schermo, con l’aria triste e smarrita.

Senza commenti. l’inglese di Renzi (dal post di Andrea Scanzi di oggi)

In Italia l’informazione si ostina a ritenere Renzi non solo credibile, ma perfino bravo. Per questo, ogni dì, lo incensa. Nel resto del mondo, proprio come accadeva con Berlusconi, la pensano già molto diversamente. Vista da qui, sembra che la sua trasferta negli States sia stata irresistibile. Peccato che, negli States, ancora ridano per le sue perle. Ecco un best of delle frasi pronunciate da Renzi al Council on Foreign Relations, uno dei più potenti think tank di politica estera del mondo occidentale, davanti a una platea di americani e potenziali investitori internazionali. La sbobinatura è diwww.vice.com (le foto invece sono di Renzi, e si vede). In confronto l’intervento al Digital Venice, quello dello “shish becosa mai mader uu crai”, quasi rimpicciolisce.

Questo è il video integrale: https://www.youtube.com/watch?v=yA8s19u8eVs(è tutto vero, anche se pare impossibile crederci).

1) “Io sono prendere forma culo del mio futuro”.
2) “Cambiare fuori-stessi per tornare indietro di essere Italia. Tornare indietro di essere Italia significa alcune cose, propenso-al-fisting”.
3) “Di più votato in Europa, più del partito di Angela Merkel, questo ovviamente per italiano è una molto importante ragione di orgoglio, più o meno nel coglione (bocchinaro), calcio, partita, anche se dopo questi campionati mondiali non discutiamo più del coglione (bocchinaro)”.
4) “Negli ultimi cinque anni l’Italia ha perso più o meno cinque pinte nel posizionamento dei disoccupati”.
5) “E’ l’unica ragione di salvare in questo momento il il il il il climax”.
6) “Ero davvero ascesa della zuppa l’ultima volta in cui ho visitato la Silicon Valley”.
7) “La mia sfida è cambiare urca urca visione, urca atteggiamento, urca significa una rivoluzione radicale, non una rivoluzione del Simply, nella mentis formale, nella mentalità, di politici in Italia”.
8) “La sessualità italiana in passato, di restare sul bordo, difendersi, ma diamo la possibilità di sopra e saltare”.
9) “È impossibile noi abbiamo una azienda di aerei che fallisce, quindi noi siamo aperti agli investitori per Alitalia, per esempio il sidjekfhsk, com se disc ehm ehm ehm, steel, acciaio, si steel ok, e siderurgia come si dice?”
10) “Ora noi in Italia per diventare giudice con un corso, con una gara pubblica, l’elfo dei vincitori sono donne ora, più dell’elfo”.

Buona catastrofe.

(Thanks to Massimiliano Bertozzi)

giuro che non sono ancora diventato grillino!

però questo intervento è eccellente, la tipa è un po’ truzza, ma un bel po’ efficace. avevo pensato di parlare di più della scuola in questo blog, ma, ogni tanto, è necessario anche varcare altri territori. questo è il discorso pronunciato da Paola Taverna al momento del voto sulla decadenza, sono d’accordo al 99,9%. era ora che ci fosse un’opposizione seria.

dovevo farlo

dovevo farlo

scusate, non potevo esimermi. Quando questo losco individuo, che mi ha sempre fatto un bel po’ schifo, si è presentato in politica, io avevo 17 anni, ma vi rendete conto, tutta la mia giovinezza con questo individuo, mamma mia. Ha inquinato la mia vita, la nostra vita. C’è una bottiglia di champagne in attesa, se lo arresteranno. 

L’immaginario

Le cronache di questi giorni sono riempite dalla questione della decadenza di berlusca. Da parte mia provo il massimo disprezzo per berlusca, questo e’ ovvio. quello che mi preoccupa di piu’ e’ che sono passati 19 anni da quando e’ entrato in politica ed e’ ancora li’. sono passati piu’ di 30 anni, 40 forse, da quando e’ in affari. provai un grande orrore quando lo vidi nella famigerata videocassetta, nel 1994. da allora lui e’ sempre rimasto al  centro della politica: io ero michele che faceva il liceale e adesso sono michelechefailprof e penso a mia nonna, che ha vissuto la Resistenza, Togliatti, Longo, Berlinguer, ma anche De Gasperi, queste figure, e io, Berlusconi sempre lui.

giro la domanda a voi lettori

. Che posto occupa,berlusca nel vostro immaginario? che facevate quando scese in campo? come l’avete presa?