danza classica

adoro le ballerine

Stasera vado in palestra per fare zumba. Prima di entrare nella sala corsi vedo una mia ex alunna, una bellissima e gradevolissima ragazza.

Entro nella sala corsi, c’è una ragazza alta e magra, con le gambe lunghissime e il collo lungo. Ha un viso regolare, gli occhi grandi neri. Ha le braccia lunghe. Sta parlando con un’altra ragazza, più bassa e meno appariscente. A un certo punto la ragazza bellissima fa un esercizio di stretching, pied à la main. Solleva la gamba altissima e la tiene con il braccio. è durato pochi secondi quell’esercizio di stretching, ma lei è stata fantastica. Mi ha emozionato: ha una grazia rara.

W la danza classica. Se rinasco, divento come Bolle. (wow!)

merda, quasi solo merda

forse non merito solo l’infinita dolcezza della mia M., la quale mi ha fatto entrare in un mondo dal quale non vorrei più tornare, quando abbiamo pranzato assieme. Ho mangiato specialità della cucina del Bangladesh.

Da due settimane ho otto ore in una scuola media, in un quartiere merdoso alla periferia della mia città. qui non c’è la quieta borghesia della provincia, come all’ITC, qui c’è il proletariato, il sottoproletariato. Certe periferie sono spoglie, brutte, piene di tristezza, sporco e grigio. Oggi ho sentito bambini di 11 anni offendersi in base al quartiere di provenienza, ho sentito bambine di 11 anni che si minacciavano botte, ho sentito bambine di 11 anni rivolgersi in modo aggressivo all’insegnante. Ho pensato che quei tredicenni fossero dei gran figli di puttana, che avrei volentieri attaccato al muro. Ho visto gli occhi grandi azzurri di due ragazzine ucraine desiderosa di imparare, ho visto una ragazzina tunisina e una filippina che vogliono studiare. Ho visto una ragazzina tutta d’un pezzo, intelligente e precisa, poco simpatica. Ho visto gli occhi arrabbiati di una bella ragazza con i capelli ricci che vuole imparare e gli occhioni azzurri di una sua compagnia sconsolati, mentre orde di scalmanati rendono impossibile la lezione. E un ragazzino di origine cinese si rammarica che la lezione sta per finire, perché vorrebbe continuare a lavorare.

Mi rendo conto di essere inadeguato, perché sono troppo morbido, conosco le buone maniere, perché vado a mangiare da Cracco (ma anche in trattoria), perché sono stato educato da una nonna piena di amore che mi ha seguito e protetto. Sono troppo sensibile, perché mi piace la letteratura, perché mi piace ballare, perché adoro la danza classica, adoro la poesia. anche il quartiere in cui abito è un quartiere con persone “difficili”, però l’educazione che ho ricevuto ha costruito una barriera, io ho costruito una barriera, fatta di libri e vita buona. Mi piace il rap, mi piace anche il calcio, ma sono troppo delicato per la periferia cattiva o incattivita dalla vita. sono comunista, dovrei parlare alla periferia, al sottoproletariato, ma non sono capace. entro a scuola in giacca e cravatta, con i modi gentili, e rimango schifato nel vedere i computer obsoleti, internet che funziona male e poco. Non mi rendo conto che per quegli alunni incattiviti la merda è la norma, la cattiveria della vita è la norma. Mi sto emozionando davanti alla vita di Adele e mi accorgo che non so parlare, mi accorgo che gli anni nella scuola privata mi hanno ulteriormente allontanato da quel mondo cattivo. faccio il traduttore, comunico e non so parlare.

sono uscito da scuola che quasi mi veniva da piangere, ho fatto lezione, dalle 15 alle 16, ad esempio, a 3-4 persone in tutto, in mezzo alle belve. Voglio resistere e debbo resistere, perché il mio contratto dura fino al 30 giugno e non posso tornare indietro. e ci sono quegli occhi azzurri e lo sguardo attento di quel ragazzino con i tratti cinesi che avrebbe voluto lavorare e quella ragazzona che seguiva in prima media.

merda, quasi solo merda. quasi solo.

ballare

come tutti sanno oramai, io adoro la danza. mi piace la danza classica, pur non essendo un grande intenditore. se avrò mai un figlio cercherò di avviarlo verso la danza classica, soprattutto come disciplina, mi affascina tanto. io pratico ginnastica aerobica, step coreografato, mi fa letteralmente impazzire, anche se mi muovo male. sembro un elefante, ma mi diverto troppo.

durante queste sere ci sono numerose feste in spiaggia, da alcuni anni frequento quelle di un bravo dj e la sua compagna. alle feste viene chiunque: si possono trovare famiglie con bimbi

, gruppi,di ragazzini, ventenni, persone di mezza età o più anziane. Non si paga nulla, si può venire vestiti come si vuole. Il dj e’ simpatico, cerca di coinvolgere i presenti con i balli di gruppo, dai più famosi come Ymca, a balli da lui preparati e musicati. Io ho una passione:-) mi studio i suoi video su youtube, nei quali insegna i passi e poi cerco di metterli in pratica. Ballo male, sono sgraziato, ma mi libero di tutto, mi sfogo di tutto. Io, l’intellettuale marxista, il professore e traduttore, raggiungo l’estasi dionisiaca con i balli di gruppo. Ma non mi vergogno affatto.
Penso di seguire il dj anche d’inverno, forse.

rimpianti

ho avuto una vita felice, di pochi rimpianti e poche frustrazioni. ho scelto la scuola superiore che volevo. avevo 14 anni ed ero in terza media, mio padre stava sdraiato sul divano. era il momento per lui, dell’intervallo del pranzo. mi chiede, cosa vuoi fare alle superiori. io ero in sala, nella casa della mia adorata nonna dove vivo anche ora, e gli dissi, il liceo linguistico. mio padre, che era un uomo autoritario e un po’ fascista, mi rispose semplicemente, va bene. credo che sia giusto che un figlio segua le proprie inclinazioni, non avrebbe senso costringerti a frequentare una scuola che non vuoi, e poi, ridendo, non ti potrai lamentare se avrai problemi, non potrai dire che nessuno ti aveva costretto. fui contento di quell’atteggiamento di mio padre, che ebbe anche quando dovevo iniziare l’universita’. ho fatto la gran parte di quello che volevo nella mia vita, tranne forse studiare danza classica (lo so, sto rompendo), ho amato un bel po’, mi sono reso da poco conto di amare una ragazza che e’ stata mia allieva. ho la pancia piena, di esperienze, vita e passioni, ma nello stesso tempo, non sono ancora sazio. 

delle volte mi sento inadeguato, specialmente quando debbo trovare le parole giuste per parlare a qualcuno che ha una vita meno serena della mia, soprattutto quando quel qualcuno ha 15-16 anni. DBB e’ una ragazza  alta, con gli occhiali, che frequenta l’istituto tecnico commerciale, nel quale ho insegnato nell’anno appena concluso. dbb  ha gli occhi profondi e tristi, spesso durante l’intervallo e’ sola a leggere. Legge Dickens, Manfredi,sss Gardneer. viene da lontano, dalla romania, e lontano ci e’ rimasta, con il cuore e la mente, soprattutto dacerti compagni immaturi e sciocchi. Una voltami mi avvicino, cosa leggi di bello, le chiedo. david copperfield, mi risponde sorridente e timida. te l’ha consigliato qualche prof, no, io lo faccio perche’ mi piace, per farmi una cultura, per imparare a parlare meglio. a me, che sono romena, interessa parlare meglio italiano, a loro, e indica due compagni sciocchi che gridano e si spingono, che sono italiani, non frega niente. vede prof, a me questa scuola non piace, io,avrei voluto frequentare il liceo artistico, ma i miei genitori non hanno voluto, perche’ dicono che, con questa scuola, itc, si trova piu’ facilmente lavoro. a me piace disegnare, ma il tempo che ho e’ poco, perche’, tre volte alla settimana, devo anche andare a fare le pulizie da una signora, perche’ mio padre e’ 

disoccupato. Mi sento inadeguato, le dico che i suoi genitori non hanno avuto tutti i , torti a farle frequentare l’itc, perché avevano, paura a fArle frequentare una scuola cheda meno sicurezze. Le, ho detto, che, se l’avessero fatto i miei con me, mi sarei arrabbiato a morte, ma che capivo i suoi genitori, perché erano venuti da un’altra terra ed erano più insicuri. Le dico di non demordere, perché potrà frequentare anche l’accademia. Quando glielo dico, i suoi occhi non sono più tristi, finisco qua e sarò maggiorenne e i miei non mi potranno imporre nulla, e farò l’accademia.
E poi mi parlò della fattoria dei suoi parenti in Romania, e che aveva tanta voglia di vederli. Ma io mi sono sentito inadeguato.

volere

chiedo spesso ai ragazzi di parlare di loro stessi nei lavori che chiedo loro di svolgere. I loro lavori devono essere delle fotografie delle loro passioni, li devono rappresentare. 

Anni fa rimasi impressionato da una ragazza, GDV mi parlò della sua passione, l’equitazione, raccontandomi di 3 ore di allenamenti quotidiani, 11 mesi l’anno circa. Io rimasi sconcertato, pensai a me stesso alla sua età, 17 anni, pensai a me stesso all’età che avevo qualche anno fa e mi complimentai con lei. Quella ragazza arriva a scuola un’ora prima degli altri per ripassare, ha voti altissimi. In una classe prima c’è CA, che sembra la sorellina di Maria Sharapova, gioca a tennis a livello agonistico, tre ore al giorno. è la più brava della classe ed è una piccola campionessa di tennis.

L’anno scorso è arrivata in Italia dalla Moldavia, si chiama LCI. Non sapeva una sola parola di italiano quando è arrivata. è risultata la migliore della classe, seguendo il programma degli altri. C’è la storia di SF, di cui ho parlato. SF è una delle più brave della classe ed è una giovane stella della danza, elegante e aggraziata come solo dopo tanti anni di esercizio di danza classica si può essere. E poi c’è BM, che pratica ginnastica ritmica, come CF. Sono brave a scuola, volenterose, sanno eccellere nello sport o nell’arte. Costruiscono società, costruiscono la classe, hanno la forza per tenere assieme il gruppo. Hanno la dolcezza, l’intelligenza e la forza necessarie per risolvere i problemi.

Ho ragionato in questi giorni sul quadro idilliaco che caratterizza per molti aspetti i miei post. Le donne guidano e gli uomini, il sottoscritto a parte, sono spesso guidati, da donne che hanno più spirito di loro. Non voglio polemizzare contro il genere di cui faccio parte, ma sottolineare che i maschi italiani stanno diventando un po’ molli. Sicuramente nelle due classi terze che ho descritto prevalgono numericamente le donne ed è normale, anche per questo motivo, che abbiano un ruolo guida, ma è anche il loro carisma ad essere diverso. Intendiamoci, con i maschi di queste due classi ho avuto ottimi rapporti, ma ho il sospetto che se in futuro non si troveranno più con ragazze così sagge ed assennate come quelle che descrivo, faranno molta fatica a confrontarsi con la realtà che li circonda, a meno che, e penso che in parte ci stiano riuscendo, quelle ragazze non li aiutino a crescere. 

Le storie che ho raccontato, alle quali ho accennato, sono storie di volontà, di volontà ferrea. Quando si vuole qualcosa che è “bene”, come la ginnastica ritmica, o la danza, ma anche il calcio perché no, lo spirito diventa più forte, o almeno, spesso succede così. Chi vuole, chi ha il desiderio di esprimere una passione, spesso è un costruttore di relazioni positive. Naturalmente non sono solo questi gli esempi positivi. Ma i maschi?

Io sono stato cresciuto prevalentemente da donne, ma gli uomini (mio nonno, ma anche mio padre, il mio prof di italiano di prima liceo) hanno sempre costituito una figura importante, sia gli uomini, sia le donne hanno guidato la casa, anche se a casa quella che era presente di più era mia nonna. Questi uomini di oggi e gli uomini del futuro saranno in grado? Forse i genitori di oggi considerano più fragili i maschi delle femmine? Forse siamo il nuovo “sesso debole”? Forse gli uomini conoscono meno la responsabilità?

Penso che se la scuola e la famiglia non educano ad assumersi la responsabilità, anche del fallimento, anche della punizione, anche quando si è piccoli, il risultato sarà la disgregazione di questa nostra società rabberciata. C’è un’altra grande verità/banalità: o si collabora tra uomini e donne o non ci si salva. Tutti dovremmo avere pari ruolo, maschi e femmine. E se anche la scuola, dove predominano le insegnanti, avesse contribuito a questo nuovo ruolo della donna? Mi chiedo anche se agli oneri che hanno in più le donne corrispondano anche gli onori? Io considero le donne, e le ragazze delle classi nelle quali insegno, dei capisaldi, ma nel resto del mondo. Le donne guidano gli uomini, perché gli uomini hanno rinunciato? Perché gli uomini sono diventati deboli? Si sono imborghesiti?

Una volta il ruolo sociale della donna era scarso, era confinata in casa. Da quando la donna lavora, si è assunta delle responsabilità maggiori, riuscendo anche a gestire delle intere famiglie da sola. L’uomo si è seduto, ora, con la crisi economica, ci sono delle donne che sono obbligate a mantenere da sole le famiglie. E le donne di domani? Sono forti, volitive. Devono sapere anche educare gli uomini di domani che vivono la scuola assieme a loro. 

Forse ho posto troppe domande, forse non ho dato abbastanza risposte. Scatenatevi, se vi va.