confusione

confusione

Ho un’infiammazione al braccio sinistro, con dei puntini rossi. Mi brucia un po’. Penso che dovrò andare da un dottore. In questi mesi sto passando tanto tempo dal dentista e lasciandole un sacco di soldi. (infezione ai denti).

In una delle tre scuole in cui lavoro, sulle colline, mi trovo male con una classe. è una prima liceo linguistico: sono rozzi, grezzi ed ignoranti.

Domenica ho ballato zumba su un palco di un evento mondiale, assieme ad uno ZES (Zumba education specialist).

c’è grande confusione, nella mia vita come in questo post, assai poco memorabile.

“Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente” sarà vero? mah.

il vostro blogger perplesso vi saluta.

a presto.

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Non valere niente

Da una settimana me ne stanno capitando di tutti i colori. Per un cavillo burocratico, probabilmente avrò in tutto 9 ore di lezione in 2 scuole per tutto l’anno. Aggiungo che è anche colpa della mia ignoranza.

Sono tornato nell’ITC di due anni fa. Mi hanno affidato due pezzi di una classe cosiddetta “articolata”, termine che allude all’autoarticolato, che, in questo caso, vuol dire che la classe si divide per buona parte delle  materie, tedesco compreso. Non chiedetemi perché la classe si divide per tedesco. Li conoscevo già tutti, avendoli avuti come alunni due anni fa. Ho cominciato lunedì scorso.

Mercoledì scorso vengo a sapere dal vicepreside che avrei potuto subire un cambio d’orario dalla settimana prossima, mantenendo solo relazioni internazionali e perdendo amministrazione, finanza e marketing, definizione ridondante e pomposa che indica il vecchio ragioniere. Definirli futuri ragionieri sarebbe da sfigati (vedi Fantozzi), evidentemente. Le altre tre ore saranno di potenziamento, a disposizione del mister, come si diceva nelle telecronache di una volta, praticamente un tappabuchi al quale far fare delle supplenze. Gli chiedo “questa settimana l’orario resta questo?”. Lui mi fa una supercazzola tipo conte Mascetti e poi mi dice di controllare sul sito internet.

Controllo per tutti questi giorni e non c’è nulla. Gli scrivo ieri una mail e lui non mi risponde. Questa mattina mi alzo alle 8, non prestissimo, ma avrei dormito ancora. Telefono a scuola, mi dicono che c’è l’altra vicepreside, la quale non sa nulla, ha due/tre/quattro orari diversi sotto. Mi dice “vieni, ma non ti garantisco”. Faccio colazione, mi vesto, faccio in fretta. Sono determinato a svolgere una bella lezione, mi sento anche carico. Arrivo a scuola, preparo il materiale e salgo in classe. Davanti alla porta della classe vedo una mia collega di tedesco, giovane, diversamente simpatica, che non sapevo insegnasse lì. Se ne va con una delle due parti della classe dicendomi, questi li prendo io. Ed è già il terzo insegnante che cambiano, di tedesco. Delle ragazze mi guardano deluse, ci ha già abbandonati, mi dicono. Io rispondo, non dipende da me. Chiedo ai ragazzi dell’altro indirizzo di studi, che materia avete. E loro mi rispondono, spagnolo. E perché mi hanno fatto venire per niente, commento ad alta voce.

Saluto e scendo le scale, chiedo alla bidella se ci sono sostituzioni da fare e non ce ne sono. Me ne vado alla mia macchina, dopo avere fatto 17 chilometri circa per niente. Forse nell’ITC mi faranno fare delle ore di alternativa all’insegnamento della religione, per guadagnare due spiccioli in più.

Mi sento niente, a 39 anni essere trattato così è ancora più umiliante. Ho esperienza, sono competente. Questa scuola fa male a chi ci lavora e agli alunni. Confesso che, in giorni come questi, avrei voglia di mollare tutto. A 39 anni ricominciare da capo è difficile, quando sai fare due cose sole: l’insegnante e il traduttore. Mi riprenderò anche da questo e penso che non me ne andrò, ma è veramente difficile.

Tra poco vado a zumba. Visto che siamo in tema di supercazzole, vi pubblico un bel video di Ugo Tognazzi.

Baci.

Raccolta di supercazzole

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ritrovo questa bozza dopo un anno e non so nemmeno da dove esca. mi piace da matti questa foto, uscita non si sa bene da dove e come.

mi sento in confusione anche io. da un po’ di tempo non riesco a ragionare granché di scuola. è successo tanto, troppo, sono stati mesi entusiasmanti. ho raccolto tanto, ho corso tanto. sono confuso e felice, come cantava qualcuno, qualche anno fa.

vorrei raccontare la storia di quei ragazzi che fecero una festa dedicata al prof di tedesco, che li ha fatti studiare tanto e con tanta passione. vorrei raccontare che esistono dei ragazzi che credono nella cultura, che hanno 15-16 anni, che credono nelle persone, soprattutto. vorrei raccontare che hanno capito la mia buona fede, il mio profondo amore per il mio lavoro e per la vita.

sono sempre in viaggio, come tutti i precari, come chi cerca sempre. sono sempre in viaggio, uno zingaro che cerca sé stesso e che non è mai lo stesso, dopo avere viaggiato.

buona notte e buona vita a voi tutti.

Vado avanti e pasteggio a champagne

Oggi sono stato a scuola, con le classi delle medie. Ieri ho avuto le scuole superiori e ho visto e sentito progressi, con difficoltà e qualche titubanza. Sono stato contento, è stato un sollievo vedere persone che mi seguono, persone con le quali entro in comunicazione facilmente. è bello avere delle conferme, già, quando qualcuno ti ha dato della merda, dopo averti scritto una mail nella quale non venivano specificate le accuse, lasciandoti nel dubbio (Kafka???) Ho avuto un’ora di ricevimento, erano previsti tre appuntamenti, due non sono venuti, una si è scordata, dopo avermi salutato (distratta!). é venuta la madre della sfigata, una ragazzina bruttarella e complessata di terza media, la quale è diligente e precisa, anche se poco intelligente, Ha mostrato, la mamma, di stare dalla mia parte e la cosa mi ha rinfrancato. Sono andato in prima media e ho sentito ragazzini ricettivi, che imparano, che pronunciano bene il tedesco (quasi tutti). In seconda media ho ripassato, mancava quasi tutta la classe, tre ragazzini che hanno ascoltato e imparato. Abbiamo sorriso, abbiamo anche riso. E poi, gli stronzi di terza!!!! e gp. il mentitore, il quale, quando mi vede per i corridoi mi guarda malissimo e quando entra in aula fa i sorrisini. La gran parte di questi indegni stronzi, salvo la sfigata e il più bravo della classe, non aveva portato il libro che io avevo detto di portare. Mi hanno sfidato, facendo caos, ridacchiando, lanciando oggetti. Ho cercato di non perdere la calma, limitandomi a rimproverare tranquillamente i reprobi, salvo l’infame mentitore. LM, uno stupido bamboccio, gridava e distraeva tre gallinacce, le quali si sono lasciate distrarre senza problemi, Ho cercato di non arrabbiarmi, anche quando LM mi ha preso in giro. Ho detto, non prenderete mail la certificazione se continuerete così. Ma come, dice la stupida GM, la quale si nota solo per le labbra protese in avanti in una smorfia ebete, non aveva detto che l’avremmo presa?  Ho detto, se continuate così, non avrete dei gran voti. Sono uscito da quella scuola di merda e mi tremavano le gambe. Sono andato a casa e ho aperto una bottiglia di Champagne Lelarge-Pugeot, ho pasteggiato a champagne, alla faccia della cattiveria, per brindare a me stesso e alla mia onestà. 

Ho letto una mail, la madre di un ragazzino simpatico e serio di seconda media, mi ha scritto che lui è entusiasta del suo prof di tedesco. Mi sono sentito bene, il merito è riconosciuto, c’è qualcuno onesto, corretto, che capisce la fatica, che capisce l’impegno, la competenza e la passione. Champagne e la stima, ricambiata, di un alunno, non solo uno, naturalmente. Consolazioni.

confusione

sono seduto su una panchina del saint james park a Londra e ho un gran caos nella testa, sto vedendo un sacco di roba, una meglio dell’altra e non riesco a mettere dell’ordine nellatesta. ho bisogno di metabolizzare, forse di prendere le distanzeda cio’ che sto vedendo. 

mi auguro di riuscireun po’ a scattare la spina, a scoprire qualche altro aspetto della vita, che non puo’ essere fatta solo di momenti pieni di qualcosa, ma di momenti, anche, in cui osservare lo stormire delle fronde e ascoltare il suono del vento, osservare il cielo scuro che si prepara a piangere fredde lacrime.

essere terrorizzati

fino all’anno scorso non ero mai stato granché abituato a classi grandi. Avevo sempre insegnato in istituti privati, dove, si sa, spesso le classi sono raccolte. Avevo l’anno scorso, un solo gruppo grande: 27 persone, con le quali avevo tre prime ore. Scorrevano bene, tutto sommato, anche perché, forse, erano ancora vinti dal sonno. Per due anni ho insegnato russo ad un solo ragazzo, durante la mattinata, mentre l’altra parte della classe studiava francese. Quel ragazzo aveva scelto di studiare russo e quella scuola, dove ho lavorato, gli aveva trovato l’insegnante, il sottoscritto. Ho trascorso degli anni belli, ho imparato molto. Quando insegnavo russo a questo ragazzo le lezioni erano una sorta di conversazione amichevole, naturalmente con tanti contenuti. Non avevo mai avuto grandi problemi di gestione del gruppo.

Adoro le due terze, di cui parlo molto spesso nel blog, ma anche con loro ho avuto il mio bel da fare. Ho imparato, nell’anno scolastico che si è appena concluso, che c’è un pericolo terribile per l’insegnante: il computer o il lettore dvd che non funzionano. Armato di buone intenzioni, decido di portare i fanciulli, è l’ultima ora del mercoledì, nel laboratorio di lingue, per mostrare loro un film in tedesco, Solino. Iniziamo a sistemare le attrezzature, io e due-tre ragazze, ma le attrezzature non funzionano e l’inizio del film tarda. Gli alunni aspettano e si spazientiscono come farebbero molti altri, capeggiati dal solito M. Dico loro di stare buoni, ma non ho abbastanza convinzione, forse perché sono troppo intento a cercare di far funzionare l’attrezzatura elettronica. Al secondo-terzo rimbrotto la porta si apre, c’è una collega che manifesta giustamente tutto il suo disappunto, facendo due urli ai ragazzi. Mi chiede scusa, io chiedo scusa a lei, ma non è questo il punto. Ci rimango malissimo, perché mi sembra di essere incapace. Finisce la lezione e me ne vado dalla scuola con il capo chino, pieno di rabbia e vergogna.

L’indomani ho di nuovo lezione con i ragazzi. Entro in classe con estrema decisione, criticando pesantemente quel che era successo il giorno prima. Minaccio di dimettermi dall’incarico. Mi basta guardarli per capire che si sentono in colpa, sono spaventati. Rispondono, si sentono in colpa tutti, nessuno escluso. Sono una società e anche chi si è comportato bene si sente in colpa per gli altri. Promettono di migliorare il comportamento e ammettono di aver sbagliato, si raccomandano che io non mi dimetta. Facciamo lezione, loro si comportano bene. Sono diligenti, come molte volte è capitato. Suona la campanella, c’è l’intervallo. Dopo l’intervallo devo uscire. Avevo minacciato di andarmi a dimettere durante l’intervallo, GMP, un ragazzo biondo e simpatico che ha un solo difetto, è milanista, mi dice, adesso va a casa, sottintendendo non a dimettersi, e poi ci vediamo sabato. Io faccio il vago, ma se ci sarò ancora. S., la bella e dolce ballerina, di cui ho parlato qualche post fa, mi dice con tono sicuro e sorridente, ma lei ci deve essere, dobbiamo prepararci anche per il compito in classe di gennaio. Sono contento. Quando arrivo a casa, penso a come sarebbe stato dimettersi e non vederli più e rimango inorridito, quasi terrorizzato. Oramai sono diventati parte di me, anche se, qualche volta, sono un po’ pestiferi. Per la cronaca, questa vicenda è accaduta prima di quella della nota sul registro, richiamata nel post “eliminare”. 

Un altro momento in cui ho capito che non avrei mai potuto stare senza di loro risale a gennaio. è il giorno del mio compleanno, vado dal dentista, o meglio, dal mio ex dentista, convinto che si tratti di un controllo di routine. Mi controlla una dentista, mi controlla un altro dentista e poi un altro ancora. Parlano tra loro con aria preoccupata, quando chiedo spiegazione, fanno i vaghi. e dire che non provo alcun dolore e ho un lieve gonfiore. Ho paura di non poter più lavorare, ho paura che possano essere notizie brutte. La mia prima paura è quella di non riuscire più a vedere le due terze, le due famose terze. Nessuno mi sa rispondere. Quando arrivo a casa, leggo gli auguri su FB e il buon umore, almeno in parte, ritorna. Il giorno dopo arrivo da loro, mi cantano tutti “tanti auguri al prof”, tutti fanno gli auguri, anche i ragazzi che studiano francese. Devo consegnare i compiti in classe, che sono andati bene, non c’è stata nessuna insufficienza. Sono felice e la loro vicinanza contribuisce a lenire un bel po’ lo spavento. Mi preoccupava di più non vederli, della mia stessa salute, mi terrorizzava la prospettiva. 

per la cronaca, ho cambiato dentista e pare che non sia nulla di grave. è la metà di giugno e sono vivo e vegeto. Almeno credo.