condominio

STORIA DELL’IDRAULICO INQUISITORE

Ieri pomeriggio mi arriva una curiosa telefonata con il numero “coperto”. Decido di rispondere e un individuo si qualifica come l’idraulico, mandato dall’amministratore di condominio. Io penso che si riferisca ai lavori che stanno eseguendo sulla facciata, ma lui mi dice che lo ha chiamato la persona che abita sotto di me, per una perdita d’acqua che io gli avrei provocato. Io gli rispondo che abito al piano terra e che dunque è un po’ difficile che io abbia provocato una perdita all’inquilino del piano di sotto, non essendoci nessuno. Lui mi dice con tono di leggero sfottimento: “Lo sa che non si buttano gli assorbenti nello scarico, vero?” e io gli rispondo che non li uso e che, se li usassi, non li butterei nello scarico, ma che, in ogni caso, io abito al piano terra e sotto non abita nessuno. Lui ribatte dicendo: “Lo sa che sono un po’ stufo di annusare la puzza di m. , perché lei ottura lo scarico del vicino del piano di sotto?” e io, “Mi dispiace molto per lei, ma sotto di me non abita nessuno e temo che lei abbia sbagliato persona”. Al che lui mi dice, con tono un po’ minatorio: “La sua assicurazione paga per questo tipo di danni?” e io, “Io mi chiamo XX, abito in via XX al pian terreno, se vuole la invito a casa, così può verificare anche lei che sotto casa mia non abita nessuno”. Lui butta giù e non si fa più risentire. (MAH)

Il pazzo condominio

UN PO’ DI RISATE
Verso le tre del pomeriggio le urla belluine dell’orribile vicino turbano la quiete del dopopranzo. Il vicino è uscito con i cani e, come fa sempre tutta la sua famiglia, non ha con sé nulla per eliminare i loro escrementi. Una vicina lo rimprovera perché il cortile è pieno di “ricordini” e lui si irrita, emettendo versi inarticolati, che ricordano quelli di Bongo, il marito di Mariangela Fantozzi. Ma ecco che esce il figlio, un giuggiolone dallo sguardo spaesato, il quale difende a spada tratta il cane. Ma come fa a sapere che è dei nostri cani? Ci sono tanti cani in giro? Anche la figlia si unisce nella pugna, per difendere l’onore della famiglia degli sporcaccioni. La vicina li manda serenamente a quel paese e il povero fanciullo di 18 anni, con il cervello di un bambino di uno, si adombra e lo va a dire alla mamma. La mamma è un incrocio tra il mostro di Lochness e Godzilla. Esce di casa gridando ferocemente, con tutti i cani che ci sono come fa a dire che sono i nostri? Ci sono problemi più seri nella vita! e poi guardi che gli escrementi si trasformano subito in concime per le piante. A questo punto mi sono sentito soddisfatto, perché ho imparato qualcosa di biologia. #tuttovero #gentaglia#pazzocondominio

e se fosse

se decidessi di raccontare una storia non del tutto vera, se decidessi di inventare qualcosa? se decidessi, per una volta, di inventare tutto? ho sempre raccontato la verità. oggi mento. via alla storia inventata, che come finisce non si sa.

c’è un uomo solo, solo solo, che vive da solo in un palazzo carino, non troppo bello, ma neanche troppo brutto. è un uomo bello, ma dovrebbe curarsi un po’ di più forse. sono le 10 di sera di una serata di autunno piovosa, c’è il temporale. si sentono tuoni e lampi. c’è un uomo che sta scrivendo un romanzo, non ha troppa ispirazione e sta quasi per andare a letto. la televisione è spenta, come quasi sempre accade. a volte l’uomo che fa lo scrittore si domanda se non sia il caso di vendere quella televisione, che lui guarda così poco e distrattamente. guarda l’orologio.

suonano alla porta, un suono insistito. si prende paura, non conosce nessuno nel condominio, non ama socializzare, è abbastanza timido. oppure gli altri condomini gli stanno molto sulle balle, perché sono ignoranti e fascisti. non ha familiari, o meglio, se ne frega di loro, cordialmente ricambiato. suonano alla porta e lui decide di andare a chiedere chi è, ma ha un po’ di paura. e se fosse un malitenzionato? in quel quartiere succedeva abbastanza poco. era curioso. fa pochi passi dalla sala all’ingresso. chi è? sono edo, risponde una voce di bambino. l’uomo apre la porta e si trova di fronte un bambino in pigiama bianco, con i capelli lunghi neri sulle spalle, ben pettinati, gli occhi neri grandi. avrà avuto circa 10 anni . ciao, sono edo, il figlio della nuova vicina di casa. ho paura del temporale, la mamma mi ha detto di suonare da te, perché ha detto che hai un’aria rassicurante. posso dormire con te? il nostro protagonista rimase un bel po’ stupito. lui aveva visto qualche volta la madre del ragazzino, una bella donna bionda e riccia, ma non le aveva mai parlato e aveva visto il ragazzino un paio di volte, alla mattina presto, quando stava andando a scuola e alla sera, con una borsa sportiva. è in casa la tua mamma, gli disse l’uomo. no, è uscita, lavora fino all’una, fa la cameriera. vieni, disse al bambino con aria perplessa. lo fece entrare in casa, ma avrebbe voluto scomparire.