comunione e liberazione

Dovevo proprio pubblicarlo

Questo articolo sembra frutto della mia fantasia. Invece è un articolo del “Fatto Quotidiano” del 16 novembre del 2018. Parla di una scuola privata, dove si educano gli alunni all’omofobia. è una scuola privata religiosa, una scuola privata cattolica dove si insegna agli alunni che l’omosessualità è uguale alla pedofilia e altre amenità sulla vagina e il pene. Vi confesso che ho cercato, per qualche secondo, di avere un approccio “asettico” ad una vicenda come questa, di lasciare parlare i fatti, ma mi sono arreso subito. Queste vicende mi toccano profondamente. Nella scuola privata ci ho vissuto e lavorato per anni, ho conosciuto persone eccellenti e persone orribili. Mi sono anche trovato bene, nonostante fossi stato e fossi ancora molto differente da quel mondo. Ho passato momenti duri, ora ricordo la vicenda di Eluana Englaro e la cappa sulfurea su quel luogo, per colpa di Cl. Lasciamo parlare l’articolo.

scuola privata omofobia.jpg

Più civile

Da oggi l’Italia è un po’ più civile: il biotestamento è legge. Mi tornano alla mente le pressioni al limite del mobbing che ho subito nella scuola di comunione e liberazione ai tempi di Eluana Englaro. Avrei dovuto raccontare balle agli alunni su quel caso. Avrei dovuto fermare un appello per costringere Eluana Englaro a vegetare. Non l’ho fatto. Ho raccontato la verità. Non mi hanno rinnovato il contratto. Sono stato fiero di me.

Ora in Italia c’è il biotestamento. Ogni tanto qualcosa funziona.

Il corpo è nostro e nessuno ce lo può sequestrare.

Prete ciellino accusato di pedofilia

http://ift.tt/1ZGo8Vf Il religioso, esponente di spicco di Comunione e Liberazione e fondatore del Banco Alimentare, ha consegnato 25mila euro alle famiglie di cinque ragazzi che lo accusano di violenza sessuale. Otto gli episodi contestati a Don Inzoli

via Cremona: Don Inzoli, accusato di pedofilia risarcisce   cinque vittime degli abusi — Media Financial Credit

Suora inquietante

Siamo in un bar di periferia, modesto. è giugno e io entro, perché mi ha invitato una mia collega un po’ baciapile, che crede che io sia religioso, anche se non so perché. è una zona molto verde, davanti c’è un bel giardino con i giochi per i bambini, di fianco al bar ci sono negozi ed un supermercato coop. quel giorno di giugno è grigio, minaccia pioggia.

la scuola è ormai finita, io e la mia collega baciapile abbiamo partecipato ad uno scrutinio di una classe che abbiamo avuto in comune. Di mattina la scuola senza alunni non sembra più la stessa. Seduti ad un tavolo ci sono la mia collega, un signore anziano e due bambini, di cui uno avrà 5-6 anni e l’altro qualcuno in più. Sono fratelli, i nipoti di quel signore. è un gentile signore del sud, che ha intenzione di offrirci da bere. Il più piccolo dei bambini mangia delle patatine, con aria vorace. è allegro e ha l’aria presente. Il più grande ha lo sguardo assente, tenta di mangiare le patatine, le quali gli scivolano in gran numero sul viso e sulla maglietta. La mia collega baciapile dice che il bambino è stato traumatizzato da dei compagni, il nonno annuisce. Non spiegano dove, ne come. Mi chiedo se quello fosse stato il primo trauma, il bambino mi sembra molto turbato ed assente. Non posso chiedere al nonno di specificare, naturalmente. La mia collega baciapile suggerisce al nonno di mandare il bambino a scuola dalle suore, anzi dalle suorine, come dice lei. Frequenta una scuola pubblica, quel bambino.

La mia mente corre subito alla scuola ciellina, dove non c’erano (non credo che ci siano neanche ora) ascensori e scale di sicurezza e dove io dovetti portare in braccio per due rampe di scale la bambina temporaneamente disabile. In quella scuola senza ascensori una ragazza con una protesi al posto della gamba doveva salire fino al terzo piano, per entrare in classe. In quella scuola non c’erano insegnanti di sostegno, c’erano educatori di una cooperativa ciellina, pagati dal comune, cioè dalla collettività. C’erano ragazzini disabili abbandonati a loro stessi, non c’erano neanche i bidelli. Veniva un’impresa di pulizie 1 volta alla settimana, per tre ore. Nella scuola privata dove sono stato tre anni gli alunni disabili si contavano sulle dita di una mano, c’era, credo, 1 insegnante di sostegno, c’era l’ascensore. Non mi ricordo se ci fosse la scala antincendio. Nella scuola della suora inquietante non c’erano insegnanti di sostegno, i ragazzini disabili sono seguiti in qualche modo dagli insegnanti delle altre materie. C’è l’ascensore.

Molte volte mi sono chiesto che cosa spinga un genitore a far frequentare ai propri figli una scuola privata, molte volte mi sono stupito quando ho saputo di intere famiglie, zii, genitori, figli etc. mandati alla scuola privata. Ho visto tante facce. Ho visto persone che vogliono rispettare la tradizione, perché i figli dei loro amici lo fanno, i loro amici andavano a scuola lì,, ecc. Ho visto persone che credono di proteggere i propri figli, mandandoli in scuole dove non ci sono i cosiddetti “casi sociali”, dove non si fa sciopero, ho visto persone convinte che in quelle scuole si impartisse un’istruzione migliore rispetto alle scuole pubbliche, anche se i dati dicono il contrario. Ho visto persone che scelgono la scuola privata, perché vogliono che i propri figli sia indottrinati secondo i dettami cattolici, ho visto persone che mandano i propri figli alla scuola privata, chiamata paritaria, ora, per mascherare il fatto che è una scuola privata, perché nella scuola pubblica ci sono insegnanti di sinistra. Ci sono persone che mandano i figli alla scuola privata, perché sperano che gli insegnanti chiudano un occhio di fronte all’ignoranza dei figli, ci sono persone che mandano i figli alla privata, perché costa molto e vogliono far vedere che sono ricchi.

Quando vado a votare rivedo la scuola elementare che ho frequentato, in un quartiere cosiddetto “difficile”, all’interno di un bel giardino, con il campo da basket. La mia scuola è piena di luce, mette allegria. La nostra maestra, che ho sempre adorato, è molto cattolica (nessuno è perfetto). Ci ha insegnato la Divina Commedia, l’Orlando Furioso, l’Eneide, ci ha portato nei più bei musei, ci ha insegnato anche qualcosa sul Parlamento, il Presidente della Repubblica e il Consiglio Comunale. Io sapevo chi era il sindaco, il presidente del consiglio, quello della repubblica, perfino il presidente della circoscrizione. In un quartiere difficile, come lo chiamano.

Lì intorno ci sono case basse, carine, con il giardino e  molti nani da giardino. Sembra quasi di essere in periferia e invece siamo vicini ai viali di circonvallazione. il frastuono delle macchine della via poco lontano ci ricorda che siamo quasi in città. sulla sinistra ci sono pochi uffici, qualche bar, qualche negozio. Sulla destra c’è una strada perennemente trafficata, con palazzi alti e decorosi e villette con giardino e nani. Le case sono rosse, bianche o color panna, in maggioranza. In mezzo alle case basse si staglia un maniero marrone scuro ed imponente. Attorno al maniero c’è un giardino, con qualche albero e molto cemento, di fianco alla grande strada trafficata. Davanti al maniero c’è una donna grassa, bionda e stupida, con i capelli ben pettinati, freschi di parrucchiere. Io entro e la saluto, perché ho la sventura di conoscerla, da prima di frequentare quella scuola. Le mie nipoti frequentano questa scuola, la piccola frequenta l’asilo, la grande è alle elementari. Abbiamo voluto che la grande avesse come maestra suor O., perché è stata la maestra di mio figlio. Una vecchina in abito da suora fa capolino, dalla porta nera di quel maniero. Dall’aspetto sembra che abbia un’ottantina d’anni. Sorride alla nonna timidamente, la nonna bionda la saluta calorosamente. Entro nell’atrio della scuola, immerso nella penombra. Dentro l’atrio c’è una donna sulla sessantina, con baffi vistosi. Davanti a me una porta conduce ad una delle segreterie, qui le segreterie non mancano. C’è la segreteria amministrativa, c’è la segreteria alunni, c’è la segreteria di non so cosa e poi c’è la collaboratrice fissa della suora inquietante. Da quella porta filtra un po’ di luce. A sinistra dell’entrata una porta conduce al corridoio delle elementari, immerso nella penombra, con il mobilio nero e le finestre piccole. Ci sono andato per il colloquio, prima di essere assunto, in uno stanzino con un piccolo lavandino.  A destra dell’entrata c’è il corridoio dell’asilo, immerso nella semioscurità. Salgo le scale strette e una luce cerca di farsi largo da una finestra, con scarsi risultati. A sinistra delle scale si apre un corridoio dove c’è luce, le finestre sono grandi e le aule luminose, hanno la lavagna interattiva. In mezzo alla luce fa contrasto l’ufficio della preside, da cui una persona uscì con seri problemi, qualche anno fa. Nell’ufficio della preside la finestra è piccola, e l’unica luce è quella fioca di una lampada da scrivania, che sta sul tavolo della preside e su quello della sua collaboratrice. La preside è una donna piccola, magrissima, con il volto scavato dal tempo. Ha l’espressione quasi sempre fredda, sorride poco e in modo un po’ falso. C’è anche la sala insegnanti, di fianco all’ufficio della preside, immersa nel quasi buio, con il mobilio nero e una finestrina.

Quando ho iniziato la preside mi ha condotto nella cosiddetta aula di tedesco. Siamo al primo piano, a destra delle scale, in un corridoio vinto dall’oscurità. Le finestre sono poche, piccole ed esposte a nord. Apre la porta e davanti a me c’è una stanzetta che non arriva ai venti metri quadrati con un tavolo rettangolare lungo al centro. Ai lati ci sono armadi, che occupano una parte dello spazio. C’è una lavagnetta, appesa al muro, simile a quelle che ci sono nei pub. Mi fa dare un pennarello da lavagna, da una delle segretarie, gentile e timida, sottomessa alla suora. Mi dice di utilizzarlo con parsimonia. Nella stanzetta c’è un cartello scritto a pennarello, con la declinazione dell’articolo maschile determinativo tedesco, solo questo mi ricorda che sono in un’aula di tedesco. Nella scuola media ci sono tre sezioni di scuola media, i ragazzini che studiano tedesco di prima, di seconda e di terza vengono riuniti per queste ore di lezione. Entrano i ragazzini delle tre prime medie e sono 12. Non ci stanno attorno al tavolo. Una bambina, piccola e magra, appoggia il quaderno sulle ginocchia. Sta tra il tavolo e la lavagna, sulla quale io devo scrivere, con il rischio di urtare la bambina. Molti bambini sono costretti a dare le spalle alla lavagna, pur di appoggiare il proprio materiale e si devono contorcere per potere leggere quello che io scrivo. L’unica luce è un flebile neon. La suora vede quello che succede e capisce che qualcosa non va. Mi dice che mi avrebbe cambiato d’aula con la prima media e così, dalla volta successiva, avrebbe fatto. Chissà perché non ha avuto la stessa idea con la seconda media e la terza, 10 e 9 alunni, ammassati in un’aula che, in realtà, è un ripostiglio. La terza media e la seconda le ho anche alle ultime ore e arrivano con gli zaini, che ingombrano ancora di più la presunta aula di tedesco. Nell’aula, chiamiamola così, non c’è la lavagna interattiva e io devo usare il mio tablet per firmare il registro elettronico. Posso solo firmarlo, ma non posso mettere i voti e scrivere il contenuto delle lezioni, perché una delle segretarie non l’ha ancora attivato, per tedesco. Devo prendere appunti su un mio quaderno. Gli alunni delle superiori di tedesco sono pochissimi, 1 per la seconda, 2 per la terza, di cui un ragazzo epilettico. Dicono che le persone affette da epilessia, quando sono colpite dalla crisi, si buttino per terra, dimenandosi e scalciando. Mi chiedo cosa sarebbe successo se quel ragazzo avesse avuto una crisi durante le mie lezioni. I ragazzi delle superiori scendono dal secondo piano, quando è l’ora di tedesco. Il secondo piano è luminoso, ma un po’ scialbo, c’è qualche immagine religiosa, come al primo, ma sa di poco, come si dice. In quella stanzetta non hanno problemi di spazio, ma mi domando, perché non debbano avere una lavagna multimediale come gli altri o un’aula luminosa.. Per proiettare filmati vari devo usare il mio portatile o il mio tablet. Meno male che c’è il wi-fi. Di fianco alla cosiddetta aula di tedesco, ci sono alcune aule, di medie e di elementari, luminose ed attrezzate. Ma il corridoio è buio. Nella scuola l’unica bidella cerca di tenere pulito. Passano i quindici giorni di prova e vengo confermato per altri 6 mesi, chissà perché non fino a giugno. Ho un regolare contratto, lo stipendio mi viene versato quasi sempre regolarmente. Sostituisco un’anziana collega, che sarebbe in pensione, la quale prende un terzo della mia paga, facendo il mio stesso lavoro. Ha i genitori, ormai vetusti, ammalati. In quella scuola lavorano insegnanti anziani, qualche suora apparentemente vetusta, insegnanti giovani, c’è perfino una mia cugina di secondo grado, che non vedo mai. Lavora lì da quando si è laureata, non so come faccia, ma forse so perché non la vedo mai. Molti se ne vanno, per andare nella scuola pubblica.

La scuola organizza molte attività, corsi di chitarra e cinese, ma li ospita nella cosiddetta aula di tedesco, senza luce e lavagna interattiva, con la lavagnetta del pub.

Chiedo alla preside di potere cambiare aula, chiedo alla segretaria timida una lampada. Non resisto a stare al buio. La preside promette di pensarci. La segretaria timida mi procura una piantana da pavimento. Per leggere devo stare sotto la piantana da pavimento, che occupa un bel po’ di posto, nella già piccola aula. Io mi compro anche una piccola torcia.

Un giorno devo fare lezione alla prima media, in un’aula luminosa. La collega di religione mi chiede di lasciarle quell’aula e mi invita ad usare l’aula magna. e sia, andiamo in aula magna, ma ci sono le sedie e non i banchi, i bambini devono scrivere la verifica seduti in terra, con il foglio appoggiato sulla sedia davanti oppure tenendo il foglio sulle ginocchia. Meno male che l’aula magna è luminosa. Lo stesso episodio si ripete un paio di volte.

La cosiddetta aula di tedesco viene usata dalla suora inquietante anche per colloqui con genitori e professori. Mi convoca lì dentro più volte, anche per dirmi di farmi aiutare per il registro elettronico, da un altro professore. Le spiego che il registro elettronico non è ancora stato attivato dalla segretaria. Lei mostra di non credermi.Secondo lei io sarei un bugiardo. Il registro elettronico viene attivato per tedesco verso novembre. Devo trascorrere due pomeriggi interi per aggiornarlo. Meno male che si può aggiornarlo anche da casa.

Mi faccio spedire qualche poster della Germania, per migliorare l’aula, uso la piantana e la torcia, fino a che, fino a che non accade il fattaccio, per così dire. Un giorno finisco la mia lezione ed entra la suora inquietante con dei genitori. Io esco velocemente, dimenticandomi di spegnere la luce. Quando torno, il giorno successivo, la lampada non c’è più. Chiedo lumi alla segretaria timida, la quale mi risponde che è un ordine della preside. Vado dalla preside e lei mi dice che è una punizione per averla tenuta accesa il giorno precedente. Io protesto e le dico che è molto difficile fare lezione in quella situazione. Lei promette di trovare una soluzione. Quel giorno non leggo, mentre i ragazzini sgranano gli occhi sul libro e il quaderno. Al pomeriggio vado a comprarmi una lunga torcia da cantiere. Da quel momento in poi avrei letto sempre con l’aiuto della torcia, per non accecarmi. Un sabato mattina c’è un open day, io rivolgo il libro verso il poco sole che entra dalla finestrina in alto, quando la porticina dell’aula si apre e un bambino la mostra ai genitori. Quando si accorge della situazione chiude la porta di scatto. Dietro di loro c’è la suora inquietante, con aria arcigna. Dopo circa un mese dalla punizione della suora inquietante, mi viene comunicato che potrò andare a fare lezione con la seconda e la terza media in aule luminose. Chissà perché la seconda e la terza superiore non hanno diritto ad un’aula luminosa.

I giorni passano e arriva un giovedì umido e freddo di marzo, il mio ultimo giovedì di ricevimento genitori. Dobbiamo essere presenti sempre, anche se non ci sono genitori che hanno preso l’appuntamento. Il ricevimento avviene nella mensa, nei sotterranei umidi e freddi. è la mensa delle elementari, i tavoli e le sedie sono bassi, anche lì è buio. Accendo la luce, per essere un po’ meno triste, una suora grassa e arcigna la spegne poco dopo. Al sabato finisce il mio incarico, in ossequio alla continuità didattica, come la chiamano. Gli ultimi due mesi i ragazzi avranno un’altra insegnante, solo perché io mi sono ribellato ai soprusi della suora inquietante, che violava il contratto che lei stessa aveva firmato.

Ora penso ad alcune cose: penso alla suora inquietante, che ogni tanto sta male, perché ha la leucemia, penso alla suora grassa e arcigna, la quale, risponde con fastidio a chi le chiede come sta la suora inquietante, perché la odia, evidentemente. Penso alle ore di spiritualità, in ginocchio nella cappella scolastica, mentre la suora inquietante esalta la figura di una beata che passava le notti a contemplare l’immagine di una madonna. Penso ad un frate francese che esalta una setta religiosa fondamentalista, davanti agli alunni, nella quale gli adepti ripetono, con occhi spiritati e le braccia alzate, god is great, god is awesome. Non esalta Don Puglisi, Don Gallo, Don Ciotti. Già.

Penso che non tornerei mai là, dalla suora inquietante.

 

 

 

 

due/3

ALCUNI CENNI DEL PROGRAMMA DELLA LOGGIA SEGRETA

 

La scuola è la base dalla società. Per riuscire a dominare una società servono i partiti politici. Bisogna introdursi all’interno e dominarli. Bisogna dominare la scuola inducendo i giovani alla docile obbedienza. Bisogna ottenere l’obbedienza attraverso la formazione di una struttura che occupi il loro tempo, plasmando le loro menti attraverso anche le attività ricreative. Questa struttura deve essere formata da specialisti della comunicazione che suscitino i sensi di colpa dei ragazzi, al fine di renderli sottomessi. Debbono sentirsi parte di un gruppo e debbono capire che non esiste la vita fuori da questo gruppo. È necessario anche che la loro alimentazione sia orientata al fine di indurre stati di debolezza fisica e psicologica. La struttura è già esistente con il nome di contenzione e commiserazione. Debbono essere abituati a narrazioni elementari, bianco/nero, senza sfumature, perché sono da plasmare. Periodicamente, debbono essere convocati per esercizi spirituali nei quali debbono pronunciare formule semplici per centinaia di volte, trattenendoli anche per alcuni giorni in strutture residenziali, dove debbono vestire una semplice tunica di sacco e vivere in grandi camerate. Debbono invocare dio e il capo della struttura, ripetutamente e ossessivamente. Questa struttura ha bisogno di denaro per vivere e dunque si debbono sollecitare cospicui contributi da parte delle famiglie degli alunni. Questa struttura deve anche ampliarsi per controllare sempre di più i ragazzi di tutto il paese, ottenendo contributi da gruppi finanziari e partiti politici. Coloro i quali sono fuori da detta organizzazione sono dei poverini, da commiserare e condannare.  L’uomo deve sottoporsi all’autorità. Bisogna prestare attenzione anche alla stampa, attraverso la creazione di un gruppo di giornalisti che facciano rispettare le nostre direttive.

 

 

Testo integrale del “piano di rinascita democratica”, della loggia P2, sequestrato a M. Grazia Gelli nel luglio 1982.


PREMESSA
1) L’aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema
2) il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti – anche alternativi – di attuazione ed infine nell’elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.

OBIETTIVI
1) Nell’ordine vanno indicati:

a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale)
b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata.
c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;
d) il Governo, che va ristrutturato nell’organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da proporre ai singoli dicasteri;
e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi;
f) il Parlamento, la cui efficienza è subordinata al successo dell’operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico finanziario.
La disponibilità’ di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.
Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti.

3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione sono la costituzione di un club (di natura rotariana per l’eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché’ pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.

PROCEDIMENTI
1) Nei confronti del mondo politico occorre:

a) selezionare gli uomini – anzitutto – ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale.) Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l’anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale.
Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un’azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominativamente. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambiente.
Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.
In un secondo tempo occorrerà:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un’agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati, la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell’UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno dell’attuale trimurti.
Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della libertà individuale, nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l’elezione dei consigli di fabbrica, con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello legittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell’incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo è da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiori all’altra ipotesi.

4) Governo Magistratura e Parlamento

a) selezionare gli uomini – anzitutto – ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (Per il PSI, ad esempio Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti – con i dovuti controlli – a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI – PSDI – PRI – Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale.) Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l’anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale.
Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà, e tendenzialmente disponibili per un’azione politica pragmatica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominativamente. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambiente.
Ai giornalisti acquisiti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.
In secondo tempo occorrerà:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un’agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati, la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari della UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno dell’attuale trimurti.
Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della libertà individuale nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l’elezione dei consigli di fabbrica con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quella illegittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell’incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo è da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiore all’altra ipotesi.

4) Governo, Magistratura e Parlamento

E’ evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze .
E’ comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono – salvo che per la Magistratura – da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa e ai sindacati, con la riserva di una più rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi già previsto per i partiti politici.
Per la Magistratura è da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass. Naz. Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate.
E’ sufficiente stabilire un accordo sul piano morale e programmatico ed elaborare un’intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, già operativo nell’interno del corpo anche al fine di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elementi di equilibrio della società e non già di eversione.
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull’ascesa al Governo di un uomo politico (o di un’equipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee “ripresa democratica”, è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all’attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi e anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.

PROGRAMMI

Per programmi si intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni in forma di:
a) azioni di comportamento politico ed economico;
b) atti amministrativi (di Governo);
c) atti legislativi; necessari a ribaltare – in concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti – l’attuale tendenza di sfasciamento delle istituzioni e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di “registrare” – come nella stampa in tricromia – le funzioni di ciascun’istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.
A titolo di esempio, si considerano due fenomeni:
1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati ed al Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL e una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduti;
2) l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonché’ dalla programmazione dei fabbisogni in tema di occupazione.
Ne è conseguente una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale – con gravi deficienze invece nei settori tecnici nonché’ la tendenza a individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all’egualitarismo assolto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell’ideologia dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.
Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenute nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica – indubbiamente notevole – quale diagnosi della situazione del Paese, tenendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.
Detti programmi possono essere esecutivi – occorrendo – con normativa d’urgenza (decreti legge).
a) Emergenza a breve termine . Il programma urgente comprende, al pari degli altri provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a “registrare” le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.
a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono:
– la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
– il divieto di nomina sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;
– la normativa per l’accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari);
– la modifica delle norme in tema di facoltà libertà provvisoria in presenza dei reati di
eversione – anche tentata – nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonché’ di
violazione delle norme sull’ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di
persona e di violenza in generale.
a2) Ordinamento del Governo
1 – legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost. art. 95) per determinare
competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2 – legge sulla programmazione globale (Cost. art. 41) incentrata su un Ministero
dell’economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. – PPSS –
Mediocredito Industria – Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d’incontro delle
forze sociali e sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d’incontro con il
Parlamento e le Regioni;
3 – riforma dell’amministrazione (Cost. artt. 28 -97 – 98) fondato sulla teoria dell’atto
pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità’ politica da
quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero)
e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
4 – definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla
Costituzione e individuazione delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie
di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell’ambito delle leggi
cornice.
a3) Ordinamento del Parlamento
1) ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);
2) modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e opposizione, dall’altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica;
3) adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma
governativo.

b) Provvedimenti economico-sociali
b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);
b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30′ effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i
turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e private;
b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno – Natale
– Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festività – anche per
sorteggio – in tutti i periodi dell’anno, sia per annualizzare l’attività dell’industria turistica,
sia per evitare la “sindrome estiva” che blocca le attività produttive;
b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:
1 – revisione delle aliquote per i lavoratori dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;
2 – nettizzazione all’origine di tutti gli stipendi e i salari delle P.A. (onde evitare gli enormi
costi delle relative partite di giro);
3 – inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
4 – abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare l’autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
5 – alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti,
investimenti e garanzie, per sollecitare l’autofinanziamento delle aziende produttive;
6 – reciprocità fra Stato e dichiarante nell’obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed
accertati;
b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e
sollecitare meglio l’autofinanziamento delle aziende produttive;
b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciproci che si risolvono – nel gioco degli interessi – in passività inutili dello stesso Stato;
b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali
dall’estero;
b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case – ospedali – scuole
– trasporti) da alimentare con:
1 – sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili – generi di lusso)
2 – proventi dagli inasprimenti ex b5)4;
3 – finanziamenti e prestiti esteri su programma di spesa;
4 – stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
5 – diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a
L. 7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.
Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000
miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la
disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi
strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette
nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa
lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto)
Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica
legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi
urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall’intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all’edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che è da considerare il volano della ripresa economica;
b10) aumentare la redditività del risparmio postale elevando il tasso al 7%;
b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
I – turistico
II – trasporti marittimi
III – agricolo specializzato (primizie zootecnia)
IV – energetico convenzionale e futuribile (nucleare – geotermico – solare)
V – industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione; in modo da
sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d’opera ed apportatori di valuta;
b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.

c) Pregiudiziale è che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e
gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti.
Così è evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai
teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di
interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonché’ di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

d) Altro punto chiave è l’immediata costituzione di un’agenzia per il coordinamento della
stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da
impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso,
Europeo sulla formula viva “Settimanale”.

MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell’attuazione di un programma a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l’avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d’ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, é necessario rinviare nel tempo l’elencazione di problemi e relativi rimedi.
a) Provvedimenti istituzionali
a1) Ordinamento Giudiziario
I – unità del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione – articoli 107 e 112 ove il P.M.
è distinto dai giudici);
II – responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull’operato del P.M. (modifica
costituzionale);
III – istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte
ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi
pericoli ed eliminando le attuali due fasi di istruzione;
IV – riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
V – riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle
promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le
carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;
VI – esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con 25 anni di
funzioni in possesso di particolari requisiti morali;
a2) Ordinamento del Governo
I – modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla
Camera all’inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni
del successore;
II – modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualità
di parlamentari;
III – revisione della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato
(per modificarne la natura da competenza in cassa);
IV – revisione della legge sulla finanza locale per stabilire – previo consolidamento del debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni – che Regioni e Comuni possono spendere al di là delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui debiti;
V – riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e ridefinire i
i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;
a3) Ordinamento del Parlamento
I – nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo
il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di
rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali,
diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di
nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari – ex magistrati
– ex funzionari e imprenditori pubblici – ex militari ecc.);
II – modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
III – stabilire norme per effettuare in uno stesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali,
regionali e comunali (modifica costituzionale);
IV – stabilire che i decreti-legge sono inemendabili;
a4) Ordinamento di altri organi istituzionali
I – Corte Costituzionale: sancire l’incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive
in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in
organo legislativo di fatto);
II – Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l’ineleggibilità ed
eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);
III – Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini
secondo criteri geoeconomici più che storici. Provvedimenti economico sociali.

b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione
di possedere un posto di lavoro e un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);
b2) Nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza
urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul
modello inglese) e stabilendo l’obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonché’ le retribuzioni dei giornalisti;
b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di
sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi
attuali;
b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo: il divieto del pagamento di
pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilità; il controllo rigido sulle pensioni di invalidità; l’eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;
b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati
limitando il diritto di sciopero nel senso di:
I – introdurre l’obbligo di preavviso dopo aver espedito il concordato;
II – escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte;
pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
III – limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro;
b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle
imprese e sulla gestione (modello tedesco);
b8) nuova legislazione sull’assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle
acque, rimboscamento, insediamenti umani);
b9) legislazione antimonopolio (modello USA);
b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);
b11) riforma della scuola (selezione meritocratica – borse di studio ai non abbienti – scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);
b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco.

c) Stampa – Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI-TV.

 

Non solo istruzioni
Don Carrón ha portato l’esempio di un bambino davanti a un nuovo giocattolo. È quasi un crimine dare a un bambino un giocattolo privo di istruzioni, poiché rimarrà frustrato non sapendo come usarlo. Peggio ancora è mettere al mondo un bambino privandolo del senso della sua esistenza. Il problema è che i bambini non vengono al mondo con le “istruzioni” sotto braccio. Ma il Mistero che ci crea, ci situa in un contesto, in un popolo, in una tradizione che è l’ipotesi con cui affrontare la realtà. Senza questa proposta proveniente dalla tradizione un bambino si sente perso, così come lo è di fronte a un giocattolo privo del manuale di istruzioni. Tuttavia delle semplici istruzioni non sono sufficienti per affrontare la vita. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci stia vicino, che condivida la nostra vita, che ci induca a volerlo seguire sulla spinta di un’attrattiva umana. È in quest’attrattiva che noi riconosciamo l’autorità. Proprio per questo motivo don Carrón ha detto che ciò di cui abbiamo bisogno anzitutto è un testimone: delle persone che noi seguiamo non perché siamo costretti, ma perché ci colpiscono e vogliamo imparare da loro, vogliamo imitarli. È questo tipo di autorità che ci fa crescere[1].

Piero Calamandrei[2]

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

[1] Cfr. http://www.clonline.org/Art_dett.asp?ID=20070720

[2] Cfr. http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=662:discorso-di-piero-calamandrei-in-difesa-della-scuola-nazionale&catid=20:altri-documenti&Itemid=43