civiltà

prestito di parole

Chiedo in prestito le sue parole, perché debbo raccogliere le mie idee. Debbo capire il significato del mio caos. Debbo trovare una via d’uscita intelligente dalla tristezza. Ho prodotto sostanza, ci sono persone che hanno imparato delle cose, ci sono delle persone che hanno respirato bene. Sono riuscito a far lavorare bene e tanto delle persone, sono riuscito ad essere Michele. Ho prodotto civiltà, ho prodotto società. Penso che resterà tutto. Resterà tutto e per sempre. Però ho voglia di sorrisi e ho voglia di energia, ho voglia di guardarli negli occhi, ho voglia di passioni forti. Coraggio. Coraggio.

Mmm….
E’ pur sempre bellissima un’emozione
con le cadute e tutto il male
come una musica, come un dolore lascia il suo segno e non si fa scordare
l’anima in ogni sua imperfezione
ti fa cadere e rialzare
seguire logiche senza ragione
prendere e andare nel nome…

anche se non trovi le parole
hai girato il mondo dentro a un cuore intero…

nessuna replica, poco potere
mentre decidi se ti puoi fidare
il tuo momento ti viene a cercare puoi solo credere
forse saltare
come un elastico senza pensare non c’è più tempo forse fa male

anche se non trovi le parole
hai gitato il mondo dentro a un cuore…
anche se puoi perderti a cercare
hai girato il mondo dentro a un cuore
e devi dire grazie a te se resti come sei
dire grazie a te che
non ti lasci mai
anche se non riesci più a dormire
perchè non ci credi che è la fine
anche se non puoi ricominciare
hai girato il mondo dentro a un cuore intero

Essere comunisti, essere uomini

D. era un uomo carismatico, una volta era stato un malavitoso. Si era redento, era diventato comunista. Aveva aperto un locale, un circolo culturale, coinvolgendo vari individui, compagni duri e puri, mezzi delinquenti. Si beveva birra, buona, vino pessimo e ottimi panini. C’erano iniziative politiche, alcune interessanti, altre barbose e interminabili. Io ero un compagno di rifondazione, convinto della bontà di quel partito, ma sempre abbastanza critico. Rifondazione è stata una speranza per tanti, anche io credevo che avrebbe potuto far camminare le idee di chi non aveva smesso di essere comunista. Il compagno D., quello con i capelli ricci lunghi, non è mai stato troppo convinto di rifondazione. Il compagno D. è sempre stato un grande affabulatore, un raccontatore di storie, un grande ragionatore della politica e un grande donnaiolo. Il compagno D. aveva sposato una donna bruttina e scialba, buona e fedele, da lui ripetutamente tradita. Il compagno D. era appetito da donne, anche molto più giovani di lui. Il compagno D. era diventato anche popolare nel quartiere, perché sapeva unire gente di ogni tipo, anche di destra. Veniva anche gente di destra nel suo locale, tra poster di Lenin e Che Guevara. Il compagno D. era circondato da persone sbagliate, ma lui non se ne accorgeva. C’erano tante persone che volevano bere gratis, guadagnare qualche soldino, pochi per la verità. Il compagno, si fa per dire, G., è una specie d’uomo con i baffi folti, che ha sposato la moglie, perché i suoi parenti sono ricchi. Il compagno G. sbandiera il suo essere comunista, sempre e comunque. Il compagno G. porta nel locale degli elementi di ogni tipo, border line o anche oltre, travestiti da comunistoni tutti d’un pezzo. Io mi allontano, dopo alcuni scazzi memorabili. 

Gli anni passano e arrivano le disgrazie che mi colpiscono implacabili. Mi colpisce il male di vivere, che sembra non lasciarmi tregua. Le cose migliorano, riparto, ricomincio a fare politica in vari modi. Incomincio ad insegnare, è una nuova vita. Qualche anno fa un uomo bussa alla mia porta. è un militante tutto d’un pezzo, sempre si fa per dire, che gravitava intorno al compagno D. Si tratta di un ex delinquente, almeno bravo a far credere di essere un ex. Mi parla della lista civica, che una volta era stata un’idea del compagno D. Si trattava di una lista civica di sinistra, nella quale io ero stato candidato. Il compagno D. era morto nel frattempo, portato via da un cancro. Questa lista si era presentata nel mio quartiere, un consigliere, un perditempo fannullone si era dimesso. Io sarei dovuto subentrare, ma mi volevano imporre, prima con le buone e poi meno buone, di rinunciare. Al mio posto sarebbe dovuta subentrare una donna, D., a cui la natura ha riservato una tremenda punizione, facendola nascere con terribili menomazioni. La sua unica parte del corpo sana è il cervello. Questa persona che era entrata in casa mia mi riferì che la D. aveva comunicato che avrebbe accettato il posto da consigliera di quartiere solo per far loro piacere. era evidente che la volevano usare, evidentissimo. Io mi domandato, come spesso mi domando: cosa significa essere comunisti? cosa significa essere umani? Un corpo menomato stava per essere usato da dei presunti comunisti, per andare sulle pagine dei giornali locali. 

Io non ho rinunciato e sono diventato consigliere di quartiere, ho subito minacce telefoniche e personali. In quel tempo insegnavo in un’orribile scuola ciellina, per cui, potete immaginarvi come mi sentivo. Sono andato fino in fondo, andando anche alla polizia. Le telefonate mute ripetute fanno paura. Mi è costato tanto reagire, ma sono stato un uomo: timido, non attaccabrighe, ma uomo.

#italia #veneto #Matrimonio #gay ad Abano Terme Sindaco celebra rito tra “lui e lui”

Notizie Dal Mondo

Sabato, a villa Bassi, il sindaco (Luca Claudio) ha unito una coppia omosessuale per la prima volta dall’introduzione del registro ad hoc, leggendo gli articoli del codice civile. Cerimonia simbolica per un padovano e il compagno lombardo.

Si sono uniti civilmente in matrimonio davanti ad amici e parenti. Protagonista una coppia omosessuale che ha deciso di coronare simbolicamente, visto l’assenza di valore giuridico dell’atto per lo Stato italiano, la propria storia d’amore. L.B., un 50enne padovano, e il compagno, L.D.G., un 40enne lombardo, si sono sposati sabato di fronte al sindaco di Abano Terme Luca Claudio.

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IL SÌ TRA LUI E LUI. Il primo cittadino aponense ha letto gli articoli del codice civile che abitualmente vengono esposti nella celebrazione di un rito tra coppie eterosessuali, solo che, per la prima volta dall’introduzione da parte del Comune del registro delle unioni omosessuali, lo ha fatto davanti a due uomini…

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