cantautori

Colonna sonora del post precedente. Me la dedico.

Povero cuore
con la mano sul cuore, giuro,
che mai non ti vedrò
accompagnare il male
e voltare la testa
e piegare la schiena
abbassare la testa
e abbandonare la scena.
Povero cuore
come un povero scemo
apro la finestra
e sono qui che fumo
e vivo la mia vita a passo d’uomo
altro passo non conosco
soltanto questo passo d’uomo.
Qualcuno sta aspettando
all’uscita della chiesa
benedici il suo cappello vuoto
la sua lunga attesa
è una vita che si affanna
e cerca e ruba
illumina il suo tempo
insegnagli la strada
Sono solo un operaio
lungo la massicciata
il mio pane sa di polvere
la mia acqua è salata
e lavoro per la ruggine
e respiro il carbone
costruisco per niente
e non ne vedo la fine.
Sono qui che guardo fuori
senza troppo pensare
vedo cadere la cenere
vedo il fumo che sale
e non c’è niente da nascondere
niente da svelare
niente da tenere stretto
non c’è niente da lasciare.
Povero cuore
come uno straniero giro
la mia terra abbandonata
abbandonato e solo
e vado per la vita
a passo d’uomo
altra misura non conosco
altra parola non sono.

professore timido si sente poetico

è da due giorni che mi viene mente questa canzone. Mi piace Malika Ayane, anche se non è esattamente il mio genere.
COME FOGLIE
Malika Ayane

È piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un’estate
come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest’acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi.

È un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?

D’estate muoi un po’
Aspetto che ritorni L’illusione
Di un’estate che non so …
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?

È arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di spazio
E tempo non ne ho dato mai
Seguo il sesto senso
Della pioggia il vento
Che mi porti dritta
Dritta a te
Che freddo sentirai
È un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?

D’estate muoi un po’
Aspetto che ritorni L’illusione
Di un’estate che non so …
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?

È un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto

D’estate muoi un po’
Aspetto che ritorni l’illusion
Di un’estate che non so …
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?

È arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di tempo
E spazio non ne ho
Dato mai

musiche

ho sempre apprezzato la musica, come, credo, la maggior parte degli esseri umani. Mi piace un po’ tutta, la mia playlist è un coacervo di rock, musica classica, musica cantautorale, liscio, musica operistica, chill out, hard rock, world music, lounge, ecc. ecc. Seguo concerti rock, folk, sono anche andato alla Scala. 

La musica accompagna le mie giornate fin dal mattino, anche dal mattino molto presto. Quando a scuola ho la prima ora, oppure la seconda, ma anche quando mi debbo alzare prima del normale (le 8 nei giorni feriali) per iniziare una traduzione, ho un rito, che compio specialmente se sono in automobile. Appena esco dal mio cortile interno metto una canzone rock, ma rock rock a tutto volume, ed inizio a cantarla a squarciagola. Lo debbo fare, perché altrimenti non riesco a svegliarmi. Le mie scelte cadono su Ligabue, AC/DC, Coldplay, Jamiroquai. Tengo la stessa canzone per un po’ di volte, poi la sostituisco, perché mi stanco. La canzone sveglia per me è un rito. In questo periodo sto ascoltando “Viva la Vida” dei Coldplay.

Se mai aveste avuto qualche dubbio sulla sanità mentale dell’estensore di queste note, ora ve lo sareste tolto.