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Con Liliana Segre

C’è una signora meravigliosa che è scampata all’Olocausto, che mantiene viva la memoria. è una donna splendida, è un onore per l’Italia. C’è uno squallido individuo, la nipote di quella grandissima merda di benito mussolini, la quale fa carriera per il cognome che porta. Siamo in un paese quasi senza speranza. La nipote di quella grandissima merda si permette di denigrare la senatrice Liliana Segre, la quale è costretta ad avere la scorta, per via delle minacce che riceve.

Ci sono io che gestisco questo blog. Mi sembra di essere bravino a raccontare di scuola, ma mi sento terribilmente a disagio quando parlo di queste cose. Molte volte mi trovo banale e scontato. Mi sento una briciola di fronte a queste vicende, di fronte alla senatrice Segre. Ma ci devo provare. Fa lo stesso se escono delle parole un po’ smozzicate, bruttarelle e insulse, ma tanto sentite.

 

M.

Prof, lei per me è come un secondo padre

Questo blog mi sta spiegando molte cose, o almeno me le fa vedere. Qualcuna la capisco. Amo tutti i post, perfino quelli un po’ più sconclusionati, ma qualcuno mi è rimasto di più nel cuore. è normale, sono più 1000. Poi finisce che guardo le statistiche di wordpress e scopro che un post, che per me è insignificante, da altri è adorato, o almeno è amato un po’. Mi rendo conto che questo blog non è solo mio, è anche vostro, è anche di chi gli vuole bene. Anche io gli voglio bene. Non è un vero diario, non ha un ordine cronologico, lo si può leggere come si vuole, senza un criterio. Vado a salti nel passato, più o meno passato. Scrivo di politica, poca, scrivo tanto di scuola. Rappresenta un momento, un pomeriggio, una notte, come questa, in cui il sonno sta per battermi. A questo post avevo voluto bene già prima di scriverlo.

L. è una ragazzona alta alta e robusta, con il viso da bambina e la voce potente. Ha un sorriso sincero ed aperto, le guance rubizze incorniciate dai capelli lisci neri fino alle spalle. è un mia alunna, si impegna tanto in tedesco, anche se non è particolarmente dotata. è una brava ragazza. nel vero senso della parola. Poco tempo fa mi corre incontro, all’entrata della scuola. Mi abbraccia e mi dice, prof, lei per me è come un secondo padre. Sono colpito, emozionato e felice. è una grande responsabilità, è tanto bello.  Ho fatto qualcosa di buono, credo.

300

Avere 300 follower è un traguardo. è un altro traguardo nella vita di questo blog. questo è un luogo vivo, a volte silenzioso, a volte con delle nuvole, a volte con degli spiragli di luce, a volte con luce piena. Il ringraziamento nei vostri confronti non è mai un ringraziamento vacuo, è la conferma di un patto di fiducia che abbiamo stretto o che stiamo stringendo. Il tempo è importante e non va sprecato. Il fatto che voi mi dedichiate almeno qualche secondo del proprio tempo è un onore ed è una responsabilità. Cerco di guardarmi dentro alla ricerca di me o qualcosa di simile, per tirare fuori qualcosa che ci unisce, qualcosa che vi porta, quando siete in treno, quando siete in autobus o in fila alle poste, quando siete a casa, a leggere queste righe, a guardare le foto o pochi filmati. è un blog in cui la parola continua a prevalere, anche la parola dilatata e argomentata vince. Ci vuole concentrazione, attenzione e a volte anche qualche minuto del vostro tempo per entrare nella mia casa, nella nostra casa. Un momento per altri momenti, un’ora per scrivere, quando sono contento o un po’ meno, un momento che cambia il vostro tempo. Insomma, grazie per esserci.

Acidità: piccola ed insignificante storia

Mi posso vantare di essere civile sul web. è vero che è un dovere essere civili, lo so. In questi tempi non è più così scontato. Credo di essere civile in questo blog. Cerco di intervenire su argomenti che conosco. Non scrivo tanto di politica in senso stretto, anche se la seguo, leggo due quotidiani al giorno, di diverso orientamento, Fatto e Repubblica. Non commento tanto la politica su facebook, o perché non ne so abbastanza, o perché qualcuno ha già espresso il mio pensiero, oppure, perché penso che, troppo spesso, il web sia diventato un verminaio, un calderone putrido e maleodorante e che, dunque, non merita i miei pensieri garbati, in mezzo ad un mare di cattiveria, pressapochismo e livore. Ho provato a scrivere il mio parere su un ristorante, parere peraltro benevolo, scritto senza darmi arie da intenditore, perché non lo sono. Sono solo uno che mangia e che ha la passione per il cibo, gourmet e non. Un amico della persona che ha postato contenuti culinari mi ha attaccato con toni livorosi, accusandomi di non essere mai stato nel ristorante in cui parlavo, dapprima confondendolo con un altro ristorante ben lontano da quello e poi schernendomi per la mia preferenza. Ho bannato entrambi, sia la persona che ha postato di cucina, sia l’amico. Questi toni mi mettono a disagio, le polemiche sciocche e stupide mi mettono a disagio. Io mi sono difeso, utilizzando il low profile, mettendo subito le mani avanti. Io non sono un esperto culinario e non lo sarò mai, faccio il prof e il traduttore, non pretendevo di esserlo, ma non mi vanno quei toni. Per fortuna c’è questo blog, un’isola felice dove si scrive innanzitutto di sentimenti e di squarci di blu nel cielo grigio, dove si scrive di arcobaleni dopo le grandi tempeste.

A presto.

Un abbraccio,

M.

6 anni di blog

Scrivere in questi anni è stato ed è terapeutico. Ho risolto, almeno in parte, delle contraddizioni che avevo. Ho messo sul piatto gioie (molte), dolori (qualcuno), vita. Ho raccontato esperienze, ma soprattutto ho raccontato sensazioni. L’avevo già scritto, lo so. Questo blog mi sta insegnando molto, soprattutto attraverso lo scambio con voi. Mi ha insegnato a volermi un po’ più bene, per volerne di più agli altri. Se io curo me stesso, soprattutto psicologicamente, riesco a dare molto di più agli altri. Mi ha fatto capire che cosa piace di me, soprattutto e da sempre. Metto una grande passione, una grande sincerità in quello che faccio. Sono sempre il ragazzino di 13 anni che disse una volta, sarò un insegnante. Non idee campate in aria, ma avevo una vita già in mente. Mi informai su come si faceva per diventarlo. Lessi che bisognava laurearsi, ecc. ecc. E sono diventato ciò che ero già.

Quando qualcosa va storto, penso a quel ragazzino, che non è cambiato e penso che tanto è partito da lì, penso che tanto è partito dall’immenso amore che ho ricevuto dalla mia mitica nonna, da mio nonno, anche dai miei, sia pure con più contraddizioni. C’è stata, c’è una storia di studi, una storia di esperienze, una storia che è presente e che parla di un futuro in cui ci può essere qualcosa di importante. Un presente e un futuro, che si alimentano di vita, viaggi, libri, sport e cibo e che si legano stretti ad un filo solido di anni, ma soprattutto di sostanza. Ho imparato a non prendermi tanto sul serio, ho imparato a non portare in giro il mio monumento,

Grazie a tutti.

M.

1000 post

Sono passati oltre cinque anni ed è arrivato il 1000esimo post. Questo che vi rivolgo è un grazie sincero per ogni secondo che mi avete voluto dedicare, per ogni volta che avete letto i miei post, quelli belli, quelli smozzicati e un po’ sconclusionati, quelli così così. Grazie a chi ha apprezzato i miei racconti di scuola, sulla scuola e sulla vita. Grazie a chi ha apprezzato le cose serie, ma anche quelle frivole. Grazie a chi ha amato le mie foto. Grazie a chi ha commentato, grazie a chi mi ha rivolto un pensiero, grazie a chi ha mosso qualche passo con me. A chi ha seguito i miei percorsi, a chi ha sopportato le mie tristezze e le mie lamentele, a chi ha condiviso con me le gioie e i pensieri, sappiate che mi state dando tanto. Vi saluto. A presto. M.