Beppe Grillo

Buone notizie

Sono sicuro che è sempre occupatissimo, perché deve combattere la mafia, ma, forse un giorno gli scrivo due righe, per ringraziarlo anche da parte mia, minuscolo blogger che fa il prof, per ringraziarlo di quello che fa.  Pubblico con estremo piacere questa notizia, che migliora il clima, spesso maleodorante e infido, dei media.

Nino Di Matteo

giuro che non sono ancora diventato grillino!

però questo intervento è eccellente, la tipa è un po’ truzza, ma un bel po’ efficace. avevo pensato di parlare di più della scuola in questo blog, ma, ogni tanto, è necessario anche varcare altri territori. questo è il discorso pronunciato da Paola Taverna al momento del voto sulla decadenza, sono d’accordo al 99,9%. era ora che ci fosse un’opposizione seria.

punti di riferimento

qualche mese fa ci sono state le elezioni, come sappiamo. io ho votato rivoluzione civile. la scuola nella quale ho lavorato e’ stata chiusa per alcuni giorni. torno dai miei studenti preferiti e sento bm, una ragazza sorridente e simpatica, che dice, meno male che ha vinto Beppe Grillo. premetto che io condivido una buona parte delle idee di Grillo, non voglio fare lo snob, sicuramente, ma mi sono venuti dei punti di domanda. 

io ho incominciato ad interessarmi di politica sul serio quando e’ stato sciolto il PCI, un periodo doloroso per molta parte della sinistra. ho letto abbastanza Marx, ascoltato i racconti di mia nonna sui partigiani, ho letto abbastanza Lenin. mi sono avvicinato al PRC, con grande entusiasmo, ricoprendo anche qualche incarico. a scuola esponevo le mie idee in modo quieto e deciso. mi piaceva esporle nei temi, soprattutto nel triennio. abbiamo avuto una prof di litaliano di sinistra, che, pero’, non andava  a votare. E’ una donna intelligente e preparata, la quale ci proponeva temi di attualità difficilissimi, che io, svolgevo sempre, inserendo citazioni di Marx e Lenin, argomentando in modo convinto. La prof mi dava 8 nei temi, penso di averlo ben svolti. Mi ricordo un episodio emblematico: la prof entra in classe , si rivolge a me e, mi, dice, Michele, cosa sono le forze motrici della storia per Marx? Io rispondo, poi, mi dice, che cosa, è il plusvalore, rispondo, che cosa è la cocontraddizione capitale lavoro, rispondo senza esitazioni. La prof mi guarda con u n’espressione compia ciuta. Le mie idee erano solide, sostenute da buone conoscenze. I miei punti di riferimento ideali e personali erano chiari quelli del Pantheon della, sinistra, ma anche i miei nonni, due comunisti veri, come ce ne sono pochi. Io sono cresciuto, così , avevo aattribuito fiducia anche a Bertinotti. Adesso le mie idee non sono cambiate, si sa,.
Con tutto il rispetto per, Grillo, che non è cretino, mi sono sentito più fortunato di quella ragazza, e di molti ragazzi, ad avere acquisito le basi che ho acquisito. E i riferimenti. Può essere di riferimento u n comico? E no n un maestro del pensiero, letterato o filosofo? Meglio grillo di Berlusconi, sicuramente., ma ho l’impressione di una liquefazione dei punti di riferimento. Esistono in questa età le idee che nascono dallo studio ? Le idee che sono frutto dell’ intellettuale collettivo? Può porre le, basi per qualcosa di meglio una politica basata su una persona sola? Mia nonna aveva frequentato la quista elementare e leggeva la Divina Commedia, quella ragazza di prima e altri ragazzi leggono qualcosa di diverso da Baricco? Non ho niente coentro Baricco, ma il sommo poeta è un’altra cosa. Mi rendo conto che devo provare ad essere migliore io come insegnante, mi rendo conto che devo fare cultura, non solo far passare il tempo e mi sento un Po’ a disagio nel pensare che anche io devo provare ad essere un punto di riferimento. Per ora è l’unica strada che mi viene in mente. Lo, so che la conclusione è banale, ma non mi viene altro in mente.

radere al suolo la scuola pubblica

io amo la scuola pubblica. qualcuno, anzi quasi tutti, penseranno che l’autore di questo blog sia completamente pazzo. Stamattina ero in prima, la famosa prima di cui ho scritto in qualche altro post di questo blog. Bisogna sgridarli, perché non si comportano bene. Ci sono regole, alla violazione di quelle deve corrispondere una punizione. Bisogna ricostruire una cultura delle regole, ricostruire un tessuto morale, partendo anche dalla certezza di un rapporto tra azione e punizione. Sono stato rimproverato, perché urlavo. Urlavo, perché qualche sfasciacarrozze aveva promesso punizioni per i reprobi, punizioni che non sono mai avvenute. Se non viene posto un limite, un limite chiaro, il limite della scuola dove non ci sono insegnanti soli e insegnanti che difendono un cortiletto piccolo o grande, ma dove ci si scambia autorità, si arriva alla Jugoslavia. Si arriva alla piccola patria, si arriva alla bega condominiale. Ci sono io, che sono piccolo e indifeso, magrolino e con le spallucce strette, ma dietro di me non c’è nessuno. è la legge del più forte, la legge di chi ritiene uguali gli indisciplinati e i disciplinati, la legge del demerito. Vengono penalizzati i più bravi, coloro i quali stanno buoni durante la lezione, all’interno di un calderone a volte impazzito. In quella scuola c’è chi ha le motivazioni, ma c’è anche chi è lì, perché non avrebbe saputo dove andare: la scuola è grande, le classi sono troppo grandi, perché c’è qualcuno che taglia la scuola pubblica. Non è questo il solo problema, 

La scuola è diventata un parcheggio utile a genitori troppo occupati che non ce la fanno o non sono capaci di educare i figli. La scuola è un luogo dove ci sono professionisti di grande valore, accanto a disperati che scelgono questo mestiere, perché non saprebbero farne altri e, per fare questo mestiere, non c’è bisogno di saperlo fare. Questo mestiere ha perso il prestigio sociale che aveva, perché la cultura non è più elemento nobilitante, nel nome di un livellamento verso il basso che ha fatto sconquassi. Questo mestiere ha perso il prestigio, perché lo stipendio fa schifo. Non ci si può mantenere in modo dignitoso, specialmente se si hanno dei figli. è un lavoro lungo, fatto di lezioni e di riunioni, preparazioni delle lezioni e dei compiti in classe. Quando si è precari, lo si è spessissimo, le sedi di lavoro sono lontane, molto spesso, e le riunioni obbligano a ritorni a casa ad ore impossibili, le 8 o le 9 di sera, a volte perfino mezzanotte.

Bisogna radere al suolo la scuola pubblica, perché va fatta una radicale pulizia di quello che non va. C’è bisogno di una classe dirigente e di una classe insegnante nuovi, di una politica nuova. A volte penso che le basi stiano nei ragazzi bravi e diligenti: ce ne sono ancora e rappresentano una lezione di civiltà e di maturità per noi adulti. Penso che i ragazzi diligenti soffrano la legge del più forte e del demerito che imperano a scuola e penso che dovrebbero impegnarsi. Hanno molto da insegnarci, sono, molto spesso, più maturi di noi. Conoscono la cultura dei diritti, ma anche quella dei doveri. Conoscono la Costituzione, meglio di noi. Bisogna che facciano la rivoluzione dei bravi ragazzi, senza paura. Devono aiutarci a riempire di contenuti la parola sinistra, sì, la parola sinistra, ma anche la parola comunismo, perché sono state svuotate e deprivate di senso da questi parolai inconcludenti, figli perversi degli anni ’70. Io sono pronto a stare con voi, proprio perché non ho interessi in questo lavoro, ma solo passione politica. Sono certo di non essere il solo. Sono certo che il rinnovamento non si esaurisca in Beppe Grillo. Ricostruire.