ansia

Felicità

Questa volta non parlo di scuola. Parlo, comunque, di un insegnante. Quando lo vedo, quando lo sento al telefono, sono felice. è il mio migliore amico. La sua voce, le sue parole mi scaldano l’anima, la sua presenza è ristoro per lo spirito, anche per il corpo, viste le mangiate che ci facciamo. Ha un animo sensibile, è un artista, è uno scultore, è uno scrittore, è un saggista, è un meraviglioso insegnante di sostegno, ruolo per cui serve grande empatia. Ha sofferto molto, ha perso il padre troppo presto, sua sorella gemella troppo presto. è stato mobbizzato, durante il dottorato che ha frequentato. Si è sfasciato un ginocchio e un polso, perché é svenuto per la stanchezza e i maltrattamenti subiti. Ha una madre che lo sostiene, premurosa e meravigliosa cuoca, tra le altre cose. è ansioso, troppo ansioso. è una persona piena di ironia e autoironia, una persona gentile, pronto a dare tutto per gli altri, una persona empatica. è una persona che rende felici e sereni, è una persona profonda, con lo sguardo da buono. ed è pure fico, diciamolo.

Conserverò questi momenti di felicità, per l’inverno dell’anima. Sopravvivrò anche quest’anno? w l’ottimismo! 🙂

Ora

Perché una storia deve per forza essere ben raccontata? Perché ogni parola deve essere per forza al posto giusto? Io so parlare bene, o almeno così mi dicono. Mi dicono che sono colto, mah… Questa storia è finita in vacca, anche per la mia ansia, perché non ho dato abbastanza sicurezza. Non sono sembrato abbastanza adulto, sono sembrato un bamboccio. Lei non ha trovato un’alternativa valida ai bambocci che frequenta, o per lo meno, l’ha trovata solo in parte. Mi chiedo: come mai la parte positiva non ha oscurato la parte raccontata non sempre bene? Il mio atteggiamento, nel metodo, è risultato negativo. Come mai non ha vinto la mia aria rock, come l’ha definita quel genitore? Perché lei non ha saputo vedere sempre la mia parte positiva? Se la logica fosse stata logica, lei a quest’ora sarebbe stata con me. A me piacciono le cose logiche, per questo motivo voglio scrivere una storia d’amore in cui tutto va a finire bene.

Settembre

forza e coraggio

Sto per tornare a scuola, dopo una notte non serena, parte della quale trascorsa a leggere Mandelstam. Lo conoscete? Ricomincio, mi ribecco la suora, in teoria dovrei finire il 30 marzo, forse continuo. boh! auguratemi buona fortuna, se vi va. io me la auguro da solo, intanto. e che la suora sia buona, o almeno discreta.