anima

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Non vedevo l’ora di andarci. Arrivava il venerdì e per me il tempo si fermava. Era la giornata preferita, probabilmente.

Quella scuola ha un’appendice, che si chiama succursale. Si trova a 10 km circa dalla sede centrale, si trova a 1000 km di distanza emotiva. Sembra di entrare in un’altra dimensione. Si esce dall’autostrada, per chi viene dalla città. Si percorre per un po’ l’antica strada romana, tra semafori e autovelox. Si sale sulla collina, per alcuni chilometri. Si entra nel parcheggio dell’ospedale, brulicante di automobili, medici, infermieri e parenti di pazienti. Andavo a parcheggiare sempre là in fondo, là dove si vede meglio dalla vallata, ad una salita di distanza e qualche puff pant pant dall’entrata dell’ospedale, là dove c’è la sezione della scuola in ospedale. Arrivavo sempre in anticipo e gli occhi si perdevano nella natura, mi veniva voglia di scrivere, forse troppo, forse a vanvera. Ma stavo bene. Dedicavo qualche minuto, a volte 10 anche, a stare solo con me stesso e la natura, a buttarmici dentro con gli occhi e l’anima. Mi è mancata quella scuola, mi sono mancati quei venerdì. Mi andavo a curare l’anima e la cura funzionava sempre.

Mi sono mancati quegli alunni, travolti da tragedie, sereni e sorridenti, anche se deboli e indifesi. Mi è mancata anche la loro determinazione nel fare progressi, nello studiare tedesco.

Mi è restata dentro l’idea che i luoghi e quel luogo abbia un’anima, un genius loci.

La scuola continua – Ricorderò

La scuola continua: ci sono io nel salotto di casa, in una parte del quale mi alleno per 5 volte alla settimana, grazie a dei meravigliosi istruttori di Crosscardio. Ma torniamo a noi: ci sono io, che mi vesto in giacca e cravatta, per rimanere agganciato alla normalità. Avvio il collegamento su Meet e vedo ragazzi e ragazze, che, fino a poco tempo fa vedevo in carne e ossa. Alcune delle ragazze sono in pigiama e struccate e sono belle, belle, belle e vere. Tutti sono belli e pronti a recepire dei contenuti, ma, prima di tutto, sono pronti a sentirsi vicini, sì, perché questo accade. Ci sentiamo ancora più vicini, anche se già lo siamo. Hanno dei sorrisi che scaldano l’anima, anche io sorrido e sento il loro calore.

Io organizzo un brindisi per festeggiare un’alunna che compie gli anni di sabato, oggi, e i ragazzi si svegliano, apposta, per condividere questo momento. è un’occasione unica. Dura pochi ed intensi minuti. E si sollevano i calici. (Per la cronaca, il mio Salice Salentino rosé è da urlo….)

La scuola continua e questi sono altri bei momenti, da aggiungere al mio conto corrente emotivo, quando ne avrò bisogno.

M.

Buon Primo Maggio (i bambini mi curano l’anima – cit.)

Da un po’ di settimane ho accettato un incarico di tedesco, presso la sezione ospedaliera della scuola in cui lavoro. Avevo delle perplessità, avevo paura di non sapere reggere i segni della malattia sul corpo degli alunni. La prima volta mi sono presentato in questo ospedale, con timore reverenziale. Sono stato messo a mio agio da una collega piena di saggezza e gentilezza. Ho conosciuto un ragazzo, il mio alunno, che mette serenità. è allegro e non si lamenta mai. è positivo. Da quando l’ho conosciuto vado in quel luogo con gioia. è un luogo immerso nel verde, sulle prime colline nei pressi dell’uscita autostradale. C’è silenzio, sole e verde. E io mi sento quasi in vacanza, mi sembra di essere andato ad una scampagnata. Ma l’aspetto più importante è questo ragazzo, la sua presenza e la sua positività mi rigenerano. Lui mi sta curando l’anima e nemmeno lo sa. Mi scordo di essere in un ospedale, quando sono lì. è un luogo ben collocato, ad un piano in cui non ci sono ambulatori o reparti, per permettere ai pazienti di staccare un po’ dalla solita vita. Sono felice di lavorare lì e vorrei tornarci tutti i giorni. Mai avrei pensato di essere felice andando in ospedale, anche se, in realtà, io sto andando a scuola.

Buon Primo Maggio, auguri soprattutto a chi non ha un lavoro, a chi ha un lavoro che non lo soddisfa, vi auguro la mia felicità. Buona Festa dei Lavoratori, il mio secondo Natale ateo, dopo il 25 Aprile. Un abbraccio.

M.

Aggiusta-anima.

Ci sono persone e cose che aggiustano l’anima. Ci sono interventi di manutenzione dello spirito, ci sono sguardi che devono essere rivolti e parole che bisogna dire. Ieri ho incontrato un’aggiusta-anima. è una persona che rende un po’ meno dura la vita. L’avevo incontrata a scuola, tanti anni fa. Penso di averle insegnato qualcosa, penso di averle comunicato qualcosa di me e del mio amore per la vita. Lei mi ha insegnato tantissimo e mi da tantissimo. La vita e i giorni fanno meno paura, sapendo che ci sono persone così. Averla conosciuta mi fa sentire un po’ più contento di me. Ci sono ore, secondi, minuti e giorni di felicità, che squarciano il buio. C’è tanta bellezza, per riscaldarsi il cuore e sentire meno freddo. C’è qualcosa che può consolare, nelle notti che sembrano eterne.

M.