amico

Mi sorprendo

Tutte le volte che vado a trovare il mio migliore amico, mi sorprendo. Percorro la statale con la macchina tranquillamente, poi mi inerpico su per gli stradellini, che iniziano a disegnare tornanti troppo presto. La strada si restringe ancora e l’asfalto lascia al posto allo sterrato, mentre sembra che il bosco abbracci, con i rami degli alberi, la mia piccola macchina, che passa lentamente per quelle strade impervie. Di giorno il sole regala allegria alle case, alla natura e agli animi degli stanziali, come il mio amico, ma anche dei viaggiatori, come il sottoscritto, oppure dei camminatori, solitari o in coppia. D’inverno, la nebbia crea un atmosfera magica, cancellando, in parte, i contorni delle colline e delle case, vicine o lontane. Ci si sente dentro ad una nuvola. A fianco dello stradellino c’è un gruppuscolo di 3/4 case, in una di queste, in un tempo sospeso 120 anni fa, abita il mio amico. Mi sorprendo, perché io sono cittadino, abito vicino ad autostrade, ho tutto a portata di mano, supermercati, posto di lavoro, ecc., mentre qua non arriva l’autobus, anche se puliscono le strade dalla neve. Si deve alzare presto, lui, per andare a lavorare, a scuola, come ho già raccontato, in un altro post. Si deve alzare alle 5, lui si sente protetto in questo luogo, abbastanza lontano da paesi, supermarket, ristoranti, anche se non troppo. Ha la casa anche in un paese meno remoto, lì vicino, ma la vorrebbe vendere, anche se la madre non vuole.

Ma siamo uniti, uniti nella nostra diversità, forse uniti dal fatto che, ci dicono, siamo anime sensibili.

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Felicità

Questa volta non parlo di scuola. Parlo, comunque, di un insegnante. Quando lo vedo, quando lo sento al telefono, sono felice. è il mio migliore amico. La sua voce, le sue parole mi scaldano l’anima, la sua presenza è ristoro per lo spirito, anche per il corpo, viste le mangiate che ci facciamo. Ha un animo sensibile, è un artista, è uno scultore, è uno scrittore, è un saggista, è un meraviglioso insegnante di sostegno, ruolo per cui serve grande empatia. Ha sofferto molto, ha perso il padre troppo presto, sua sorella gemella troppo presto. è stato mobbizzato, durante il dottorato che ha frequentato. Si è sfasciato un ginocchio e un polso, perché é svenuto per la stanchezza e i maltrattamenti subiti. Ha una madre che lo sostiene, premurosa e meravigliosa cuoca, tra le altre cose. è ansioso, troppo ansioso. è una persona piena di ironia e autoironia, una persona gentile, pronto a dare tutto per gli altri, una persona empatica. è una persona che rende felici e sereni, è una persona profonda, con lo sguardo da buono. ed è pure fico, diciamolo.

Conserverò questi momenti di felicità, per l’inverno dell’anima. Sopravvivrò anche quest’anno? w l’ottimismo! 🙂