affetto

Lingua

La loro lingua è aspra, selvaggia e piena di spigoli. La loro lingua è calda e quasi estiva, corroborante, dopo che avevi rischiato di congelarti, a volte quasi ti sembra di ustionarti. La loro lingua è il verbo di chi ha bisogno di scaldarsi, il verbo di chi si sente congelato in una giornata di gennaio nella bassa ed entra in un bar per bere un caffè. La loro lingua è irta di aculei, a voi.

La tua lingua è tiepida, bollente, a volte desiderosa di riparo. La tua lingua è fredda di disprezzo, solo poche volte. La tua lingua è vicina al cuore, non lontana dalla mente. La tua lingua è assettata di affetto, ad esempio, dopo che sei stato legato come un cotechino in un curioso esame medico. Dopo che vieni trattato da malato hai ancora più bisogno di loro, hai fame delle loro parole, dei loro sorrisi e del loro cuore. Ci rifletti, a distanza di tempo, capisci ancora di più il significato di quella fame di affetto, di quell’affetto di cui ti sei cibato avidamente.

Non potrò mai tradire quel ricordo.

Amaro, troppo amaro

Stamattina ho fatto il tampone, non potevo andare in classe dai miei alunni. Sono dovuto andare in un’altra aula, da solo. Quando una ragazzina mi ha detto: ma allora lei è a scuola, con lo sguardo stupito, le ho dovuto rispondere: sì, ma non posso venire in classe da voi e mi devo collegare da qua, mi sono sentito morire. Mi sentivo reietto, mi sentivo in castigo. Non si poteva far nulla, purtroppo. Mi sono prenotato per il vaccino, spero che capiti presto. è stato brutto stare lontano da loro, anche se ho sentito il loro affetto, il loro calore, ho visto i loro visi e tutto è migliorato. Oggi è stata l’ultima lezione, li avrei voluti salutare meglio, mah… Passerà la tristezza, passerà presto e rimarrà tutto il bello di questi mesi, tutti i sorrisi e la vita bella che ci sono stati.

P.S. Mi sono ricordato di quando 3 anni fa avevo dovuto stare a casa 10 gg., perché ero cascato per terra come una pera marcia. Non li avevo mai visti, in quei giorni. Viva Google Meet!

Solo per amore

Ma quanto caspita di voglia avevo di vederli in 3D e non solo dietro ad uno schermo. Sì, sto riscrivendo della cena, bellissima, fantasmagorica, meravigliosa, ecc. Sono un adolescente alla prima cotta! L’altra sera, domenica, è stata MAGNIFICA. L’ho già scritto 1000 volte, vero? Avevo voglia di sentire il loro calore e l’ho sentito, mi ha scaldato l’anima, quanto me l’ha scaldata, caspita. Avevo bisogno del loro affetto. L’ho avuto anche durante la didattica a distanza, ma non è la stessa cosa, non può essere la stessa cosa. Un computer non potrà mai sostituire l’umanità. Lo so che è un luogo comune, ma io lo ripeto lo stesso.

Li ho sentiti vicini, vicinissimi. Si insegna prima di tutto con il cuore.

Si avvicina

Il coordinatore di una mia classe ci manda una nota vocale sul gruppo, in cui ci dice che il padre di una ragazza, mia alunna, ha il corona virus. Lei è una brava, simpatica ed intelligente ragazza, che ho il piacere di conoscere da due anni. Questa notizia fa un effetto inquietante: sento che questa minaccia si avvicina, in senso emotivo. Colpisce il papà di una persona per la quale provo affetto e sembra che colpisca anche un po’ me. Confesso che quando il problema era in Lombardia, lo sentivo un po’ lontano, forse con leggerezza. Ora lo sento vicino, vicinissimo, troppo vicino.

l’amore e la suora inquietante

c’è stata la vigilia, un paio di giorni fa. La mia alunna, la quale mi aveva invitato a pranzo alcuni mesi fa, mi ha telefonato, rivolgendomi frasi piene di affetto, sincero. Mi ha detto che non vede l’ora di rivedermi a gennaio e io mi sono stupito, mi ha ringraziato per quello che le ho insegnato. Sorridevo ed ero meravigliato. Sono sempre meravigliato dai gesti affettuosi, come se fosse sempre la prima volta. Quella ragazzina dolce e deliziosa mi riempie di affetto da sempre. Mi ha scritto anche la suora inquietante, un messaggio pieno di retorica scialba, che simula considerazione e affetto.

affetto, affetto, affetto

Sono andato al centro commerciale, dovevo fare la spesa. Avevo bisogno di buttarmi nella solitudine disperata di questi luoghi. Avevo già due uova di pasqua e una colomba. Mi sono comprato due uova di pasqua, 1 colomba con cioccolato e panna, 3 bottiglie di vino. Ho bisogno di affetto, assoluto bisogno di affetto. 

Sono stato nominato!!!!! uau uau uau

ImmagineImmagineComincio con il ringraziare hygbor, grazie grazie!!!  http://hygbor.wordpress.com/

1. Perché hai iniziato questo blog. Banale, banale da morire, adoro scrivere, sono un grafomane, ho la casa piena di block notes. da piccolino, non sono mai stato piccolino, volevo fare anche lo scrittore, oltre che il prof, il ballerino classico e l’addetto della nettezza urbana

2. Qual è la cosa più importante nella tua vita.  Ne cito una delle tante, la prima che mi viene in mente: il vino

3. Il cibo di cui non puoi fare a meno. Lasagne, tagliatelle e cioccolato

4. Il tuo posto del cuore. Londra, Cesenatico, Mosca

5. Come ti vedi nei prossimi 10 anni. Booooh…. a fare il prof tormentato da tremende suore che sembrano la strega di biancaneve

6. Tre cose senza le quali non esci di casa. tablet, giornale, chiavi di casa/macchina

7. Una citazione che ti caratterizza.  “Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza” 

 

1. Il tuo colore preferito. rosso, avanti popolo alla riscossa, Bandiera Rossa, Bandiera Rossa, avanti popolo alla riscossa

2. Il libro più bello. Lolita

3. La città che ami di più. Leningrado

4. Il tuo fiore preferito. rosa gialla

5. Il tuo cibo preferito. tortelloni

6. Il film più bello che sia mai stato girato.Tutti a casa e Cantando sotto la pioggia

7. Lo scrittore e la scrittrice preferiti. Nabokov e Banana Yoshimoto

8. Da 1 a 5 quanto conta avere tanti “Mi piace” sul tuo blog? 5, adoroooooooooo

9. Spiega la risposta data al punto precedente. Vedi punto precedente ;)

10. Descriviti in 10 parole. ultratimido, buono, sincero, chiacchierone, affettuoso, sportivo, cocciuto, sensibile, comunista, stracomunista.

 

 

 

Domani nomino i blogger, sono stanco stanco