abbraccio

Prof, lei per me è come un secondo padre

Questo blog mi sta spiegando molte cose, o almeno me le fa vedere. Qualcuna la capisco. Amo tutti i post, perfino quelli un po’ più sconclusionati, ma qualcuno mi è rimasto di più nel cuore. è normale, sono più 1000. Poi finisce che guardo le statistiche di wordpress e scopro che un post, che per me è insignificante, da altri è adorato, o almeno è amato un po’. Mi rendo conto che questo blog non è solo mio, è anche vostro, è anche di chi gli vuole bene. Anche io gli voglio bene. Non è un vero diario, non ha un ordine cronologico, lo si può leggere come si vuole, senza un criterio. Vado a salti nel passato, più o meno passato. Scrivo di politica, poca, scrivo tanto di scuola. Rappresenta un momento, un pomeriggio, una notte, come questa, in cui il sonno sta per battermi. A questo post avevo voluto bene già prima di scriverlo.

L. è una ragazzona alta alta e robusta, con il viso da bambina e la voce potente. Ha un sorriso sincero ed aperto, le guance rubizze incorniciate dai capelli lisci neri fino alle spalle. è un mia alunna, si impegna tanto in tedesco, anche se non è particolarmente dotata. è una brava ragazza. nel vero senso della parola. Poco tempo fa mi corre incontro, all’entrata della scuola. Mi abbraccia e mi dice, prof, lei per me è come un secondo padre. Sono colpito, emozionato e felice. è una grande responsabilità, è tanto bello.  Ho fatto qualcosa di buono, credo.

Storia di L.

L. è una ragazzina con le gambe lunghe e piene e il viso da bambina, che tradisce i suoi 15 anni scarsi. Non è bravissima a scuola, non diventerà mai una traduttrice e probabilmente non andrà all’università. L. ha la faccia paffuta e un sorriso sincero, che rivela come è lei dentro, pura e sincera. Si è impegnata in tedesco, superando molte delle lacune che aveva. Si è impegnata ad aiutare i compagni in difficoltà. L. è una ragazzina solida e di buon cuore. Qualche giorno fa mi è corsa incontro nel corridoio e mi ha abbracciato sussurrandomi, grazie per tutto quello che ha fatto per me. Io ho ricambiato l’abbraccio e mi sono emozionato. Il cuore mi si è aperto e mi sono sentito bene. Quell’abbraccio mi servirà, mi servirà per gli inverni dell’anima, perché la dovrò riscaldare. Che bello insegnare.

fragile e forte

scrivo queste note poco prima di andare nella scuola media, la scuola difficile, di cui ho già parlato in qualche post.

quando vado nella scuola superiore, mi sento forte, potente, sicuro di me. mi sento in sintonia con quei ragazzi, do loro quello che vogliono. Non ho paura delle difficoltà, non ho paura di nulla. quando vado nella scuola media riaffiorano delle insicurezze, dei dubbi, delle domande su come debbo fare per parlare le lingue di chi, molto spesso, non ha nulla. forse è uno scossone positivo, forse mi fa bene. Vedo che riesco a trasmettere qualche contenuto anche a qualcuno dei più difficili tra i ragazzi. Non solo qualche contenuto. C’è S.M., una bambina di 11 anni, piccola e magra magra, viene dal Kosovo. si presenta spavalda, sicura di sé, sembra prepotente, fin dal primo giorno. Io la sgrido, perché mi rende difficile la lezione. I mesi passano e un po’ la conosco: le piace disegnare, non le piace stare ferma e cerco di coinvolgerla. Le faccio disegnare gli oggetti della scuola, a condizione che ne impari il nome in tedesco. Le faccio disegnare la bandiera della Germania, purché impari come si scrive Deutschland. Lunedì scorso riesce a stare attenta per 40 minuti consecutivi, un record per lei, anche se chiacchiera un po’ con la compagna, prende appunti, si da da fare. Poi la sua attenzione salta, chiede di uscire. Io la lascio uscire, quando ritorna, dopo qualche minuto, mi guarda e mi dice “un abbraccio no?” e mi abbraccia per qualche secondo. Non era così spavalda, non era così sicura di sé. Poi, quando finisce l’ora, esige, assieme ad una sua compagna, di aiutarmi a portare le borse nell’altra classe, per essere servizievole e, naturalmente, per farsi un giretto. Mi dice “ti voglio bene, prof”, quando torna nella propria classe.

è solo fragile, siamo fragili.

Sono stato nominato!!!!! uau uau uau

ImmagineImmagineComincio con il ringraziare hygbor, grazie grazie!!!  http://hygbor.wordpress.com/

1. Perché hai iniziato questo blog. Banale, banale da morire, adoro scrivere, sono un grafomane, ho la casa piena di block notes. da piccolino, non sono mai stato piccolino, volevo fare anche lo scrittore, oltre che il prof, il ballerino classico e l’addetto della nettezza urbana

2. Qual è la cosa più importante nella tua vita.  Ne cito una delle tante, la prima che mi viene in mente: il vino

3. Il cibo di cui non puoi fare a meno. Lasagne, tagliatelle e cioccolato

4. Il tuo posto del cuore. Londra, Cesenatico, Mosca

5. Come ti vedi nei prossimi 10 anni. Booooh…. a fare il prof tormentato da tremende suore che sembrano la strega di biancaneve

6. Tre cose senza le quali non esci di casa. tablet, giornale, chiavi di casa/macchina

7. Una citazione che ti caratterizza.  “Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza” 

 

1. Il tuo colore preferito. rosso, avanti popolo alla riscossa, Bandiera Rossa, Bandiera Rossa, avanti popolo alla riscossa

2. Il libro più bello. Lolita

3. La città che ami di più. Leningrado

4. Il tuo fiore preferito. rosa gialla

5. Il tuo cibo preferito. tortelloni

6. Il film più bello che sia mai stato girato.Tutti a casa e Cantando sotto la pioggia

7. Lo scrittore e la scrittrice preferiti. Nabokov e Banana Yoshimoto

8. Da 1 a 5 quanto conta avere tanti “Mi piace” sul tuo blog? 5, adoroooooooooo

9. Spiega la risposta data al punto precedente. Vedi punto precedente ;)

10. Descriviti in 10 parole. ultratimido, buono, sincero, chiacchierone, affettuoso, sportivo, cocciuto, sensibile, comunista, stracomunista.

 

 

 

Domani nomino i blogger, sono stanco stanco