10 anni

Avevo iniziato a fare il venditore di condizionatori nel 2003. Ero spinto dalla necessità di sfogarmi dopo una tragedia, la perdita della persona che mi aveva fatto da madre. Non avevo neanche tanto bisogno di soldi, quanto di liberarmi da pesi sull’anima. Per tre anni ho fatto quel lavoro, fino al punto in cui mi ero rotto le scatole e, in più, non guadagnavo assolutamente niente.

Facevo qualche traduzione, dal settore editoriale a quello tecnico. Ero in palestra, nello spogliatoio e un ragazzo, che faceva il commercialista, mi disse: “perché non ti iscrivi all’albo dei CTU? con la tua conoscenza della tua lingua e la tua esperienza lavoreresti tanto”. Decisi di iscrivermi. Mi informai sul da farsi e poi pensai di dovere organizzare la mia presenza su internet. Imparai a costruire siti internet e, un po’ alla volta, ad ottimizzarli per google, facendo andare il mio sito sulla prima pagina. Mi sono specializzato nella microlingua legale. Nell’autunno del 2009 mi ricordo la telefonata di una ditta della provincia di Bologna, la quale aveva visto il mio sito internet e aveva bisogno di una traduzione. Accettai, consegnai il lavoro, che piacque molto. L’inverno fu la stagione dell’aumento esponenziale delle richieste, organizzai il mio archivio in settori, sempre più ramificati. Mi sono guadagnato la fiducia di tanti, aziende grandi grandi, medie, piccole, privati, ecc. ecc. Ho tradotto contratti, sentenze, certificati anagrafici. I miei clienti hanno partecipato a gare d’appalto, hanno preso cittadinanze italiane e russe, ecc.

Il momento più bello è vederli sorridenti e sereni, il momento più bello è bere una birra con loro, dopo la consegna della traduzione. Il momento più bello è quando ti vengono a trovare con il decreto che conferisce loro la cittadinanza, per la quale hai tradotto loro i documenti, oppure quando ti telefonano contenti, per dire che hanno trovato lavoro all’estero, anche grazie alle tue traduzioni.

2 comments

  1. sì, te le possono dare solo gli alunni e/o genitori. è bello sapere che tutto questo è mio, l’ho creato tutto io. Mio padre faceva l’ingegnere e non il traduttore. Nessuno ha mai fatto questo lavoro, in famiglia e, dunque, non ha potuto darmi appoggio. Lavorare con le parole, lavorare comunicando è fantastico.

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