Il fascismo nella Venezia Giulia e la persecuzione antislava

Non ho niente altro da aggiungere rispetto a quanto c’è scritto in questo bellissimo e fondamentale articolo. Ci vuole rispetto per i morti, ma bisogna conoscere bene la storia. Onore a questo blog!

STORIE DIMENTICATE

Tra qualche giorno si celebrerà “La Giornata del Ricordo” giornata indetta nel 2004 in ricordo delle foibe e dell’esodo degli italiani dai territori istriani, fiumani e dalmati. Giornata creata dall’allora governo Berlusconi. Non voglio sminuire la tragedia di quei giorni, ma la storia di quei territori non può essere letta solo nell’ultimo periodo di dominazione italiana.

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One comment

  1. Tra i tanti aspetti tragici e grotteschi di questa storia vorrei sottolineare l’aspetto linguistico. Agli abitanti di lingua non italiana era impedito di parlare la loro lingua. Mi sento chiamato in causa, perché faccio il traduttore, perché faccio l’insegnante di lingue, ma anche per motivi sentimentali. La lingua è per me esprimere emozioni, con la lingua mi sono innamorato. Con la libertà di parlare e di scrivere in varie lingue esprimo me stesso. Qualche volta mi viene da pensare a come mi sentirei se non potessi parlare liberamente nelle lingue che voglio, nelle lingue che mi rappresentano.E penso che mi sentirei soffocato. Ma io sono piccolo, sono solo un granello di sabbia.
    Mi sorprende anche l’ignoranza tremenda di tanti politicanti, che è diventata senso comune. Non si racconta tutta la storia della persecuzione antislava, si usano termini impropri come genocidio per definire gli errori, anche grossi, che sono stati commessi. Tutto è fatto con grandissima malafede. La propaganda fascista è diventata senso comune, infettando anche la presunta sinistra, che ne ripete a pappagallo i luoghi comuni e le falsità. I fascisti si sono creati un grottesco simil venticinque aprile, strumentalizzato in modo ridicolo. Su internet imperversano presunti storici che discettano di questi fatti tragici con manifesta ignoranza. Ora basta, sono troppo schifato. A presto, magari per raccontare qualcosa di più gradevole.

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