c’è qualcosa di assurdo

Corruga la fronte, guarda il telefonino e legge un messaggio. Le parole erano delicate, dolci e gioiose. Ora sono fredde e scocciate. In un colpo. La ragazza impulsiva e innamorata si è trasformata in una specie di automa, che gioca a fare l’adulta, senza esserlo. Un uomo maturo e gentile, gentile e maturo, sa fermarsi e deve fermarsi e anche quando fermarsi. In fin dei conti è sempre stato gentile e maturo, anche quando era un bambino, anche quando portava i capelli lunghi e andava all’asilo. Era iniziato tutto all’improvviso, in una notte di inverno, quando lui stava sdraiato sul letto, pronto per dormire. Ora pensa che non vuole più vedere quella ragazza. Pensa che gli toccherà vederla e sta male. Spererebbe che se ne andasse. Oggi quell’uomo ha pensato che quella ragazza abbia sbagliato a rifiutarlo. Pensa che quella ragazza abbia fatto quasi sempre scelte sbagliate nella vita e che la scelta di rifiutarlo sia ancora più sbagliata. Oggi ha brindato da solo con un vino molisano. Ha brindato alle scelte sbagliate di quella ragazza, le ha augurato, dentro di sé, ogni bene. Non si farà più sentire da lei, quando la rivedrà la tratterà bene, ma sarà imbarazzato e addolorato. Passerà anche questo, in questo lungo autunno che non vuole finire, in questa primavera che inizia e finisce subito. In questo momento gli stanno per spuntare le lacrime, ma non vogliono uscire. Ritornano i brutti pensieri che sembravano essersene andati.

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