Mese: ottobre 2016

Non valere niente

Da una settimana me ne stanno capitando di tutti i colori. Per un cavillo burocratico, probabilmente avrò in tutto 9 ore di lezione in 2 scuole per tutto l’anno. Aggiungo che è anche colpa della mia ignoranza.

Sono tornato nell’ITC di due anni fa. Mi hanno affidato due pezzi di una classe cosiddetta “articolata”, termine che allude all’autoarticolato, che, in questo caso, vuol dire che la classe si divide per buona parte delle  materie, tedesco compreso. Non chiedetemi perché la classe si divide per tedesco. Li conoscevo già tutti, avendoli avuti come alunni due anni fa. Ho cominciato lunedì scorso.

Mercoledì scorso vengo a sapere dal vicepreside che avrei potuto subire un cambio d’orario dalla settimana prossima, mantenendo solo relazioni internazionali e perdendo amministrazione, finanza e marketing, definizione ridondante e pomposa che indica il vecchio ragioniere. Definirli futuri ragionieri sarebbe da sfigati (vedi Fantozzi), evidentemente. Le altre tre ore saranno di potenziamento, a disposizione del mister, come si diceva nelle telecronache di una volta, praticamente un tappabuchi al quale far fare delle supplenze. Gli chiedo “questa settimana l’orario resta questo?”. Lui mi fa una supercazzola tipo conte Mascetti e poi mi dice di controllare sul sito internet.

Controllo per tutti questi giorni e non c’è nulla. Gli scrivo ieri una mail e lui non mi risponde. Questa mattina mi alzo alle 8, non prestissimo, ma avrei dormito ancora. Telefono a scuola, mi dicono che c’è l’altra vicepreside, la quale non sa nulla, ha due/tre/quattro orari diversi sotto. Mi dice “vieni, ma non ti garantisco”. Faccio colazione, mi vesto, faccio in fretta. Sono determinato a svolgere una bella lezione, mi sento anche carico. Arrivo a scuola, preparo il materiale e salgo in classe. Davanti alla porta della classe vedo una mia collega di tedesco, giovane, diversamente simpatica, che non sapevo insegnasse lì. Se ne va con una delle due parti della classe dicendomi, questi li prendo io. Ed è già il terzo insegnante che cambiano, di tedesco. Delle ragazze mi guardano deluse, ci ha già abbandonati, mi dicono. Io rispondo, non dipende da me. Chiedo ai ragazzi dell’altro indirizzo di studi, che materia avete. E loro mi rispondono, spagnolo. E perché mi hanno fatto venire per niente, commento ad alta voce.

Saluto e scendo le scale, chiedo alla bidella se ci sono sostituzioni da fare e non ce ne sono. Me ne vado alla mia macchina, dopo avere fatto 17 chilometri circa per niente. Forse nell’ITC mi faranno fare delle ore di alternativa all’insegnamento della religione, per guadagnare due spiccioli in più.

Mi sento niente, a 39 anni essere trattato così è ancora più umiliante. Ho esperienza, sono competente. Questa scuola fa male a chi ci lavora e agli alunni. Confesso che, in giorni come questi, avrei voglia di mollare tutto. A 39 anni ricominciare da capo è difficile, quando sai fare due cose sole: l’insegnante e il traduttore. Mi riprenderò anche da questo e penso che non me ne andrò, ma è veramente difficile.

Tra poco vado a zumba. Visto che siamo in tema di supercazzole, vi pubblico un bel video di Ugo Tognazzi.

Baci.

Raccolta di supercazzole

Dario Fo e Franca Rame

La prima volta che ho visto una rappresentazione di Dario Fo e Franca Rame fu nella primavera del 1994: avevo 17 anni. Ero a teatro con un mio conoscente: la rappresentazione si intitolava “Mamma! I sanculotti”. Ricordo ancora il fragore delle risate del pubblico che costringevano gli attori a fermarsi, lo spettacolo surreale e grottesco, profondo e leggero al tempo stesso. è possibile esprimere dei contenuti importanti, utilizzando la risata.Ho visto “Mistero Buffo”, ho adorato “Il monologo dello Zanni” e la “Resurrezione di Lazzaro” e ascoltato di Bonifacio VIII. Anche la mia adorata nonna amava tanto Dario Fo e Franca Rame.

Da oggi saremo più soli.La fame dello Zanni

tutto vero!

Ho una vicina di casa di circa 60 anni, con il volto perennemente impiastricciato di pesante trucco rosso, bassa e tozza. Ha lo sguardo cattivo e la voce squillante. Scrive post razzisti su fb ed ha un marito di Santo Domingo, con il quale ha avuto due figli. è omofoba e ha un figlio gay, è “animalista” e ha restituito un cane che aveva comprato, come una merce avariata, perché, a suo dire, disturbava le persone.

 

Dopo le Paralimpiadi

Ho seguito le Paralimpiadi un po’ distrattamente, avevo la testa altrove. Ci sono storie belle, quella di Alex Zanardi, Beatrice Vio, ecc. ecc. C’è stata anche retorica.

Sono finite le Paralimpiadi e quel mondo è tornato nell’ombra, tra barriere architettoniche e problemi vari. Questa notizia dimostra che le cose devono cambiare.

Dopo le Paralimpiadi il nulla