merda, quasi solo merda

forse non merito solo l’infinita dolcezza della mia M., la quale mi ha fatto entrare in un mondo dal quale non vorrei più tornare, quando abbiamo pranzato assieme. Ho mangiato specialità della cucina del Bangladesh.

Da due settimane ho otto ore in una scuola media, in un quartiere merdoso alla periferia della mia città. qui non c’è la quieta borghesia della provincia, come all’ITC, qui c’è il proletariato, il sottoproletariato. Certe periferie sono spoglie, brutte, piene di tristezza, sporco e grigio. Oggi ho sentito bambini di 11 anni offendersi in base al quartiere di provenienza, ho sentito bambine di 11 anni che si minacciavano botte, ho sentito bambine di 11 anni rivolgersi in modo aggressivo all’insegnante. Ho pensato che quei tredicenni fossero dei gran figli di puttana, che avrei volentieri attaccato al muro. Ho visto gli occhi grandi azzurri di due ragazzine ucraine desiderosa di imparare, ho visto una ragazzina tunisina e una filippina che vogliono studiare. Ho visto una ragazzina tutta d’un pezzo, intelligente e precisa, poco simpatica. Ho visto gli occhi arrabbiati di una bella ragazza con i capelli ricci che vuole imparare e gli occhioni azzurri di una sua compagnia sconsolati, mentre orde di scalmanati rendono impossibile la lezione. E un ragazzino di origine cinese si rammarica che la lezione sta per finire, perché vorrebbe continuare a lavorare.

Mi rendo conto di essere inadeguato, perché sono troppo morbido, conosco le buone maniere, perché vado a mangiare da Cracco (ma anche in trattoria), perché sono stato educato da una nonna piena di amore che mi ha seguito e protetto. Sono troppo sensibile, perché mi piace la letteratura, perché mi piace ballare, perché adoro la danza classica, adoro la poesia. anche il quartiere in cui abito è un quartiere con persone “difficili”, però l’educazione che ho ricevuto ha costruito una barriera, io ho costruito una barriera, fatta di libri e vita buona. Mi piace il rap, mi piace anche il calcio, ma sono troppo delicato per la periferia cattiva o incattivita dalla vita. sono comunista, dovrei parlare alla periferia, al sottoproletariato, ma non sono capace. entro a scuola in giacca e cravatta, con i modi gentili, e rimango schifato nel vedere i computer obsoleti, internet che funziona male e poco. Non mi rendo conto che per quegli alunni incattiviti la merda è la norma, la cattiveria della vita è la norma. Mi sto emozionando davanti alla vita di Adele e mi accorgo che non so parlare, mi accorgo che gli anni nella scuola privata mi hanno ulteriormente allontanato da quel mondo cattivo. faccio il traduttore, comunico e non so parlare.

sono uscito da scuola che quasi mi veniva da piangere, ho fatto lezione, dalle 15 alle 16, ad esempio, a 3-4 persone in tutto, in mezzo alle belve. Voglio resistere e debbo resistere, perché il mio contratto dura fino al 30 giugno e non posso tornare indietro. e ci sono quegli occhi azzurri e lo sguardo attento di quel ragazzino con i tratti cinesi che avrebbe voluto lavorare e quella ragazzona che seguiva in prima media.

merda, quasi solo merda. quasi solo.

Annunci

7 comments

  1. Mi scusi se mi permetto, ma lei ha scritto queste considerazioni qui, quindi credo di poterlo fare: mi colpisce molto il fatto che lei definisca tutto il suo bagaglio di ricchezza, di conoscenza del buon vivere, come una penalizzazione. Quale tipo di essere umano sarebbe auspicabile per insegnare a ragazzini che vivono nella merda, un addetto allo spurgo di pozzi neri?

    1. ho ragionato a mente fredda, dovevo ragionare a mente fredda e ho pensato che più di un ragazzino voleva ascoltare e allora ho già vinto. Ho pensato che dovrei combattere anche se fosse solo merda, senza quel quasi. Le uniche battaglie perse sono quelle non combattute. Il fatto che io combatta implica che io abbia vinto. Mi romperò le ossa, mi arrabbierò tanto, sbraiterò tantissimo, ma non mi voglio fermare. fino alla fine.

      1. Sono quasi certa che, essendo lei un traduttore sensibile, avrà riflettuto più di una volta sull’immenso valore del verbo “perdere”. Le auguro un buon anno e un buon lavoro, di cuore.

      2. molte grazie. penso che mi arricchirò molto. penso di dovere imparare una nuova lingua, la lingua di ragazzi cosiddetti “difficili”. Ho vinto tanto nella vita e vincerò ancora. Devo avere pensieri positivi. Posso solo costruire, perché molte delle loro vite sono distrutte e ho già ottenuto qualcosa. è difficile, ma a me le cose facili interessano poco, sono sempre interessate poco. per imparare la loro lingua non esiste una grammatica e non ci sono le lezioni, ci deve essere solo la volontà.
        stamattina sentivo questi versi di una canzone di Ivano Fossati
        Ma uno che tiene i suoi anni al guinzaglio
        e che si ferma ancora ad ogni lampione
        o fa una musica senza futuro o
        non ha capito mai nessuna lezione

        Sará che l’anima della gente
        funziona dappertutto come qui
        Sarà che l’anima della gente
        Non ha imparato a dire ancora un solo sì

        Sarà la musica che gira intorno
        quella che non ha futuro
        Sarà la musica che gira intorno
        saremo noi che abbiamo nella testa
        un maledetto muro.

        Non ho mai tenuto i miei anni al guinzaglio e ho vissuto bene, anche per questo motivo, ho sempre avuto pochi, pochissimi muri nella testa e devo essere come sono.
        Diventa ciò che sei, scrive Nietzsche. lo sono diventato e lo posso diventare ancora di più.
        Ivano Fossati scrive, nella “disciplina della terra”, non si regala l’intelligenza, è vero. Non voglio regalare l’intelligenza, l’ho fatto poche volte. La userò per imparare e per dare.
        Le mie riflessioni sono più incoerenti del solito. chiedo scusa…

  2. Non si è mai preparati ad affrontare questa realtà. Ma, credi, non sei inadeguato, sei invece esattamente la persona di cui loro hanno bisogno, quella che rappresenta “l’alternativa”, un modo di crescere che loro non hanno conosciuto. A te il compito di testimoniare che esiste un altro modo di reagire e, se vuoi, dalla merda puoi uscirne.

    1. Quando ho avuto quelle persone che mi hanno ascoltato, io ho gia’ vinto. Ho una funzione pesante e importante. So benissimo che potrei non farcela del tutto, non sono io che devo salvare il mondo. Se anche faro’ passare mezzo concetto,…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...