amico invadente e simpatico 61

il viaggio ha numerosi lati utili. Permette di pensare a noi, al nostro mondo, guardando gli altri. Io non amo molto gli autobus della mia città, adoro le metropolitane. Penso che la velocità degli spostamenti abbia condizionato il progresso tecnologico e sociale del Giappone, come pure di altri paesi. Per certi aspetti dona più tempo alla nostra vita, per altri rende più efficace il lavoro. è migliorata la qualità del lavoro, certamente anche la quantità. Dalle 5 della mattina scarse fino all’una di notte puoi arrivare in metro in ogni parte di questa città enorme con la metro. H 24 ci sono gli autobus Non ti devi preoccupare se perdi un treno, perché subito dopo ne passerà un altro. Sarà anche per quello che i giapponesi danno un’idea di serenità.

quando vado a prenotare per andare sul Monte Fuji, come al solito prendo la metro, dalla stazione di Meguro, la Yamanote Line. Tutto è spiegato anche in inglese, come già ho scritto. Ci sono poche fermate per arrivare a Shinjuku, ma, ad un certo punto, si blocca il treno. Non mi allarmo, continuo a leggere la mia guida. Stranamente l’attesa si protrae. Passano 5-10 minuti, 15 minuti. Penso a cosa succederebbe in Italia e mi immagino grida, parolacce e imprecazioni varie. Passano 20 minuti e i volti dei passeggeri trasmettono una ieratica impassibilità, un po’ inquietante. Penso anche che sia molto strano, essendo in Giappone, che nessuno abbia ancora avvisato in merito al perché di tanta attesa. Dopo qualche secondo da questo mio pensiero, una voce femminile inizia a parlare dall’altoparlante. Parla con voce tranquilla, ma sembra non finire mai. Parla solo giapponese, strano, e io aspetto invano una traduzione. I minuti scorrono e noto sempre la solita impassibilità dei volti dei passeggeri. Mi piacerebbe sapere se è tutto a posto, se c’è stato un attentato, che debbo fare. L’espressione dei passeggeri è sempre la stessa. Piano piano si alzano ordinatamente dai propri posti e, in fila indiana, iniziano a percorrere i vagoni della metro. Continuo a non capire nulla di quello che sento, dopo 5 minuti, è passata circa mezz’ora da quando ci siamo bloccati, usciamo dal vagone della metro e saliamo sul treno di fronte, che reca la stessa destinazione e che era stato preparato apposta per sostituire il nostro, bloccato da un incidente. Mi erano sembrati umani, quando qualcosa non aveva funzionato, questi giapponesi. Sembravano quasi italiani. (Lo so, sto utilizzando il fottutissimo luogo comune sugli italiani. ) Per fortuna sono giapponesi.

Arrivo a Shinjuku, uno snodo importantissimo per la metro e per i treni che conducono fuori Tokio.  è una stazione enorme, ma, in pochi minuti trovo l’ufficio dove prenotare per il monte Fuji, treno più autobus, il giorno dopo, per Kawaguchiko e poi, sul monte. 

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