amico invadente e simpatico 41

stamattina ho pensato a delle persone spregevoli, che mi hanno rubato dei soldi e, soprattutto del tempo, del tempo che io ho trascorso a lavorare, con passione ed impegno. mi è venuto un grande senso di disgusto, sono stato tradito da persone che mi sembravano affidabili, ecc. ecc. è normale, quasi banale e noiosa, una riflessione come questa. quanti di noi sono stati ingannati da individui malvagi?

alla fine di quella sensazione di rabbia e disgusto, ho guardato alcune delle foto che ho inserito in questi giorni, del parco Meji Jingu. Ci sono alberi dalla folta chioma, verdeggianti e sontuosi, come gli stessi prati. Il sole entra discreto dagli alberi, che sembrano quasi dei mediatori tra il viandante e la fiamma che nutre la vita. dalla foto sembra che si possa sentire il tepore del sole, che ristora e dona energia, senza esagerare. il cammino è dolcemente illuminato.  Il viandante si sente protetto, sente protetti i suoi pensieri, le sue sensazioni, che affiorano delicate alla mente e al cuore. in quel momento sente che la natura non è solo natura, sente che c’è qualcosa che va oltre, si sente racchiuso in uno scrigno. Le membra diventano più leggere, i muscoli, le ossa, ma anche la testa. Colui che percorre quelle strade prova sensazioni di leggerezza e pace.

stamattina pensavo che quelle sensazioni non sono di tutti, pensavo che io le provo, pensavo che ci sono persone che potrebbero provarle, ma ci sono quelle persone spregevoli, come quelli che mi hanno imbrogliato a giugno, che non potranno mai provarle. A loro non importa nulla di provarle, certamente. Non mi faccio illusioni. Ci sono molte persone come quelle, che non sono delinquenti efferati, certamente, ma sono persone piccole e miserabili.

Sono persone mediocri, sono quelli che eleggono e hanno eletto tanti politici pessimi, che non pagano le tasse e buttano le cicche di sigaretta per terra.

dopo aver provato il primo disgusto, ho iniziato a sentirmi meglio. Mi sembrava di vederli, anzi li stavo vedendo, erano immersi nei liquami delle fogne, con bocche enormi e denti aguzzi. Dalle fogne arrivava un lezzo tremendo. Mangiavano voracissimi, nelle loro fauci c’erano il denaro e il tempo.  Li guardavo in facccia e i loro occhi erano falsi e ciechi, potevano vedere solo fino alla fine del proprio naso.  Non mi potevano vedere, per di più erano sordi, e, intanto, il vento era cambiato. Non sentivo più il fetore.

Mentre sto scrivendo è sera, da lontano si sente la voce di un cantante discreto e io sto ripensando alle sensazioni di questa mattina. Sto leggendo il fatto quotidiano, che parla del tentativo di stravolgimento della Costituzione, da parte di renzi e penso alla decadenza. Penso a quanti si sono rasserenati, sentendo che il vento era cambiato e che il puzzo delle fogne non si sentiva più.

Durante questo viaggio ho coltivato me stesso, ho pensato ad abbellirmi dentro. Credo di esserci riuscito, credo di avere recuperato le forze. In questi giorni sto raccontando su queste pagine del viaggio, cercando di descriverne il risvolto emotivo, ironico. Penso che sia utile. Ma manca sempre qualcosa, manca qualcosa riguardo all’impegno che dovrei avere come comunista e come insegnante. Ho ancora bisogno di nuove parole. a dopo.

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6 comments

      1. me la guastano per 5 minuti, poi penso che loro sono nella fogna e penso che sia necessario solo sigillare il tombino, perché non escano. Bisogna prendere ancora più precauzioni sul lavoro,, bisogna parlare sempre meno. Bisogna mostrarsi forti, anche quando non lo si è, bisogna nascondere la propria sensibilità, dietro una corazza di freddezza. Qualche tempo fa mi era più difficile, sto diventando più bravo, ma non ancora abbastanza. Devo anche convincermi sempre di più che io sono meglio di loro, più intelligente di loro. Mi sembra di non rendermene ancora pienamente conto. Però sto migliorando. Io sono una persona modesta, che non ama vantarsi, però ho imparato che se ti sminuisci troppo, gli stronzi ti schiacchiano. Bisogna anche farsi vedere sicuri, sentirsi sicuri. Facile?

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