amico invadente e simpatico 21

Ho visitato il parco del tempio Meji Jindo con stupore per la bellezza e timore reverenziale. Mi capita raramente, la natura suscita in me sentimento di abbandono e di relax. Ho avvertito quasi un senso di inesprimibilità, per quello che vedevo e che, soprattutto, sentivo. e dire che sono un ateo. non mi era parso mai che l’essere umano fosse al centro del mondo, vedendo queste meraviglie, ho capito ancora di più che l’uomo deve solo esaltarle e mettersi da parte. forse è proprio perché sono ateo che capisco che l’uomo è solo un puntino, nemmeno troppo importante, dell’universo.

Ma lasciamo perdere queste digressioni impegnate che mi fanno bruciare il cervellino. Le ore trascorse nel parco passano, visito il tempio che è in gran parte ricostruito e, alla fine, ho una sete e una fame boia.

per la sete il Giappone non ha problemi. Tokio è zeppa di distributori di bevande, dove è possibile trovare tutto, dall’acqua minerale all’acqua e limone, alla coca cola. è la città dei senza sete. Per il mangiare decido di andare in una locanda che ha l’aria di quella di Marrabbio nei telefilm di Cristina d’Avena. Ad accogliermi c’è un signore con una specie di bandana in testa, che serve ciotole di ramen (tagliolini) fumanti, ad un bancone rettangolare e stretto nero. Dentro il bar l’aria condizionata è sparata. Mi serve la salvietta di cotone calda calda, come è tradizione in Giappone e i tagliolini in brodo, che sarebbe, in realtà, una specie di zuppa di verdura. Rischio di ustionarmi la lingua, mentre l’aria gelida dello split mi fa gelare il sudore sulla nuca. Fuori ci sono 38 gradi all’ombra. Bevo tanta acqua, in giappone viene offerta, è ghiacciata. Bevo la birra, la birra non è male. Mentre sto consumando i miei ramen, accanto a me un paio di signori autoctoni mangiano, risucchiando in modo fortissimo, i tagliiolini. Loro ridono. A me viene il voltastomaco e da ridere. Avrei scoperto che si trattava di una tradizione. Pago e me ne vado.

Trascorro il resto del pomeriggio visitando il quartiere di Harajuku, Omote Sando, gli “Champs-Elysées” di Tokio, Shinjuku. A Omote Sando i negozi sono identici al centro di Milano.Globalizzazione. Niente da dichiarare. clic.

Prima di rientrare in albergo mi compro qualche sandwich, qualcosa di dolce e un paio di birre nel supermarket di fronte. Meglio risparmiare.

Quando sei in Giappone, ti sembra di essere in un videogioco, o in un manga, o in tutti e due. La dimensione del videogioco entra ovunque, perfino quando sei al gabinetto. I wc giapponesi sono attrezzatissimi, con l’asse riscaldato, con la funzione bidet e con i videogiochi, basati persino sulla lunghezza della minzione. è proprio vero che in Giappone sono avanti in tutto!

 

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