Bosco

Bosco

Guardate che colori. Non mi va di scrivere altro.

70 comments

    1. Vanno lì da giugno a settembre e io vado loro a fare un saluto. Le fotografo, con il loro permesso. Sono lì per fabbricare gioia, per realizzare bei momenti. Si riposano anche, ne hanno bisogno. Leggono qualche libro, fanno sport.

      1. Credo sia il più bel complimenti che io abbia mai ricevuto. No ok, togli “credo”. È in assoluto il più bello mai ricevuto. Grazie!
        In cosa il mio travestimento non rende? Nessuno mai si è accorto che è un travestimento! (nessuno mai lo aveva pensato a dire il vero…)

      2. Beh, grazie, la cosa mi lusinga un bel po’. La mia autostima ne guadagna: ne ha bisogno.
        Io so il segreto; solo le fate possono sapere dove stanno le altre fate. Se uno “ascolta” i tuoi pensieri, “vede” le tue rabbie, trova dolcezza, profondità e romanticismo. Bisogna solo ascoltare bene, vedere, toccare. Buona notte!

      3. Ed anche sabato è iniziato alla grande grazie a te. Pensa che è pure lavorativo!
        Guadagni punti e scali posizioni con molta facilità… Potrei perdere la testa, poi mi aiuti a ritrovarla? :*

      4. Vero. Seguire la ragione non porta mai nulla di buono, è del tutto inutile e profondamente sbagliato. Seguire la ragione ha reso felici pochi… Pochi che vorrei proprio conoscere… Quindi perdona la mia stupidità nel dire quella cosa, se dovessi perdere la testa e tu la vedessi passare… Dalle un calcio e allontanala un po’ di più.

      5. da dove sono partite le fate? o meglio, da dove venite? se metto il gps, vi trovo? fammi sapere…
        ti prometto che lo farò, naturalmente, lascerò che tu la perda. anche tu, fallo con la mia, di testa, però. Sono più interessante quando perdo la brocca. quando sono razionale non sono malaccio, quando abbandono la testa, scherzo, rido, amo da pazzi. Sono io, io, solo io, senza grilli per la testa, sovrastrutture. Pochi mi capiscono, diversi mi vogliono bene, qualcuno mi ammazzerebbe. Buona notte e buona vita

      6. Chiedi di conoscere i segreti che nessuno sa.
        Segreti che nessuno vuole condividere…
        Pochi vedono, ma tu vedi, quindi non hai bisogno del gps per trovarci.
        Noi siamo esperte calcolatrici, non scordiamo nulla e quando la luna è nera facciamo pagare.
        Giochiamo come bambini all’asilo, ci basta l’aria fresca per essere felici, così come il cadere delle foglie ci rende nostalgiche. Siamo inclini all’ira ed è una passione che coltiviamo con solerzia, accogliamo tutti ma lasciamo entrare pochi. Farci perdere la testa è facile, il problema è se siamo costrette a ritrovarla…

      7. ho bisogno dell’aria fresca, proprio come quella delle mattine presto d’estate, che ti accarezza e un po’ ti molesta. Siamo noi che creiamo il clima, siamo solo noi. Mi piacerebbe portartene un po’ di quell’aria, ma non solo alla mattina presto d’estate. Mi piacerebbe portarti del vento che arriva dal mare, come se tu fossi seduta su di un molo. Tu fammi l’ordinazione, che io faccio le consegne.

      8. Vorrei: aria di mare in inverno, quando fuori piove, è tutto grigio ed il vento fa tremare le finestre che sembra volerle distruggere, vorrei stappare una bottiglia e sentire la salsedine, l’aria secca dal mare che sa di sale.
        Stapperei una bottiglia con il vento che destreggia tra i rovi nel sottobosco. Quell’aria che sa di muschio, rugiada ed erba fresca, quando tutto nella vita crolla.
        Stapperei una bottiglia con vento di pioggia per quando il sole non da tregua, l’aria è umida e non puoi toglierti la pelle per avere un po’ di sollievo.
        Ma più di tutto desidero stappare una bottiglia con il profumo del mio gatto, che mi manca come l’aria. In cambio di questa offrirei l’anima, la parte buona, quella che sogna e che riesce a brillare nelle notti più nere.

      9. che tempo possiamo fare insieme? cosa succede se porto un po’ di pioggia e l’arcobaleno? cosa succede se porto il temporale?
        Mi colpisci, mi colpisce come maneggi le parole, come maneggi la vita?

      10. Se mi porti la pioggia ti insegnerò a berla seduti sull’arcobaleno, portami il temporale e ti insegnerò a ballare con ogni goccia, ti farò vedere che essere abbracciati dal vento è quanto di più bello Dio ci abbia regalato.
        Maneggio la vita calcolando, manipolando, eludendo chi sono. Spengo la mia luce ogni giorno. Che tempo vuoi fare con me? Che tempo desidiri che ti doni un essere come me? Cosa potrò mai offrire che tu non abbia già visto e sentito?

      11. Chi dice che la natura è indifferente ai dolori e alle preoccupazioni degli uomini, non conosce né gli uomini né la natura. Un dispiacere, per passeggero che sia, un’emicrania, anche se di quelle sopportabili, scombussolano immediatamente il corso degli astri, turbano la regolarità delle maree, ritardano la nascita della luna, e, soprattutto, scombinano le correnti d’aria, il saliscendi delle nuvole, basta che manchi un solo centesimo agli scudi accumulati per pagare la cambiale in scadenza che subito si alzano i venti, il cielo si apre in cataratte, è la natura tutta che sta commiserando l’afflitto debitore. Diranno gli scettici, quelli che fanno professione di dubbio su tutto, anche senza prove contro o a favore, che la proposizione è indimostrabile, che una rondine, passando smarrita, non ha fatto primavera, ha sbagliato stagione, e non si accorgono che in altro modo non si potrebbe capire questo maltempo che da dura da mesi, o anni, che prima noi qui non c’eravamo, i temporali, i diluvi, le alluvioni, ormai si è parlato a sufficienza della gente di questa nazione per riconoscere nelle sue pene la spiegazione dell’irregolarità delle meteore, ricordiamo soltanto agli smemorati la rabbia di quegli alentejani, il vaiolo a Lebuçao e Fatela, il tifo a Valbom, e, per non parlare solo di malattie, le duecento persone che vivono nei tre piani di un palazzo di Miragaia, che è a Porto, senza luce per illuminarsi, dormendo chissà come, svegliandosi fra le grida, le donne in fila per vuotare le bacinelle, il resto lo si mette insieme con l’immaginazione, a qualcosa dovrà pur servirvi. Te la dedico: da “L’anno della morte di Ricardo Reis” di Saramago

      12. Alla fine ce l’ho fatta, credo lo comprerò in versione digitale (insieme ad altri 3) Si va al risparmio… Anche se la carta ha ben altro fascino.

      13. capisco, io sono combattuto tra carta e e-book. avrò 1000 libri, non scherzo, in casa e ho una casa piccola (67 mq). La casa è invasa. Sto acquistando e-book, ma sono freddi. Mi sembra di cogliere meno il senso di ciò che leggo. Lo so che sono il futuro, lo so, lo so. Lo so che stavo per votare per Grillo, ma sono ancora affezionato ai libri cartacei. Sono un inguaribile romantico. O solo un rompiballe?

      14. Romantico. Sempre. Chi ama i libri è un romantico. Chi ama quelli su carta… Beh non hanno ancora inventato la parola giusta.
        Quando tocchi la carta sei nel mondo che ti viene descritto, sei il personaggio principale, sei i suoi amici, sei la sua casa sei la sua famiglia, sei anche l’antagonista, sei la sua cattiveria sei il suo piano malefico… Questo viene solo dalla carta. E sia benedetto l’ebook, ma non ci farà più perdere nella tana del bianconiglio…
        Chi ama i libri di carta è un sognatore, razza che sta svanendo… Purtroppo.

      15. ti fanno entrare nella storia. ti danno il senso delle parole, il loro peso. ecco un’altra citazione. è un pezzo di Flower of Filastin di O’Zulù
        Sto cercando di trovare le parole, ho bisogno di parole
        Parole convincenti, parole penetranti,
        che ti fanno un buco in testa e che poi lasciano frammenti in ogni dove
        schizzi di miseria
        chiazze di paura
        brandelli di sogni e
        resti di cultura,
        parole come raffiche di mitra in un mercato
        o come missili sparati al terzo piano di un palazzo,
        che facciano male cazzo,
        parole tanto forti da zittire tutto il mondo occidentale,
        solo per un attimo, soltanto per provare ad ascoltare,
        l’impotenza, il rancore…
        parole a fare male, picchiate sulla faccia come calci di fucile
        e pugni e sputi e schiaffi, parole… parole a ricordare,

      16. Non hai proprio nulla da fare che aggiunge parole a quelle che dovrei già leggere? Ho dei libri che mi guardano con disperazione “mi leggerai mai???” cosa dovrei rispondere? C’è un pazzo che mi istiga a leggere cose pazze? I miei libri si offenderebbero! Glielo spieghi tu??
        Che poi… Di 1000 libri e chissà quante parole, perché per me hai scelto quelle che segnano il dolore? Quelle che desiderano fare male?

      17. mi fai amare di più le parole. mi apri la testa, e non sei una chirurga. mi stai facendo sentire di più un essere umano. mi stai facendo crescere, a destra, sinistra, sopra e sotto. mi poni duemila domande, mi fai venire voglia di porre duemila domande. Sei un mondo.

      18. E qualcuno ti ha detto non scoprire il mondo? Qualcuno ti ha insegnato che fare 2000 domande è sbagliato? Domandare è lecito… Hai paura della mia “cortesia”?

      19. Mi correggo: Porca zozzetta è una canzone! Dall’app non si vedeva il link al video, sorry, non conosco.
        Devo recuperare… Forse domani quando riaccendo il cervello, per ora buona notte :*

      20. E quando ridi mi fai un regalo. Chi pensa che sei triste è perché non sa distinguere un’espressione pensante da un’espressione triste. Forse perché non pensano, non osservano, vanno solo di corsa… Tu però fa un favore… Continua a farmi regali.

      21. amo la serenità, le risate, i sorrisi. Qualcuno pensa che che chi ride spesso non sia profondo. io rido, rido spesso con le persone giuste. altrimenti sono serio, glaciale, soprattutto glaciale. Il mio silenzio, la mia freddezza puniscono duramente. però io rido e vado avanti.

      22. Chi ride spesso nasconde grandi cose. Grandi dolori, grandi passioni, grandi idee, a volte grandi malattie mentali… Ma non mi sembra il tuo caso.

      23. sono buono, un po’ logorroico. Io parlo molto, a volte troppo, Passo da un argomento all’altro, ma con logica. Cammino veloce, a volte troppo, Forse ho delle gambe troppo lunghe. Mi piace ballare, ma non so ballare. Sono un po’ rompipalle quando mi affeziono ad una persona. Il quasi sta lì, e non solo. Vorrei essere aggraziato, mi piace tanto mangiare, anche se non sono grasso. Mi piacciono i ristoranti alla buona, ma mi piacciono anche quelli stellati. Compro guide gastronomiche, che consulto in continuazione. Forse sono troppo alto. Avrei dovuto e voluto fare danza classica. Io adoro la danza classica. Mi piace da morire Svetlana Zakharova (W la Russia) e anche Roberto Bolle mi attira come danzatore. Non ho mai avuto il coraggio di chiedere ai miei di iscrivermi ad un corso. Avrei più grazia e parlerei di meno. Forse parlerei meglio. Forse tacerei di più, nei momenti giusti. Scrivo troppo, specialmente quando c’è qualcuno che mi mette a nudo.
        però sono vero, vero, vero. Sono un bravo ragazzo, un romantico, con la testa tra le nuvole, troppe volte. Non sono cattivo e mi lavo spesso.

      24. Quanto mi piacerebbe rispondere per punti:Sei buono? Al forno con le patate!Logorroico? Ti sfido. Scommetti che ti si secca la lingua?Posso seguire 3 conversazioni in contemporanea, penso di farcela a seguire i tuoi cambi d’argomento guidati.Cammino veloce anche io, sicuramente il tuo veloce è più veloce del mio. Provo a tenere il passo.Mi piace ballare, ma non lo farò mai in pubblico (dove pubblico = 2 occhi in più ai miei)Io non sono rompipalle quando mi affeziono (se si può usare questa parola). Le persone che amo mi definiscono il loro “mastino infernale”. Fa tu. E dato che il quasi sta qui… e non mi hai illuminato… adesso puoi farlo? Pensi di potermi svelare un segreto?Per tutto il resto che dire. Odio il cibo perchè lui odia me. Non sono magra, lo sono stata ma … questa è una delle cose di cui non parlo in pubblico.Non capisco la danza classica, ne percepisco la grazia ma non il significato, le cose mi piacciono se le capisco. Mi piace sentire la gente che sa più cose di come e che con calma me le spiega senza farmi sentire una stupida.E sono *felice* che tu non abbia studiato danza classica, si hai letto bene. FELICE.Avresti più grazia e parleresti di meno?Bello. Avresti la puzza sotto al naso e saresti di scarsa compagnia se non un vero rompicoglioni. Bello.E una volta messo a nudo che importanza ha tutto il resto? Forse, se ti devi difendere è meglio saper parlare, saper stordire il prossimo con la lingua.

      25. posso svelarti un segreto. te lo svelo, però tienilo per te. a me piacciono le donne, ma penso che l’amore sia universale, che non ci siano confini. sei la prima persona a cui scrivo queste cose.
        Non sono magra in che senso? un po’ cicciottella? così, per curiosità…
        io sono una persona semplice e complessa, insicuro e tosto. Parlo, inondo di affetto.

      26. Certo, per questo motivo non è la prima volta che me lo chiedi… Vero? Facciamo così: in base ai tuoi gusti sono rivoltante alla vista.

      27. Tesoro adorato non posso. Dammi un modo per trovarti al di fuori di questo angolo di mondo e ne parliamo. Sta sera sono solo problemi per me…

      28. Arriva la notte, arriva un po’ d’aria (calda) e un po’ di silenzio. Me lo godo fin quando non viene interrotto, ma tu non ci sei più.

    1. Ho voglia di guardare fuori per guardare dentro. Quello che si vede è quello che ho dentro: Ho bisogno di fermare la vita con le immagini. La mia è fame di momenti, di attimi che diventano durata.
      Buona notte e buon domani.
      M.

    1. grazie cara, è bello condividere queste esperienze. A me è sempre piaciuto fotografare, l’avevo accantonato da un po’ di tempo, ma qualcosa si è mosso. Mi sta aiutando a sfogarmi questo blog. Mi ha aiutato a ritirar fuori qualcosa che era rimasto nascosto.

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