spiriti

cosa significa lo spirito per un ateo? questa domanda è enorme, imbarazzante, è un macigno. Provo a rispondere in qualche modo, ben sapendo di poter offrire una risposta parziale e insoddisfacente. Non sono filosofo, non ho salde conoscenze teoriche, questa è una captatio benevolentiae. Non ci sono esseri trascendenti che reggono le sorti del mondo, c’è una dimensione dell’interiorità che va oltre l’immanenza. Noi atei abbiamo una coscienza, abbiamo dei sentimenti, delle emozioni, anche se per qualcuno sembra strano.

Io insegno spesso, troppo spesso, in scuole cattoliche. Viviamo in un paese cattolico, esteriormente cattolico, ma con poca sostanza. La maggior parte dei cattolici che ho incontrato è farisea, La scuola della suora inquietante non è differente. I professori e la suora inquietante non sono differenti. La professoressa di religione ha una cinquantina d’anni, i capelli bianchi corti, l’erre moscia. Assomiglia un po’ a Rosy Bindi, tifa Juve. C’è una riunione nel loculo, la sala professori. La suora inquietante è terribilmente logorroica, la prof di religione interviene, quando facciamo un po’ di spiritualità per gli alunni. La frase è “un po’ di spiritualità”, un po’ di, come se fosse una medicina, come un po’ d’olio e sale nelle ricette. Le parole rivelano chi siamo. La suora annuisce, la prof di religione organizza una serie di incontri di spiritualità, guidati da due preti stranieri. Gli incontri avverranno durante le ore di lezione, anche le mie. A me fa un gran piacere, si fa per dire. 

Nei giorni successivi cerco di figurarmi di che cosa si tratta e penso a preghiere, padrinostri e avemarie, rosari vari. Arriva il prete straniero, è un giovane che sembra normale, con i baffi e la barba curati. Inizia a parlare e racconta di un passato di perdizione. Che cosa è la perdizione? Mafia, camorra, cocaina??? La perdizione, secondo quel giovane, è andare fuori la sera a bere una birra con gli amici. Siamo nel 2013, davanti a lui ci sono dei sedicenni, siamo nel 2013. La vita di quel giovane è cambiata, per aver conosciuto una comunità, di origine statunitense. Fa vedere un video, quel giovane. Siamo nell’era di internet, lui è un giovane prete, davanti a lui ci sono giovani. Va su Youtube, il video parte. C’è un uomo al pianoforte, americano. è un uomo bello, ben curato, con i capelli pettinati bene. è in un palazzo dello sport, pieno di giovani e un po’ meno giovani. Sono belli e vestiti bene. La canzone inizia e gli spettatori alzano le braccia al cielo. La loro espressione diventa quella di chi è ipnotizzato, sono in trance. La canzone ha un solo verso, poche parole che parlano di dio, che vengono ripetute per alcuni minuti, ossessivamente. è una riunione di una setta religiosa, cattolica, Il cantante ha un’espressione inquietante, cattiva. I 16enni italiani guardano quel video con aria di compatimento, disattenzione e derisione. Il giovane prete è estasiato. Il prete interrompe il video e decanta i pregi di quella specie di setta. Dice che gli ha fatto conoscere delle persone, dice che ha dato un senso alla sua vita. e continua ad esaltare quel video, in cui una pletora di ragazzotti assatanati ripete una cantilena ipnotica, che inneggia a dio. I 16enni italiani sono sempre più distratti, qualcuno sta continuando a compatirli. Io mi chiedo: è questa la spiritualità? cosa c’è sotto? c’è l’ipnosi. e sotto l’ipnosi? sotto l’ipnosi c’è il nulla. Per me il cattolicesimo non può essere quello, abbiamo letto Manzoni, abbiamo letto San Francesco, Don Andrea Gallo, Don Luigi Ciotti.

Non ho nulla a che spartire con loro, meno male.

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