Risorse disumane

Stamattina ho mandato delle mail a dei genitori e ragazzi della scuola dove sono stato fino a poco tempo fa. Ho ricevuto alcune risposte, ma una mi ha colpito. La madre di una ragazzina dolcissima di prima media mi ha scritto che la stronzetta che ho sostituito non è tornata. Hanno preferito nominare un’altra persona per due mesi, perché non ho partecipato a tutte le riunioni pomeridiane, avendo solo 10 ore, perché non ho partecipato a 1 open day, perché era il mio compleanno, perché qualche ragazzino stupido di terza media ha raccontato delle balle sul mio conto, perché non voleva essere sgridato. A me hanno detto che sarebbe tornata, me l’ha detto la suora che si occupa dell’amministrazione. Io l’ho detto ai ragazzi, mi hanno indotto a mentire, senza che io lo sapessi.

I cattolici sono don Puglisi, sono don Ciotti, ma sono anche questi. Questo è uno dei motivi per cui non sono cattolico. Questo è il rispetto della persona, questo è il rispetto nei confronti di tanti alunni, la stragrande maggioranza, che si era trovata bene con me. Questa è una scuola cattolica, considerata tra le più dignitose nella mia città. Questo è l’insegnamento per gli alunni. 

Queste sono le scuole che vengono finanziate dalla collettività, mentre le scuole pubbliche vengono deprivate di fondi. Questa barbarie mi spaventa, come cittadino, prima ancora che come insegnante. Capita a me e capita a tanti altri, magari capitasse solo a me. Non sarebbe un problema. Qualcuno diceva: socialismo o barbarie. Resterà solo un deserto di questa civiltà?

p.s. La suora inquietante è ammalata, pare abbastanza seriamente. Non riesco a provare nessuna particolare pietà, al di là di quella per l’essere umano. 

46 comments

  1. Che schifo! Paghiamo le scuole private ai figli di chi ci sta riducendo in schiavitù, mentre i nostri si devono accontentare di quel poco che rimane dai contributi statali. Il bello è che la retta delle scuole private è deducibile dalla dichiarazione dei redditi. Cornuti e mazziati! Mi spiace, è proprio una presa in giro per te, per due mesi di scuola…….

    1. mi fa veramente paura questo capitalismo. Non amo il capitalismo, ma, quando c’era il contrappeso di un forte partito comunista e dei paesi del Patto di Varsavia, era un po’ diversa la situazione.
      Mamma mia, a volte vorrei non avere futuro, a volte,…

    1. molte volte mi faccio delle domande, mi chiedo cosa posso avere a che spartire con delle istituzioni del genere, intendo le scuole cattoliche. Cerco di trovare dei punti di contatto, ci provo almeno, e la risposta è una: sono ancora più convinto di essere ateo e che non manderei mai un figlio in una scuola, dove, per poter dimostrare qualcosa, ti devi mettere in ginocchio davanti ad un’immaginetta. Ho appena replicato agli auguri di Pasqua di una bimba meravigliosa della scuola e ho dovuto pesare le parole, perché il mio dispiacere non diventasse livore, come effettivamente è. Questi loschi figuri della scuola hanno preso in giro me, hanno preso in giro tanti genitori, i quali hanno dimostrato e dimostrano tanta stima nei miei confronti. Mi fa molto ridere o arrabbiare, quando sento che qualcuno manda i figli alla scuola privata, per la “continuità didattica”, cioè perché abbiano gli stessi prof. infatti, si è visto!!!!. Vergogna, vergogna, vergogna!

      1. Si, infatti sono vergognosi. Ormai è chiarissima la tua validità come insegnante e come uomo, è tristissimo che in quella scuola non te l’abbiano riconosciuto. Secondo me, è proprio il tuo essere ateo ad averti penalizzato. La tua impronta laica si vede subito, per fortuna. Ma sai cosa ti dico? Una persona al tuo livello non deve nemmeno confondersi con certo schifo. Meglio così. Mi dispiace solo per i bimbi.

      2. Quello che dici è verissimo, per fortuna e purtroppo. Vorrei citare un episodio solo. Qualche mese fa mi arriva davanti una bimbetta piccola e simpatica, mi dice, la prof. di religione ha chiesto se ci insegna il padre nostro in tedesco. Cosa posso fare? Accetto. Insegno il padre nostro in tedesco, lo traduco e fine della festa. Qualche giorno dopo parlo di questo in seconda media. Una ragazzina mi dice, la prof. dell’anno scorso ci ha anche interrogato sul padre nostro in tedesco. Io non avrei mai pensato a questo. Credo che non serva a nulla interrogare sul padre nostro, credo che sia solo una perdita di tempo, ma il problema è un altro. Io non ci avrei mai pensato. Per me insegnare significa portare dei contenuti, senza dovermi per forza preoccuparmi della religione. Potrei essere religioso, ma non sono fondamentalista, non sono integralista. Sono laico, fiero di esserlo. Forse avrei dovuto pensarci, forse mi sarei conquistato una medaglietta, forse lo farò la prossima volta in cui mi chiamerà una scuola cattolica, ma rimarrò laico. Questa gentaglia sentirà l’odore di laico. Andiamo avanti, con il dispiacere, ma con la necessità di continuare.

      3. Mamma mia!!! Che tristezza! Ti giuro non ho paroleee! Mi viene una rabbia e ti capisco, ma tu non devi cambiare mai per questa gentaglia. Che vergogna enorme che un professore sia ostaggio degli alunni.solo perché pagano!!!!

      4. Non sono e non sarò mai integralista. Non è stato un grande problema per me insegnare il padre nostro in tedesco, ho perso 15-20 minuti. Quello che che mi contraddistingue è che io non potrò mai essere come loro. Non capirò mai che bisogna interrogare sul padre nostro, non capirò che ci vuole sempre quel passo in più, anche se nessuno te lo dice. Mah.

      5. Ho letto anche il commento sulla suora che contemplava l’immagine della madonna. Agghiacciante. E poi le preghiere dovrebbero essere sentite col cuore, altro che farne oggetto di nero nozionismo. Che schifo. Spero che quanto prima riuscirai a scordarti di loro.

      6. Per quanto sia difficile mi debbo ricordare che è normale che una persona pulita non possa piacere a persone sporche e questo dovrebbe consolarmi. Mi debbo anche ricordare che la maggior parte dei bambini e ragazzi delle superiori ha capito. Ho questi come compiti. Ci sarà sempre qualcosa che mi mancherà per potere essere apprezzato da quelle persone e meno male. Per un po’ ho ripulito quell’ambiente e quella pulizia che ho portato nei cuori dei bambini e dei ragazzi non potrà essere cancellata. Non me ne andrò mai del tutto da quel luogo, mentre la suora inquietante è già morta.

      7. Ahahah anche io! 🙂
        Ma io tendo a ingrassare… meglio che sto attenta!
        Oggi mi sono riempita anche di ravioli fatti in casa 😀

      8. Anche nella mia città, molte persone mandano i figli alla scuola cattolica, pensando insegnino meglio, in realtà non è così. Spesso gli insegnanti sono scarsi, buoni solo a ricoprire di compiti e verifiche quei poveri bimbi, che, poverini, son già stressati a 7 anni. Una vergogna 😦

  2. …pare te lo sentissi Michele…si, in cuor tuo lo sapevi. La tristezza non sapevi spiegartela. I tuoi umori, il tuo non essere soddisfatto era questa. E’ tutto il resto che ormai puzza.

    Mi spiace, oltre lo sdegno provo rabbia .sorda che non trova sfogo

    ciao
    .marta

    1. Ho avvertito, per più volte, da parte della suora inquietante, insoddisfazione per il mio lavoro. Questa donna ha dato credito alle pochissime voci a me contrarie, fregandosene dei tantissimi a favore. Mi sono sempre sentito sminuito, come quando avevo dovuto aspettare mesi, per poter usufruire di aule più decenti e attrezzate. Mi sono sentito sminuito, quando, tante volte, ho dovuto portare il mio pc portatile, come ausilio per le lezioni. Queste sono le scuole private, dove dicono che le lingue hanno importanza, dove gli alunni vengono fatti stare, è capitato più volte, in un’aula senza banchi. Sono le scuole in cui il lavoro delle persone conta zero, se queste sono invise a qualche ragazzino stupido. Sono le scuole della prepotenza e della calunnia, dell’arbitrio e della violenza, dell’ipocrisia. L’unica parziale consolazione è che questi sono un branco di zombi semoventi, a cominciare dalla suora inquietante, che è anche un bel po’ malata. Per fortuna nessuno, almeno in Italia, vuole più fare la suora e, quelle che ci sono rimaste, hanno età vetuste. L’aspetto più importante è la loro età mentale, il loro essere totalmente fuori dal mondo. Mi ricordo di un episodio dello scorso autunno. è l’anniversario della fondatrice dell’ordine di cui fanno parte le suore di questa scuola e la suora inquietante organizza sedute di spiritualità nella cappella interna. Le varie classi vengono fatte scendere e lei spiega. Parliamo di ragazzini di 11-14 anni, nel 2013. Magnifica questa suora, con tante chiacchiere vuote ed inutili, ma, l’aspetto più importante è uno. Con fare orgoglioso, parla di un’abitudine di questa suora, rimanere sveglia tutte le notti (come faceva?) davanti ad un’immagine della madonna. Cita, di passaggio, il fatto che avesse fondato delle scuole, ma, l’aspetto che la interessa di più è la contemplazione dell’immagine della madonna. Io non ho mai potuto capire e accettare questa religiosità di spirito medievale e penso che un preadolescente del 2013 sia del tutto fuori da questo mondo. Tu, suora, vorresti farmi credere di potergli inculcare l’idea di stare sveglio la notte a guardare la madonna? pensi che si veda da lì la bontà di una persona? per me una persona che passa le notti a contemplare una madonna è una perfetta psicolabile, non una persona da lodare. e poi, pensava che la potessero capire dei preadolescenti? quella scena era veramente ridicola, quella ottuagenaria con il velo sembrava che avesse due cento cinquanta anni. Quella donna puzzava di morte. Avrebbe dovuto e dovrebbe ritirarsi, per fortuna, almeno per quello, il mondo è cambiato. Queste forme di religiosità fanatica stanno venendo relegate a deliri di minoranze scervellate. Ora la suora sta male, da mesi sta male. Forse la natura dovrà fare i conti con lei, riducendo il numero di ruderi in servizio in quella scuola. La natura farà i conti, prima o poi, anche con gli altri, la maggioranza di loro, suore, ma anche laiche, non è giovane, le suore sono un bel po’ anziane. Adesso quei ruderi sono già morti, ma fanno ancora tanti danni, per mantenere il regno delle tenebre in quel maniero della famiglia Addams, dove ho lavorato per questi mesi. Vado a dormire, augurandomi almeno serenità. Per ora non mi sta venendo da piangere, mi sento con un grande sconforto dentro. Mi sento indifeso di fronte alla menzogna, alla falsità, ho in mano la sola arma che possiedo: la mia sincerità, la mia onestà. Passerà, passerà, mi debbo fare coraggio. Sono momenti duri, un bel po’. Buon domani.

  3. Che squallore! La cosa peggiore, in questi casi, è la disillusione nel rendersi conto che succedono cose che non immaginavi possibili.
    A questo punto, stai certo che troverai di meglio, perchè peggio di così…

    1. sto cercando di ragionare, anche se non è facile. Qualche mese fa venne a parlarmi la madre di una ragazzina di terza media. La figlia è un’insopportabile stronzetta figlia di papà, che guarda sempre storto e risponde con l’aria scocciata a chi non le da sempre ragione. La madre mi sembra una persona per bene. forse troppo morbida con la figlia? Parliamo, io le racconto che la figlia è brava a scuola, ma non si comporta molto bene. Le racconto che la sgrido e la madre mi da ragione. Questo è normale, o almeno dovrebbe esserlo. A un certo punto la madre mi parla delle scelte scolastiche future della figlia e menziona il liceo che anche io ho frequentato, un duro e prestigioso liceo PUBBLICO. Con fare perplesso si chiede come sarebbe stata la prima esperienza di sua figlia in un ambiente, meno protetto dice lei, come quello della scuola PUBBLICA, dopo aver sempre studiato nella scuola privata. Per me l’ambiente della scuola privata non è protetto, è solo un mondo a parte dove la realtà è diversa, dove non arriveranno mai corsi contro l’omofobia e dove non si può dire prendere per i fondelli oppure mettersi le mani in tasca. Nella scuola privata può succedere che un docente, perché è inviso a qualche ragazzino stupido (nonostante una maggioranza di favorevoli), veda il proprio incarico terminare due (due!!!) mesi prima della fine della scuola, senza un rinnovo doveroso, visto che la titolare non è tornata. è la scuola dove pochi prepotenti esercitano il potere dei soldi. La scuola PUBBLICA è piena di difetti, ci sono le graduatorie che si aggiornano durante l’anno, cambiando prof dall’oggi al domani, ma almeno quella è stupida burocrazia. è certamente irrispettosa di chi lavora, ma quelle sono delle scelte politiche e di gestione, che vanno cambiate. La scuola privata, che non chiamerò mai paritaria, termine ipocrita, è la scuola dove comandano pochi prepotenti. Queste scuole sono finanziate dallo stato, continuamente finanziate dallo stato, mentre le scuole pubbliche subiscono pesanti tagli. Avverto tantissima amarezza, anche se so di essere nel giusto. Ho fatto il mio dovere con coscienza. Ho seminato contenuti, ho seminato metodo, la mia passione, la mia sincerità, la mia superiorità morale. Però mi sento come se avessi preso un pugno nello stomaco. Sembra che sia inutile lavorare bene, sembra che conti solo la prepotenza, anche se so che non è così. Mah!

      1. Condivido la tua amarezza, ma gioisci del fatto che tu non sei parte di quel mondo. L’anno in cui ho lavorato in una scuola privata (non religiosa) il preside ha pensato di istruire noi docenti nuovi dicendo che la scuola era come un’azienda e gli studenti erano i “clienti” e ha ben pensato di aggiungere, qualora non fosse già chiaro il messaggio, che se capivamo questa cosa eravamo ben accetti, altrimenti no.

      2. Paradossalmente, avrei preferito che quella suora mi avesse detto questo. Ho avuto un bel po’ di successo, perché ho portato dei contenuti, perché ho portato me stesso. La stragrande maggioranza dei ragazzi si è resa conto dell’importanza di lavorare “bene”, sotto tutti i punti di vista. L’avversione di pochi è l’avversione nata dalla paura del diverso, dell’uomo mite e sorridente, dell’uomo che parla piano e non sta su un piedistallo. A me, in realtà, non piace che gli alunni siano clienti, mi piace che si capisca veramente il valore della persona. Sono abbastanza onesto per svolgere questo lavoro, con la consapevolezza di esserne in grado. Meno male che ho il mio piccolo mondo, la mia attività, per non sentirmi soffocato da questo schifo.

  4. Beh, sai, non per voler difendere la scuola religiosa, ma io in trentasei anni alla scuola pubblica, di cose così e anche peggiori potrei raccontarne da fare mattina e poi notte e poi mattina di nuovo. Ne cito solo due: la supplente a cui non è stato rinnovato l’incarico perché il preside ci ha provato e lei non gliel’ha data, e lo scolaro che stavo sgridando e lui, dopo tre parole mie, mi volta il didietro e se ne va, e prende la porta. Precisazione per chi fosse estraneo alla scuola e alle sue regole: uno scolaro non può uscire dalla scuola senza l’autorizzazione del preside. Di conseguenza, non solo per la manifesta indisciplina e mancanza di rispetto, ma anche perché se fuori dalla scuola gli fosse successo qualcosa io sarei stata chiamata a risponderne, ho messo una nota sul registro descrivendo l’episodio e il suo allontanarsi. Vista la nota, lo scolaro è andato dal preside (non lo stesso dell’altro episodio) a frignare che lo avevo trattato male e il preside mi ha convocata e senza neppure chiedermi la mia versione dei fatti mi ha aggredita gridando: “Lei la deve smettere di maltrattare Thomas!”

    1. Non credre, anche nel mondo ecclesiastico si usa il sesso per far carriera. C’è una nota rivasta cattolica, diretta da preti, che funziona esclusivamente così.

      1. Hai appena raccontato che un ‘insegnate non era stata confermata per non averla data al preside…. Per dire che non succede sono nel pubblico, ma anche nelle aziende religiose.

      2. Ho raccontato alcune delle moltissime cose che succedono nella scuola pubblica per rispondere a Michele che sembra convinto che certe porcate accadano solo in quelle cattoliche…

      3. Sì, l’avevo capito. Ma dato che Michele non ha mai parlato di ricatti sessuali, volevo solo specificare che anche nelle aziende religiose accadono, tutto qui. Etero, omo, bisex, di tutto e di più. Non voglio fare a gara di quale sia l’ambiente peggiore, solo sottolineare che lo schifo in Italia è dappertutto. Purtroppo sotto un potere c’è sempre una persona che soffre.

      4. Io ho paura della mancanza di libertà di scelta, ho paura dell’imbarbarimento generale. Non vorrei vivere in un paese dove le suore sono l’unica scelta. Non chiedo mica molto. Almeno credo.

      5. Io ho trascorso solo un anno nella scuola pubblica e mi sono sentito travolto da un ambiente troppo grande e confuso. Ci sono 1300 studenti, un piccolo paese, e un preside che rifiuta i problemi, quando non hanno profili penali. Ci sono insegnanti straordinari, veri donne e uomini pieni di coscienza civica, poi ci sono uomini e donne piccoli, chiusi e rigidi. Le scuole non dovrebbero essere così grandi, anche quel preside è perso nel mare, però preferisco la scuola pubblica. Ci sono più garanzie, con tutti i problemi. Quando caspita mi chiameranno nella scuola pubblica?

      6. I ciellini parlano con molta prosopopea di libertà di scelta, ma ci sono i comuni che hanno liste di attesa per gli asili e finanziano le scuole cattoliche, in spregio alla Costituzione. La libertà di scelta non esiste, esiste solo una regressione verso una teocrazia minacciosa. Prima va finanziata la scuola pubblica, solo la scuola pubblica, con molta serietà e attenzione, poi, cosa si fa? cambiamo la Costituzione? Finanziamo le private, vogliamo finanziarle? Io sono per il no, sono scuole di parte. Vogliamo finanziarle? Dobbiamo controllarle, dobbiamo esigere il rispetto delle regole, per il bene delle scuole private buone. Dobbiamo controllarle, anche se non le finanziamo, perché le scuole, anche quando sono private, svolgono una funzione pubblica. Non debbono essere superiori alla legge, debbono garantire qualità. Se una scuola non prolunga il contratto ad un docente, perché non vuole andare a qualche riunione o perché sta sulle balle a qualche ragazzino idiota, quella non è una buona scuola, quella scuola non dovrebbe avere un centesimo.

      7. Penso che la vita del clero cattolico stimoli le turbe sessuali, ad esempio con il celibato. Io mi spavento quando vedo che dei genitori sono costretti a mandare i figli nelle scuole cattoliche, perché le scuole pubbliche non hanno posti. Questa è dittatura.

    2. Il discorso che fai è molto importante e molto complesso, perché chiama in causa l’idea dello stato che abbiamo. Volevo partire con una precisazione: mia madre ha lavorato per 30 anni come statale e mi ha raccontato vizi (tanti) e virtù (tante) di quel mondo. Penso che presidi come quelli abbiano contributo a screditare l’immagine della scuola pubblica e a far pensare a più genitori, che la privata fosse una soluzione. Hanno un’idea privata dello stato. Penso che questa sia la conseguenza di un paese malato di individualismo, che si trova coeso solo per i mondiali di calcio. Intendiamoci, non sono nazionalista, ma sono contro i particolarismi. La scuola pubblica è già stata privatizzata da questi presidi, i quali hanno gestito i loro istituti con criteri di spaventoso inefficcentismo, dal punto di vista umano, culturale ed economico. Le continue cosiddette “riforme”, le quali assegnano sempre più potere ai presidi, non fanno altro che spingere a questa ideologia proprietaria. Si aggiunga anche il fatto che, molto spesso, sono chiamati a dirigere istituti con 1300 studenti, come quello in cui ero l’anno scorso, oppure più istituti contemporaneamente, rischiando di svolgere male il proprio incarico. Penso che quest’era di accentuata precarietà non faccia altro che accentuare protagonismi e autoritarismi, sia nel pubblico, che nel privato. Ritengo anche che nella scuola pubblica ci sia di più l’ombrello della legge rispetto alla scuola privata. Io ho dovuto lavorare, se volevo lavorare, due anni in una scuola privata, senza contratto. Non sarebbe mai successo in una scuola pubblica. Penso che le scuole cattoliche, che sono la stragrande maggioranza delle private, abbiano sofferto di crisi di monopolio. L’Italia è un paese “troppo” cattolico, dove il vaticano è un potere incontrastato in molti campi. Le scuole cattoliche nascono e prosperano nell’assenza di controlli, i quali non permettono di fare giustizia tra chi lavora male e chi sa lavorare, innescando deliri di onnipotenza pericolosi. I dirigenti scolastici sono in carica da decenni, diventando delle specie di monarchi. Sono legati ad idee piuttosto rigide e un po’ ottuse. Non sono neanche in grado di gestire la scuola che dirigono con criteri razionali: ho insegnato e fatto imparare il tedesco a persone, le quali, per la gran parte, erano entusiaste di me e questa, a due mesi dalla fine dell’anno, non mi prolunga il contratto per prendere una terza persona. Delle due l’una: se io fossi stato così scarso, avrebbe dovuto allontanarmi prima, oppure questa idea è totalmente bislacca. Se io avessi danneggiato gli studenti, questa, mi avrebbe lasciato libero di andare avanti? Non ha senso questo ragionamento. Non ha senso anche l’avermi mentito, raccontandomi che sarebbe tornata la titolare. (io avevo qualche sospetto) Va bene che la suora è ammalata, ma avrebbe potuto farmi dire da altri capoccioni, in modo brutale, che io non andavo più bene. Non ha senso. Ha fatto solo del male a quella scuola, che, come tutte le scuole private, è in crisi. La media borghesia ha sempre meno denaro ed è, molte volte, costretta a risparmiare e a mandare i figli alla scuola pubblica. Queste scuole private non sono solo capitaliste, sono feudali. Meno male che il feudalesimo è finito.

      1. Io, nel corso della mia carriera, ho avuto sei presidi: uno abilissimo manager e uno umano. Gli altri vanno dal maiale al ritardato al paranoico al sadico a quello che si chiudeva in presidenza col consulente psicologico a farsi delle gran discussioni sulla Vergine Maria (giuro che non me la sto inventando). Ombrello della legge, dici tu. Fino a un certo punto: se sei di ruolo tu scegli la tua scuola fra quelle disponibili e il preside ti deve tenere; se sei precario, l’ultima parola è la sua. E anche se sei di ruolo e ti deve tenere, può comunque renderti la vita impossibile: quando a causa del preside sono scappata dalla scuola in cui insegnavo all’epoca, trasferendomi in un’altra, in due anni siamo scappati in dodici insegnanti (su un organico di una quarantina), più due segretarie e quattro assistenti di segreteria (di una segreteria composta da una segretaria e due assistenti); una collega che per ragioni di famiglia non aveva la possibilità di trasferirsi (in paese c’era una scuola sola, quindi trasferirsi voleva dire spostarsi di brutto), è finita alla neuro. Casi limite? Non lo so. E’ un dato di fatto che le mezze cartucce, se hanno in mano un milligrammo di potere, lo usano tutto. Anche senza guadagnarci personalmente niente, solo per dimostrare a se stessi quanto sono potenti e dare un senso (l’unico) alla propria vita. E questo vale in tutti gli ambienti, dall’ospedale alla scuola ai giornali ecc. E poi c’è la burocrazia. Un mantra di cui tutti si riempiono la bocca, per venire al tuo caso specifico, è quello della continuità didattica, e proprio in questo campo ho visto le cose più allucinanti. Un caso per tutti: un’amica precaria insegna per alcuni anni in una scuola, sempre nelle stesse sezioni, portando avanti delle classi di studenti. Un anno si trova fuori, perché una con punteggio più alto del suo ha preso quella cattedra, e lei ne deve prendere un’altra. Qualche tempo dopo viene a sapere che quella che le aveva soffiato il posto, aveva scelto quella cattedra provvisoriamente, in attesa delle scelte in un’altra graduatoria, per lei più appetibile, e siccome alla fine riesce a piazzarsi anche in quella graduatoria, sceglie quella, e le classi della mia amica restano scoperte. Appena lo viene a sapere, si precipita a chiedere che vengano date a lei ma le viene risposto che no, non si può, quelle classi devono essere assegnate alla persona che, arrivati a quel punto delle selezioni, si trova al primo posto di quelli ancora senza cattedra. Certo, nel tuo caso c’è in più l’inganno, la malafede, la menzogna, e sono cose che fanno molto male (io lo so) ma, credimi, non è un’esclusiva della scuola cattolica o delle scuole private.

      2. Penso che ci siano miriadi di problemi nella scuola, ma, al principio di tutto, c’è una cultura, c’è una politica deteriore. La cultura è il fondamento di un paese, senza cultura il paese affonda nella barbarie. La cultura va finanziata, le scuole vanno ampliate, vanno rinnovate, con uomini e donne nuovi, nel pieno senso della parola. Ci vogliono insegnanti nuovi, nella testa e nello spirito. La cultura, però, è sovversiva, tanto sovversiva.

      3. Se tu vai nella mia scuola a qualunque ora del pomeriggio in qualunque giorno della settimana, ci trovi gente che lavora: al di fuori del proprio orario (che già di suo da noi, dove c’è un contratto particolare, è di oltre trenta ore la settimana, oltre ovviamente a tutto il lavoro da svolgere a casa, preparazione, correzioni, produzione di materiali didattici ecc.). Lavorano extra, senza ricevere un centesimo in più, senza ricevere un grazie da nessuno, semplicemente perché sentono il bisogno di dare di più per svolgere meglio il proprio lavoro. Queste persone ci sono, penso, in tutte le scuole, ma si tratta sempre di iniziative individuali (più meno, per passare a un altro dei miei temi, come i preti e le suore che nascondevano gli ebrei, per iniziativa personale e non certo su disposizione del Vaticano). Poi ci sono quelli come quel mio collega che non dava mai compiti per non avere poi da correggere, e spiegava: “Per quello che guadagno, lavoro già anche troppo”. Manca un’etica del lavoro condivisa – e credo che questa si trovi molto più nel mondo protestante che in quello cattolico: non dico che questo sia la causa di tutto lo sfacelo, ma sicuramente intorno a questo girano molte cose.

      4. Penso che sull’etica protestante tu abbia un bel po’ di ragione. Penso che difetti anche l’etica laica, l’etica di chi non disprezza la religione, ma ragiona a prescindere di essa. Io so che cosa è giusto o sbagliato, in nome di premesse che appartengono a varie culture, tra cui quella comunista. Io lo so, ma ci sono tante persone che scambiano la cultura laica per un nichilismo senza valori. Penso che lo spirito che dovrebbe permeare un po’ tutti debba essere quello di svolgere con passione il proprio lavoro. è difficile? sì che lo è.. è allora, quali sono le soluzioni? Penso che ognuno dovrebbe svolgere il proprio lavoro con l’idea di farsi del bene, salvo l’eccezione dei lavori molto pericolosi. Credo che saper fare il proprio lavoro aumenti l’amore di sé, provare ad imparare a svolgere il proprio lavoro faccia aumentare l’autostima. Molti non hanno consapevolezza dell’appartenenza alla razza umana e alla società umana. Per me insegnare è un impegno continuo, è quella spinta che mi fa venir voglia di mettermi al computer anche dopo cena, per creare una lezione. Mi piace usare il verbo creare, perché le mie lezioni sono proprio mie. Mi ispiro ad alcuni miei grandi insegnanti, ma mi piacciono i miei percorsi mentali, mi piace la personalizzazione. Per me insegnare è prendere il tablet al ristorante e prendere appunti su una lezione che voglio preparare. Per me insegnare è dare tanti contenuti, costruiti con logica, con la logica di chi vuol far capire che una materia non è un’isola. Quando spiego tedesco, cerco di far vedere collegamenti e differenze con l’italiano. Debbono capire perché una regola va applicata in quel modo. Sono quello che chiede perché, tante volte, quando interrogo e quando faccio le domande dal posto. Molte volte chiedo perché ancora prima di svelare se hanno risposto bene oppure no, perché a me interessa l’argomentazione. Penso che un insegnante debba colpire anche l’immaginario. Non si può lavorare, secondo me, senza avere l’idea che ci vogliono immagini profonde, che lascino il segno nella testa dei ragazzi. Ed è in quel momento che decido di preparare delle schede sugli aggettivi in tedesco, associate ai personaggi dei Simpson. Oppure preparo tante altre cose, come le canzoni rock o rap, che uso come pretesto per insegnare il lessico. E loro si ricordano, imparano. Questo è il mio modo di lavorare, questo è quello che sono.

      5. Qualcuno ha detto che, qualunque cosa uno insegni, finisce sempre per insegnare se stesso, e credo che in questo ci sia molta verità. E allora ti spieghi perché certe persone abbiano così poco da insegnare, e qualunque cosa insegnino, non ne lasciano alcun segno.

      6. Hai perfettamente ragione. Posso aggiungere una cosa che mi rende orgoglioso: vorrei rivolgere i miei complimenti a voi follower per la qualità dei contenuti e dei toni che tenete in questo blog. Riuscite ad elevarlo. Imparo molto.

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