politica

La politica non ha interpreti affidabili. Non mi dispiace il movimento 5 stelle, come ho sempre ribadito, ma non può essere il futuro, può essere solo un presente. Bisogna parlare di comunismo nel ventunesimo secolo, avendo ben chiara la lezione dei padri, ma bisogna declinarla con parole convincenti, bisogna parlare del qui ed ora e parlare del futuro, di come vogliamo che sia. 

Non penso di potere essere un valido teorico, non penso che diventerò un leader politico. Non credo di averne la stoffa, sono troppo timido, non riesco ad avere una visione di insieme chiara della realtà. Non credo di essere un lettore a 360 gradi del mondo. Magari lo sono, magari diventerò il nuovo Lenin, però non mi sento ignavo. Insegnare è il mio modo di far politica.

Ho letto qualche giorno fa che gli italiani lavorano sempre di più, guadagnando in proporzione sempre di meno. Sono sempre più convinto che bisogna lavorare bene, non solo tanto. Faccio il libero professionista, per me il lavoro deve valere, al di là del tempo. Lavorare troppo toglie il tempo all’affettività. Tutte le volte che inizio una lezione dedico un minuto o due alla chiacchiera con gli alunni, parlando anche di “sciocchezze”. Se finisco la lezione qualche minuto prima, fraternizzo con gli alunni, se ci riesco naturalmente.

Qualche lunedì fa inizio una giornata pesante. Ci sono tante traduzioni da fare, debbo andare in tribunale. Mi alzo presto e incomincio una corsa affannosa per stare al passo. Correre affannosamente finisce per toglierti il tempo per pensare, il tempo per amare. Faccio in fretta, sono solo davanti al computer e il tempo mi sfugge. Mi sento schiavo del tempo. Finisco quello che devo fare e vado in centro. Da quando non sono più a scuola non riesco più a passare davanti alla scuola nella quale ho insegnato. Per mia fortuna o sfortuna è vicina a casa mia. Ma torniamo a quel lunedì, vado da un avvocato a prendere della documentazione, ci sono imprevisti, corro contro il tempo. Il tribunale sembra un suk: caos, frustrazioni, impegno e la legittima rabbia di impiegati che sono vittime dei tagli alla giustizia. Queste sono scelte politiche che entrano nella carne viva delle persone. Tratto con gli impiegati, cerco di far valere le mie ragioni, capendo le loro. Il mio amico cancelliere mi da retta, è stanco e stressato, come lo sono gli altri dipendenti del tribunale, anche chi non si occupa di traduzioni giurate. Io percepisco la tristezza, percepisco la tensione, io sono stanco e un po’ snervato. Sono uno preciso nel mio lavoro, gli imprevisti, causati dalla inettitudine del cliente, mi disturbano, come è normale. 

La mattinata è diventata primo pomeriggio, è grigio, sembra quasi autunno. Vado a mangiare, mi manca circa mezz’ora per arrivare a casa. Sarò da solo a mangiare, per compagnia solo un giornale oppure un buon libro, oppure il tg. Mangerò in fretta, prima di ricominciare il lavoro, correre, correre, correre e non pensare. Mi sto avviando verso il parcheggio sui viali di circonvallazione, sono fermo al semaforo, a piedi. Guardo per terra, quando mi accorgo di un saluto. è AR, una dolce bimba di prima media, che mi ha visto e mi saluta con un gran sorriso. è un sorriso gioioso, aperto, sincero, luminoso. Ha i capelli legati, e i paraorecchi. C’è vento, è normale. AR è una bimba un po’ più alta delle sue coetanee, con gli occhi grandi tra il verde e il marrone e il viso tondo. AR è una bambina bella, con i capelli biondo scuri lunghi e mossi, che finiscono un po’ sotto le spalle. Ha lo sguardo della bimba, ha lo sguardo maturo, è per mano al suo papà. Il suo papà è un bel ragazzo sorridente, con i capelli appena un po’ imbiancanti e la barba. Il suo papà è una bella persona, una persona aperta come la bimba. Probabilmente la guida del papà, ma anche della mamma, che ho avuto l’onore di conoscere, ha contato nell’educazione della famiglia, ma non solo. AR è lei, è lei e basta, con il tono della voce più adulto della media della sua età. AR è la migliore della classe, perché ama la cultura, ama sapere, non ama solo il bel voto, AR ama la cultura, perché ama la vita. AR è una persona educata, ma la sua educazione non è vuota forma, la sua educazione è il riflesso della sua interiorità, è il riflesso del suo rispetto e del suo amore per il genere umano. AR è una delle tante prove vivente che i bravi vanno sostenuti, vanno stimolati, non vanno ignorati, perché considerati più forti e, dunque, non meritevoli d’aiuto. Anche io ero uno di quelli bravi, quando avevo la sua età, ero più timido. AR ascolta, ma non è passiva, lo raccontano i suoi occhi, lo raccontano le sue domande. La presenza di persona come lei mi stimola a fare meglio, A volte mi sono sentito quasi a disagio, ho avuto paura di non essere stato all’altezza delle sue aspettative. Mi sono sentito un po’ deluso di me stesso a volte, anche se la vedevo sempre attenta, costante, partecipe. Pensavo, a volte, che fosse delusa di me, poi mi ha scritto delle parole, il venerdì sera prima di concludere questa esperienza, mi ha scritto delle parole intrise di verità, che mi hanno riempito il cuore, poi ho visto i suoi grandi occhi spalancati in uno sguardo triste, quando l’ho salutata, quell’ultimo schifoso giorno. 

Ho capito di aver fatto bene a dare retta ai miei sentimenti. Quando l’ho incontrata, quel giorno, quando mi ha sorriso, il suo sorriso mi ha illuminato la giornata. è spuntato il sole, grazie al sorriso e al saluto di una bambina di 12 anni. Per fortuna lei si è accorta di me, io guardavo per terra pensieroso, non mi sarei accorto di lei, avrei perso la possibilità di rischiarare la giornata.

La tecnologia avrebbe dovuto, dicevano, renderci padroni del tempo, era un’illusione. Il liberismo, il capitalismo nella sua versione più cattiva, ci hanno resi ancora più schiavi. E non troviamo il tempo per scambiare una chiacchiera con gli amici, con un conoscente, con un collega. E rischiamo di perderci un saluto e un sorriso. E rischiamo di non vedere il sole, in una giornata nuvolosa di inizio primavera, che sembra autunno. 

P.S. Quando conosco delle persone come AR, le vorrei come mie figlie. Che invidia per i loro genitori!

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8 comments

  1. Non vorrei deluderti ma il M5S è paragonabile alla Lega, capaci solo d’insultare ed accusare con grandi e forti principi. Poi abbiamo visto tutti com’è andata a finire. Non lanciarti in professioni non tue, la politica lasciala a chi ha il pelo sullo stomaco, tu pensa a formare giovani menti che sono il nostro futuro. E non credere, con i tuoi figli non sarà così roseo, è dura farsi ascoltare da loro. Quelli degli altri sembrano sempre perfettini ma è solo un’apparenza. Quello del genitore è il lavoro più bello e duro, ma non dare mai tutto per scontato.

    1. Capisco, e in buona parte condivido, le tue preoccupazioni. Parto dal principio che sono molto scarso a ragionare su quel tipo di politica. Ho fatto parte del Comitato Politico Federale di Rifondazione, sono stato segretario di circolo, ma non credo di avere un’ottima visione di insieme delle cose. La lega è, o forse è stata, una risposta sbagliata a dei problemi giusti, secondo me. La lega prospera quando il senso di precarietà invade settori operai e del ceto medio. L’insicurezza è data da politiche economiche che hanno reso più povero e insicuro questo settore della società. La torta del capitalismo è diventata sempre più piccola. La lega ha dato una risposta semplice e diretta, brutale ed efficace. Ha parlato di roma ladrona, ha dato la colpa all’immigrato e al meridionale. Ha intercettato una parte di società difficile, quella che non legge, che ha poca cultura, pochi interessi oltre a quelli della sussistenza. Una volta il Pci sapeva parlare a quella parte di società. Hanno puntato il dito contro il marciume della fine della cosiddetta prima repubblica, poi si sono rivelati agli occhi di tutti o quasi quello che avevamo, in pochi, sempre pensato, un’illusione, un movimento fascistoide e di opportunisti. Però dobbiamo chiederci, è questo l’importante, perché tanti che votavano Pci, hanno votato per anni per la lega. Questa mattina ero nel centro della mia città e i miei occhi sono stati ancora una volta colpiti dalla povertà che aumenta, dalla sporcizia,dal disordine e dal rumore. Qualche anno fa ascoltavo distrattamente una trasmissione di una pseudoradio di sinistra in cui due tizi, sostenevano il disordine e il rumore, specie quello notturno, come espressione della libertà delle persone, invitando i rompicoglioni, così li chiamavano, a cambiare casa, se proprio non potevano resistere al rumore. Questo è uno dei motivi , non so se il più importante, per cui i proletari votano lega. Il governo di centrosinistra aumenta i ticket, precarizza il lavoro e non si può dormire la notte. La sinistra non sa parlare, non vuole parlare a questa parte di società. Parlando dei 5 Stelle, condivido parte di quello che scrivi. Non mi piacciono granché i toni da ultimo profeta di Grillo, però, mi pongo e ti pongo una domanda. Proviamo a togliere per un momento la questione dei toni urlati dal ragionamento sui cinque stelle. Quali sono le loro parole d’ordine? Parlano di acqua pubblica. è di sinistra? parlano di wi-fi generalizzato. è di sinistra? restituiscono i soldi dei rimborsi. è di sinistra? Hanno contribuito a svelare la magagna del regalo alle banche. è di sinistra? Ci sono molti elementi di sinistra nel movimento 5 stelle, poi, certo, non è tutto rose e fiori. C’è la deputata che riabilita mussolini, c’è grillo che dice scempiaggini come quella “non siamo né di destra, né di sinistra”, ci sono i deliri di certi deputati, ecc. ecc. Però fanno opposizione, però si sono battuti e si stanno battendo contro gli stravolgimenti della Costituzione, tentati da questi governi. Fanno opposizione anche dura, ma ci ricordiamo dell’opposizione di una volta? Chiediamoci, è esistita negli ultimi vent’anni una vera opposizione, che ha fatto ostruzionismo, che ha cercato di bloccare il più possibile le varie porcate berlusconiane. Ricordiamoci le assenze del centrosinistra in aula sulle leggi ad personam. Molti di questi parlamentari sono preparati, sanno quello che dicono. Secondo me hanno fatto bene a non compromettersi più di quel tanto con il centro sinistra, avevano fatto bene a proporre Rodotà alla presidenza della Repubblica, proprio per mettere in luce le contraddizioni del pd. Penso che se il m5s si fosse, anche solo in parte, fatto coinvolgere, a quest’ora sarebbe già stato ridotto come la lega. Questo partito o movimento, a seconda di come lo vogliamo chiamare, è un cocktail nel quale ci sono anche persone che votavano a destra, ma la gran parte dei loro elettori viene dalla sinistra. Senza il m5s sarebbero diventati astensionisti, si sarebbero ritirati dalla militanza. Ho parlato con più di un militante del m5s e ho trovato più persone che si sentono fautrici di una visione messianica e un po’ fondamentalista della politica. Non mi piace, mi mette un po’ disagio. Non amo la religione, né in chiesa, né in politica. Credo che sia necessario solo ed esclusivamente un buon partito comunista che parli con altre parole, sempre ammesso che sappia creare la lingua giusta. Credo che voterò la lista Tsipras, alle prossime elezioni, pur avendo pochissima fiducia in questa curiosa accozzaglia. Penso che la mia dimensione politica sia la scuola, quell’altra politica è un vestito che mi sta stretto. Mi sento a disagio, perché non sono a casa mia politicamente e penso che il senso delle parole venga pervertito da questi pseudopoliticanti disonesti. a scuola mi sento spesso a mio agio, la politica in quell’altro senso non mi manca tanto. Penso che la cultura, il sapere critico siano rivoluzionari, penso che l’amore per la cultura sia più che rivoluzionario. Capisco bene, anche se non lo sono, che fare il genitore sia difficile, anche di bravi ragazzi. Io ho dato qualche (pochi) problema ai miei genitori e me ne rendo conto, ma mi piacciono le sfide. Comunque sono contento della sfida dell’insegnamento. debbo farmi trovare pronto.

      1. Io invece la penso diversamente sul M5S. Il movimento è nato da Beppe Grillo, uomo di sani e grandi ideali, sfrontato da sempre verso la politica, il primo ad accusare apertamente Craxi e PSI e successivamente ad accusare multinazionali e sprechi della vita comune, non per niente il suo Blog è fra i più visitati al mondo. Ma ha toppato in una cosa, affidandosi nella gente comune. Adesso ci ritroviamo Parlamentari poco preparati, poco più di burattini impazziti. Io posso amare anche la mia squadra di calcio, ma la soluzione migliore non è sicuramente scendere in campo personalmente, c’è bisogno di gente che sappia giocare bene! E comunque non parlano molto di sinistra, i seguaci sono soprattutto berlusconiani pentiti, imprenditori e fancazzisti. Mi fidavo molto di Grillo fino a qualche anno fa, ci credevo veramente, ma i risultati sono molto deludenti. Stanno gestendo malamente perfino Parma, una piccola cittadina. Attualmente non vedo nessuno che possa prendere le redini del paese, e Renzi mi piace sempre meno. Secondo te che altre alternative abbiamo? Ho bisogno di suggerimenti.

      2. Volevo cominciare da un ringraziamento. Questo scambio di idee sta diventando sempre più ricco e soddisfacente, pieno di educazione. Penso che il partito di Grillo sia una risposta alla crisi della politica. Io sono convinto che sia un’insalata mista, dove ci sono elementi di destra, ma anche elementi di sinistra, messo insieme in modo un po’ scriteriato. Penso che tutti dovrebbero occuparsi di politica, a 360 gradi. Credo che un politico, a qualsiasi livello si trovi, debba studiare, per evitare di dire stupidaggini. Credo che il partito dovrebbe essere un’intelligenza collettiva, dove l’intellettuale e il militante fanno e ragionano allo stesso tempo, come era il PCI, ad esempio. Penso che i parlamentari del M5S abbiano fatto dei passi avanti rispetto agli inizi, ma, se posso trovare un limite, mi sembrano dei bravi impiegati, dei bravi ragionieri, senza nulla togliere a queste categorie. Pochi giorni fa guardavo Servizio Pubblico e c’era ospite Paola Taverna, Ha esposto le sue tesi, ha elencato numerosi dati a supporto di esse. Mi sono trovato d’accordo su quasi tutto quello che lei diceva, poi mi sono fatto una domanda. Sono abituato a cercare sempre qualcosa che manca, il dubbio, anche quando sono d’accordo. Mi sono chiesto: è efficace quello che sostiene, è giusto, certamente, ma che prospettiva ha tutto ciò che Paola Taverna rappresenta? è un partito, un minestrone nato grazie ad uno che faceva il comico, il quale ha centrato anche dei punti importanti e giusti della politica, ma ha creato qualcosa di abbastanza indeterminato, legato alla sua personalità. Penso che il M5S, come tutti i partiti “personali” (sì, non nego che Taverna, Di Battista ed altri siano bravi, ma, senza Grillo?), sia un fenomeno transitorio. Potranno durare 5 anni, 10 anni, ma non credo più di tanto. Magari saranno il grande fenomeno della politica e cambieranno in meglio tutto, però non sono convinto. Non nego che il M5S abbia sostanza, le proposte ci sono, pur mancandone alcune,come quelle relative alla sicurezza sul lavoro (io non ne ricordo), però devono scegliere cosa fare da grandi. O sei di destra o sei di sinistra, non esiste essere “oltre”, come proclamano loro. Non è assolutamente vero che destra e sinistra siano morte: martoriare la scuola pubblica è di destra, perché la scuola pubblica è la scuola di tutti e per tutti, migliorare la sicurezza sul lavoro, attraverso la prevenzione, ma anche attraverso la repressione di chi viola le regole, è di sinistra, perché la sinistra deve tutelare i lavoratori per definizione. A Parma i grillini sono stati sconfitti, tra gli altri aspetti, sulla questione inceneritore, molto molto grave e simbolica. I grillini hanno una dote; sanno analizzare il periodo. L’Italia è un paese tecnicamente fallito, per colpa dell’insipienza dei politici che l’hanno governato e delle varie istituzioni internazionali, come UE, OCSE e FMI, le quali impongono ricette ammazzaeconomia, prontamente applicate dagli scendiletto al governo. Il capitalismo è in crisi, per la sua stessa natura, e perché ha osato troppo, applicando ricette troppo pesanti. L’implosione del blocco comunista ha fatto venir meno un contrappeso e le varie economie dei paesi occidentali non hanno trovato di meglio che passare dal keynesismo, il quale aveva dato qualcosa a molti, al liberismo, al toyotismo. Il keynesismo era nato come elemento di redistribuzione del reddito, ma anche come modo per evitare la rivoluzione proletaria. Il ceto medio sta scomparendo, i sottoproletari stanno aumentando, è stata cancellata l’idea di futuro che avevamo, da parte del potere. Sempre più giovani emigrano all’estero, molti dei quali con lauree, qualifiche importanti. Le politiche economiche globalizzate vogliono che l’Italia diventi, se non lo è già, terzo mondo d’Europa, al pari della Grecia. In queste condizioni ci sono due possibilità, o scoppia la rivoluzione, o la dittatura. L’arresto dei secessionisti veneti di qualche giorno fa definisce molto bene la situazione esplosiva. L’Italia sta diventando un deserto, in mano a presunti uomini del destino che credono di spaccare il mondo. Matteo Renzi promette riforme mirabolanti, avendo una maggioranza scarsissima al senato. Questo fa capire quanto siano disonesti e fuori dalla realtà i nostri politici. Parliamo solo di due dati: il salario reale, tornato ai livelli del 1995, i laureati et similia, che quando vanno all’estero guadagnano molto di più che in Italia, con posizioni stabili.
        Con una situazione così questo paese diventerà un deserto, destinato all’estinzione o alla distruzione. Mi ricordo ancora una partigiana, la quale, quando le chiedevamo consigli sulla situazione politica italiana, funestata da berlusconi e dalla sinistra incapace, rispondeva, meglio, meglio. Più cadiamo in basso, più facilmente potremo risalire. Spero che lei avesse ragione. Penso che le persone di buona volontà debbano stare all’erta, partecipare e cercare di unirsi, per quanto possibile. Io cerco di fare bene il mio lavoro, con spirito sempre più costruttivo e con pazienza e costanza, per fare crescere delle persone. L’unica salvezza possibile sta nelle scuole, secondo me. I ragazzi sono molto meglio di quel che pensiamo, la maggior parte almeno. Dobbiamo lavorare, lavorare, lavorare, portare contenuti, insegnare loro a ragionare. Dobbiamo stare al loro fianco, senza invadere i loro spazi, ma portare quel che di buono abbiamo. Lo so, le risposte che ho dato sono deludenti e parziali, ma viviamo in uno scenario di desolazione e anche le idee ne risentono. La resistenza a questo stato di cose è l’unico modo per provare a far cambiare la storia. Mah, sono perplesso.

      3. Caro compagno, mi fa piacere condividere con te i miei pensieri, ma soprattutto arricchirmi con i tuoi. Sei una persona estremamente preparata e sinceramente non sono alla tua altezza, io vivo la politica molto passivamente e mi sento molto ignorante in materia. 🙂
        I primi vaffaday erano simpatici e divertenti, ridicolizzavano un berlusca che agli occhi del mondo era un macchietta e solo in Italia non ce ne accorgevamo. Ma adesso lo vogliamo fare un passo in più? Vogliamo essere un po’ più educati? Sono più di 20 anni che sopportiamo la maleducazione leghista, ne abbiamo abbastanza dei cafoni, dei Brunetta, Calderoli e non so quanti altri. Ho iniziato ad avere dei dubbi su Grillo quando fomentava di eliminare i sindacati…… i sindacati?? E poi? Mettiamoci anche a 90!!
        E mi ha deluso Renzi quando ha riproposto l’abolizione dell’art.18, ha ripreso pari pari il disegno divino di Ilvio. Invece di estenderlo a tutti, di abolire i contratti schiavisti, i vari cococo e contratti a progetto, lui vorrebbe eliminarlo? In un paese dove chi evade milioni, chi intasca denaro pubblico, continua a girare liberamente godendosi il bottino, noi dovremmo tirare ancora la cinghia.
        Se il boom economico l’abbiamo avuto per ricostruire un paese dopo un conflitto mondiale, il prossimo ce lo dovremo aspettare in un altro dopoguerra? La mia generazione è stata la peggiore, cresciuta nel consumismo, abbiamo pensato solo a coltivare il nostro orticello e ci siamo visti scippare tutti i diritti faticosamente conquistati da i nostri nonni e padri. Adesso è tutto in mano alle nuove generazioni, li abbiamo abbandonati a se stessi e dovranno cavarsela da soli, decidere se sarà il caso di lottare o continuare a subire. Sarà dura per tutti.

      4. Carissimo compagno, penso che il livello di questo dialogo sia molto alto, per merito di entrambi, Se non avessimo alzato un po’ l’asticella, non avremmo ottenuto questo risultato. Stiamo spargendo semi positivi. Penso che ci vorrebbero più dialoghi come questo. I politici hanno smarrito ogni contatto con la realtà, hanno smarrito il concetto di progettazione, di progettazione del futuro. Beppe Grillo centra molte questioni. I sindacati sono vecchi, poco rappresentativi, poco combattivi e poco conflittuali, ma sono indispensabili. Grillo voleva il centro della scena, come sempre, e l’ha ottenuto. L’idea dell’impunità generalizzata è un’idea molto cattolica e decadente. Per il cattolicesimo basta confessarsi e il peccato viene purgato. L’ingiustizia e l’impunità creano un equilibrio, creano consenso. Massacrano l’integrità sociale, quando arrivano al parossismo, quando sono accompagnate dal crescente impoverimento. Penso che andremo incontro a qualcosa di catastrofico, non so se sarà una guerra, o qualcosa di simile. Dovremmo solo sperare che non ci siano troppi danni, solo questo. Noi siamo stati un po’ una generazione molliccia, cresciuta con troppo benessere e pochi punti di riferimento. Ci sono possibilità di ripresa, se queste nuove generazioni non si guasteranno, ma non dovremo fare troppi danni, dovremmo sempre fare in modo che siano loro stessi e non come li vogliamo noi. Forse parleremo, un giorno, di qualcosa di diverso. Ma dobbiamo farci trovare pronti. Io ci provo.

      5. Invece di combattere tutti si stanno adeguando. Ad esempio i sindacati: dagli anni ’70 all’inizio dei ’90 la lotta sindacale era pesante, armata, poco pacifica. Mentre adesso i sindacati non sono solo vecchi, si sono arresi, si sono adeguati alla politica. Cercano sono il mantenimento del posto di lavoro, ma non riescono a comprendere che con l’estinzione del posto fisso moriranno anche loro, con la precarietà nessuno s’inscriverà più. Questo vale per tutto, ci stanno plasmando a loro piacimento, e purtroppo vediamo solo gli errori. Le soluzioni, quelle plausibili, non sono contemplate. Ti auguro buon week-end!!

      6. Penso che i burocrati sindacali cerchino solo di mantenere il proprio posto di lavoro, ben remunerato. Vengono finanziati dalla politica, hanno fatto propria la logica distruttiva della concertazione. Sono diventati parti del sistema. Penso anche io che moriranno anche loro, anzi sono già morti. Hanno una soluzione: ritornare al conflitto. Sono capaci? Non penso. Penso che i delegati sindacali delle piccole/medie fabbriche siano tra i pochi ancora un po’ conflittuali. Ho frequentato anche l’ambiente dei sindacati di base, ma sono costituiti da falliti, residuati bellici degli anni ’70.
        Dobbiamo fare ragionare il prossimo. Farli ragionare e abituare il prossimo ai pensieri lunghi. Io lo faccio da scuola, dai preti e suore, per far ragionare i figli della borghesia. La maggior parte, non tutti, sono meglio di noi. Debbo dirlo.

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