Mese: marzo 2014

stavolta una di Cisco

Insomma è deciso
e fatti i bagagli
e non credo che
ci rivedremo mai più
hai sempre saputo
badare a te stessa
perciò i consigli
li tengo per me

Possano gli anni
rincorrersi a lungo
e dimenticarsi
di rincorrere te
possa ogni giorno
portarti il suo dono
e ritrovarti sempre come se..

Come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse

A volte mi manchi
e ancora fa male
sarebbe una balla
se dicessi di no
ma alla terza bottiglia
si diventa più saggi
il dolore lo sai
prima o poi svanirà

E allora brindo alla vita
e a ciò che ci porta
bevo agli amici,
ai compagni,anche a me
in un’osteria calda
tra le nebbie e la bassa
dove posso sentirmi quasi come se..

Come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse

Come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse

Ve la dedico

Questo è il tuo tempo, non lo lasciare
Un vento che passa e che non tornerà mai
Corre veloce senza esitare
Non guarda indietro il tempo che se ne va
Questo è il tuo tempo, sta in fondo al cuore
Pulsa col sangue e corre forte nelle vene
E’ il tuo respiro, non lo sprecare
Brucia in un rimpianto se ti perdi ad aspettare
Politicanti, gente che tace
Tempi di guerra, ma in un tempo di pace
Tempi moderni da consumare
Segui adesso il ritmo, questo è il tempo di saltare!
Testi Canzoni
Viva la vida, muera la muerte
Viva la vida, muera la muerte
Que viva, la vida
Non è più tempo di lamentarsi
E di chiamare pubblici gli affari privati
Non è più tempo dei moderati
Sempre fermi al centro senza voglia di cambiare
Politicanti, gente che tace
Tempi di guerra, ma in un tempo di pace
Sogni precari da consumare
Segui adesso il ritmo, questo è il tempo di saltare!
Viva la vida, muera la muerte
Viva la vida, muera la muerte
Que viva, la vida

sempre un po’ adolescente

Amo l’alta cucina, ho imparato a conoscerla anche grazie a Masterchef. Una volta pensavo che nei ristoranti d’alta cucina, anche stellati, non si mangiasse nulla e si mangiasse così così. I ristoranti stellati che ho conosciuto (anche quello di Cracco!!!) sono eccellenti, io ho mangiato tanto e bene. Sabato sera mi sono vestito bene e sono uscito. Sono andato in un ristorante elegante, lo chef famoso prepara piatti ricercati e soddisfacenti, Gnocchi di Rape al Ragu d’Anatra, Zuppa di Cipolle Dolci e Sedano, Anguilla Caramellata all’Aceto Balsamico Hamburger di Bietole e Patate, mascarpone all’ananas: tutti cibi eccellenti, con ottimi vini. Camicia elegante, maglione, aria azzimata, commenti ai vini con un po’ di perizia. E alla fine della cena, festa di San Patrizio, concerto dei Modena City Ramblers, via il maglione, via la camicia e rimango in maglietta della salute a ballare fino a diventare viola. Perché io sono così, ristoranti eleganti e Modena City Ramblers, parlo un po’ dei vini, ma sono sempre adolescente. 

Colonna sonora del post precedente. Me la dedico.

Povero cuore
con la mano sul cuore, giuro,
che mai non ti vedrò
accompagnare il male
e voltare la testa
e piegare la schiena
abbassare la testa
e abbandonare la scena.
Povero cuore
come un povero scemo
apro la finestra
e sono qui che fumo
e vivo la mia vita a passo d’uomo
altro passo non conosco
soltanto questo passo d’uomo.
Qualcuno sta aspettando
all’uscita della chiesa
benedici il suo cappello vuoto
la sua lunga attesa
è una vita che si affanna
e cerca e ruba
illumina il suo tempo
insegnagli la strada
Sono solo un operaio
lungo la massicciata
il mio pane sa di polvere
la mia acqua è salata
e lavoro per la ruggine
e respiro il carbone
costruisco per niente
e non ne vedo la fine.
Sono qui che guardo fuori
senza troppo pensare
vedo cadere la cenere
vedo il fumo che sale
e non c’è niente da nascondere
niente da svelare
niente da tenere stretto
non c’è niente da lasciare.
Povero cuore
come uno straniero giro
la mia terra abbandonata
abbandonato e solo
e vado per la vita
a passo d’uomo
altra misura non conosco
altra parola non sono.