100, grazie. ma anche tanta tristezza

Volevo cominciare con un ringraziamento a tutti, sono arrivato a 100 followers.

La tanta tristezza è a causa di quella preside. Come sapete, ho 10 ore di insegnamento, non 18, e ho fatto presente la cosa alla preside, chiedendole il riproporzionamento (parola orribile) degli impegni del pomeriggio, ho meno ore, non vedo perché dovrei partecipare a tutti gli impegni, come se ne avessi 18. All’inizio del mio periodo di insegnamento Lei si era mostrata disponibile, salvo poi rimangiarsi il tutto con una mail, che mi ha mandato prima, nella quale mi comunica che devo partecipare a tutti gli impegni, senza eccezione e che, se non sono in grado di continuare, devo desistere dall’incarico. 

Mi sento veramente deluso e amareggiato, io le ho risposto ricordandole cosa mi aveva detto e copiandole un pezzo del contratto da me sottoscritto, nel quale è prevista la proporzione degli impegni per chi ha l’orario ridotto come il mio. Non mi ha ancora risposto. Mi sento deluso, amareggiato, preso in giro, triste. Ho i brividi, ho voglia di piangere per la rabbia. Io sono una persona leale ed onesta, io non prendo in giro la gente, perché devo incontrare questa gentaglia???? Così non mi ci trovo, questo ambiente non è quello che cercavo. Questa esperienza mi sta lasciando anche pochino, per quanto riguarda gli alunni. 

Perché mi devo rovinare la vita per questa gentaglia?

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16 comments

  1. Mi sono appena iscritta, forse sono la tua centesima follower.
    Mi vengono parole così: non è quella preside che ci dice chi sei, ma questo che scrivi qui, liberamente e semplicemente. Grazie. 🙂

    1. sì, sei proprio tu la centesima. Grazie mille per il sostegno, ne ho tanto bisogno. Mi sento veramente male, non volevo nemmeno mangiare, poi ho mangiato un piatto di pasta in bianco. Dovrei lavorare, ma ho solo voglia di piangere, solo quella.

      1. Oh no, please.. non lasciare che quella gente indegna ti pieghi. Il tuo valore non dipende certo da loro, ma si vede qui dentro, e sono certa che si vede in moltissimi altri posti. Guardati negli specchi che ti riflettono, non in quelle pozzanghere fangose!!! E festeggia di non essere come loro!!!!!

  2. Il lato peggiore della scuola privata è questa gestione al di fuori di ogni regola. Invece di farne una questione personale, sottoponile la normativa: in ogni scuola,chi ha un’orario part-time è vincolato all’obbligo solo per la metà delle ore degli impegni extra.
    Poi magari sarai presente a tutti, ma comunque potresti farglielo notare, giusto per darle l’idea che non sei ne uno sprovveduto, ne il suo zerbino.

    1. sono veramente inorridito e infastidito da quello che è successo. Ho consultato il contratto e c’è scritto espressamente che non ho l’obbligo di partecipare a tutte le riunioni, c’è anche un parere legale dell’ufficio scolastico regionale. So di avere ragione, ma questo andazzo mi fa schifo. Questo comportamento è indegno e racconta molto bene come sono certe scuole private. Io penso che, anche se la preside si renderà conto di aver torto, farò molta fatica a rimanere lì, perché mi sono sentito tradito, un bel po’ tradito e, per me, la fiducia non c’è più. Credo che possano farmi del male in ogni modo. Se devo essere sincero, non so se rimarrò in quella scuola, tanto più che sono un bel po’ deluso.

      1. Capisco lo stato d’animo, ma non lasciare che l’emotività prenda il sopravvento. Hai la legge dalla tua, puoi comportarti di conseguenza…consapevole che a volte a fare le cose giuste si paga un prezzo alto (la megera potrebbe decidere arbitrariamente di mandarti via, ma ricordati che lei ha torto, quindi non potrebbe farlo). Nelle scuole private, anche se non si può generalizzare, si lavora male proprio per questo clima, sei costretto a sottostare al volere di chi dirige anche se contro la normativa e questo è proprio contrario all’idea di conoscenza, istruzione, sapere…

      2. stamattina mi sono presentato con coltello tra i denti e la suora era scomparsa. Secondo me, si fara’ vedere la settimana prossima. Grazie mille per il sostegno. So di aver ragione e questo conta

  3. Sai la tua situazione la comprendo molto bene ed è triste doversi appellare a contratti, ufficio legale, sindacalisti e santi in paradiso per vedere rispettati i propri diritti. E’ una lotta continua. Se non vai sei etichettato come uno che non vuole lavorare, se vai sei un cretino perchè non è previsto che tu vada e invece stai li perchè magari ci tieni al tuo lavoro…
    Tanto come fai è sbagliato.
    Allora pensa a te e basta.
    Fai il tuo dovere, per il resto si strappassero i capelli dessero fuoco alla scuola ai ragazzini… problemi loro.
    Fai il tuo nel rispetto del tuo contratto, in modo che non possano dirti niente, in modo che tu abbia ragione.
    Ripeto, è una lotta e tu combatti con i mezzi che hai.
    Se serve picchiare… vengo io.

    1. caspita, pure il blog mi fa degli scherzi. Avevo risposto ieri sera, ma non è arrivata la risposta e ho fatto la parte del maleducato. io rispondo subito,… è veramente nauseante quello che sta succedendo. Io ho dei diritti come lavoratore e come persona, ci tengo che tali diritti vengano rispettati, per la mia dignità, per il mio amor proprio. Poi posso pure mollare tutti al loro destino, in quel letamaio. Non mi interessa niente, prima di tutto, mi interessa la mia dignità. Grazie infinite per l’appoggio che state dimostrando, quando ho visto il tuo (ma anche gli altri) post, mi è ritornato il sorriso sulle labbra. buon pomeriggio.

    1. sono una persona sensibile e delicata, ma sono anche in grado di lottare, specialmente quando sento che lo debbo fare. Lo debbo fare per la mia dignità come lavoratore, per la mia dignità di persona. Devo dire tutto quello che ho da dire, debbo dire che il contratto va rispettato (l’ho già scritto), debbo aggiungere il parere legale dell’Ufficio Scolastico Regionale e che non ritengo assolutamente giusto avere il carico orario di impegni di chi ha 18 ore, mentre io ne ho 10 e mi pagano per 10. Poi, se non mi va più, posso pure mollare tutti al loro destino, ma prima debbo dire tutto.

      1. Si, e’ giusto. Fai uscire tutto, e poi torna qui a postare le tue parole, perché c’è gente che le legge, perché c’è gente a cui piace leggerle. Ciao Michele.

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