L’apparecchio

é stato un giorno anonimo, in cui mi sono svegliato con un gran mal di testa, una gran debolezza, avendo dormito poco e male. Oddio, che barba ‘sto Michele, sempre a lamentarsi… Nooo, questo è un bel post. Stamattina ho lavorato con poca convinzione e pochi risultati, fino a mezzogiorno e mezzo. Esco per andare a comprare il giornale e a portare un sacco di biancheria sporca a mia madre (faccio le lavatrici anche io, ma, visto che faccio sport, sporco tanti vestiti). Esco a piedi, fuori è un po’ grigio. Siamo a novembre, la giornata è anonima, le strade di questa periferia non hanno neanche le decorazioni natalizie. 

Mentre sto per uscire dal cortile dove abita mia mamma, incrocio una ragazzina, le tengo aperto il cancello, perché è molto carica. Ha tanti capelli ricci biondi, si gira e mi guarda in faccia, mi fa un sorrisone aperto e sincero e mi dice, grazie. Il sorriso è gentile, non ha paura di mostrare l’apparecchio per i denti. è spontanea e non artefatta. 

Non conosco quella ragazzina, ma penso che sia simpatica, soprattutto perché guarda in faccia, perché sorride e dice grazie e non ha paura di mostrare l’apparecchio per i denti. Forse è stato l’unico aspetto positivo di questa giornata un po’ spenta. 

2 comments

  1. Chi più chi meno, sentiamo tutti l’esigenza di qualcosa di spontaneo e di pulito. Qualcosa che ci suggerisca che intorno abbiamo anche del buono. Trovarlo nei bambini è bello, trovarlo nei bambini che abbiamo in noi, sarebbe ancora meglio.

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