Parlare parlare parlare

Da qualche giorno mi sento più uguale a me stesso. Non mi passa neanche più per la testa di dare retta alla suora o chicchessia. Non che io sia mai stato devoto,ma, ogni tanto, ho pensato ai condizionamenti, ho pensato a quando la suora melliflua mi ha esortato ad essere più severo, salvo poi scrivermi per parlarmi di un rapporto sereno con gli alunni. Non sono mai stato severo, non credo che lo diventerò mai. Qualche volta ho provato a diventare un po’ più duro, ma non sono credibile, non mi piaccio. Io sono il personaggio buono del film e sarò sempre il buono. Cerco di parlare, di convincere, di persuadere, il 90% delle volte riesco, qualche volta no. Mi si secca la gola, ho mal di testa, ma sono io e mi riconosco al cento per cento. Qualcosa succede. è duro, sarà duro, perché la strada è in salita. Bisogna arrivare a giugno. Altri problemi ci saranno, magari la titolare torna prima, magari mi chiamano da altre scuole, per più tempo. 

Forse ce la faccio.

5 comments

  1. Resisti prof, te lo dice l’alunna che ero una volta, nascosta qui da qualche parte, migliore di quanto non fossi allora.. Resisti.

  2. Io ti capisco. Anch’io parlo, parlo, parlo … anche troppo e le mie corde vocali ne risentono.
    😦
    La severità non significa fare i cerberi, non cercare i compromessi e non sforzarsi di capire le difficoltà degli allievi perché tanto devono studiare e basta. Anni fa ho avuto una brutta esperienza in una quarta (hanno copiato in molti la versione di latino) e ho deciso che dovevo cambiare, dovevo punirli e non farmi vedere come la prof buona che parla e capisce. Ecchecavolo, mi hanno offesa, hanno tradito la mia fiducia quindi dovevo reagire. Avrei fatto come le prof più temute del liceo, quelle che appena entravano in classe si trovavano di fronte ragazzi pallidi che sudavano freddo al pensiero “che cosa mai potrà capitarmi oggi”. E via con compiti a sorpresa (rigorosamente diversi a seconda delle file di banchi), interrogazioni a raffica, voti bassi … clima di terrore, atteggiamento militaresco. Be’. il tutto è durato forse un paio di mesi, poi non ce l’ho fatta. Quella è stata una delle classi che mi ha dato più soddisfazioni nella carriera (ma in quei due mesi ha reso la metà di quanto avrebbe potuto) e non avrei mai tollerato un rapporto così.

    1. io vorrei essere un po’ flessibile, sapere usare il pugno duro quando serve, ma,… Non ci riesco e allora cerco di capire, di interloquire, con il risultato che molti mi capiscono, ma qualcuno si fa gli affari propri. Penso che sarebbe lo stesso se fossi un cerbero e dunque, preferisco così. Non esiste il metodo perfetto, così facendo mi sento me stesso. Cerco di migliorarmi, cerco di interessare i ragazzi, in modo tale che non sentano la necessità di distrarsi.

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