costruire

ho sempre delle riserve, mille riserve, quando si parla di scuole private. Io ci lavoro, si sa, da anni, mi trovo bene, ma rimango della mia idea, io non manderei mio figlio in una scuola privata. Ho vissuto per un anno in una scuola pubblica, prendendo anche delle spinte da un alunno, che non ha subito sanzioni da parte della presidenza. Ho trovato ragazzi splendidi, ragazzi stimolanti, ma ho trovato uno sbandamento educativo preoccupante. Ci sono persone che rinunciano ad educare, rinunciano ad educare, perché sono senza bussola, sempre ammesso che ne abbiano avuta una. molti insegnanti sono vagamente sinistrorsi, convinti che essere di sinistra significhi permettere agli studenti di fare quello che vogliono.

io cerco di capire il perché di una scelta, quella di mandare i figli alle scuole private. c’è chi lo fa per religione, va bene, chi lo fa perché è uno status symbol, chi lo fa perché ha paura della scuola pubblica. ci sono degli insegnanti della scuola pubblica, più d’uno, che mandano i figli alla scuola privata. Io ho frequentato solo scuole pubbliche, alle medie ero in una scuola un po’ particolare, ho fatto anche a botte per difendermi, mi sono confrontato anche con le difficoltà, ma sono contento così. Lo rifarei, ci manderei degli eventuali figli. Anche fare a botte mi ha insegnato qualcosa, fare a botte con dei piccoli delinquenti che mi molestavano. pochi giorni fa c’era una riunione nella scuola in cui lavoro: ho visto due coppie di genitori. F e F. sono marito e moglie, vestono roba costosa, hanno un’azienda che vende solo in italia, perché all’estero è giustamente disprezzata, in quanto vende della robaccia. Hanno una macchina costosa, una casa costosa. Un oggetto vale per quanto costa, bello o brutto che sia. Una persona vale per quanto costa quello che indossa. Sono fascisti, razzisti e classisti. Mandano i due figli alla scuola delle suore, quando si è ricchi, i figli non possono andare alla scuola pubblica. Poveri figli. Poi c’è T., assieme al marito. T. abitava vicino a me, da quando è nata. T. è figlia di buona gente, volontari della parrocchia, ma sinceri. T. è la ragazza della porta accanto, che mi difendeva dai bulli alle medie. T. è la ragazza dei saluti calorosi, sinceri, come il padre e la madre. T. ha mandato i figli alla scuola privata, lei frequentava le scuole pubbliche. T. mi saluta, assieme al marito, ci abbracciamo. Mi dice, lo dicevamo sempre in cortile, che saresti diventato un professore, eri già così intelligente e profondo. Me lo dice, con sincerità e calore che fanno bene al cuore.

Non sono riuscito a capire perché certi genitori mandano i figli alle private.

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2 comments

  1. Anche io difendo le scuole pubbliche, non mi piace, tuttavia, quel che sottolinei anche tu, cioè la rinuncia ad educare e mi fa male constatare che la scuola pubblica di oggi stia diventando un refugium peccatorum, una sorta di gigantesco parcheggio dove lasciare i figli e farli sfogare nell’assoluta mancanza di regole e non mi piacciono gli insegnanti che pensano di dover “sopravvivere” e si adattano. Ecco, credo che questi atteggiamenti favoriscano il pensiero, che io non condivido, che la privata sia il paradiso terrestre. Infine, non mi piace l’idea di dover radunare i più bravi, i più ricchi, i più non so che e isolarli dal resto, perchè facciamo tutti parte di una sola famiglia e chiudersi nella propria cerchia non è la soluzione. E’ solo la strada più comoda, perchè educare costa…

    1. non mi piace l’idea della scuola privata come scialuppa di salvataggio, solo per chi ha i soldini. io ho imparato di più alla scuola pubblica, anche grazie ai bulli, paradossalmente parlando. Ho imparato a risolvere delle situazioni difficili. Ho imparato a vivere.

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