ginnastica

Passano le giornate, a volte tra lavoro e delusioni, a volte tra gioie e qualcosa di bello e importante. Le giornate trascorrono in aula, tra ragazzi e ragazze che sanno dare anche delle soddisfazioni, trascorrono davanti ad un computer o in tribunale o assieme ad un cliente. Ho trovato due lavori che mi hanno realizzato, che mi danno soddisfazioni sia economiche che morali. C’è un limite a tutto, però. Bisogna chiudere, spegnere il computer e andarsene.

Tanti anni fa ho deciso di andare in palestra, senza pensare che avrei continuato per un lunghissimo periodo. Ho sollevato della ghisa per anni, bilancieri e manubri. Il mio fisico, che prima era eccessivamente scarno, è diventato robusto e più armonioso. 

Osservavo le lezioni di aerobica, con fare curioso e timoroso, che diventava meno timoroso, vedendo degli altri uomini partecipare divertendosi. Dai, Michele, vieni, dai, mi dicevano. Dapprima ero piuttosto ritroso e poi… Un bel giorno incominciai, come un Billy Elliott ventenne, a frequentare le lezioni di step coreografato. L’effetto era piuttosto ridicolo, oserei dire grottesco. Io sono come un elefante indiano, quando mi muovo, Ci facevamo mille risate, la lezione di aerobica era un bellissimo sfogo. Ho compiuto molti progressi, nonostante la mia inimicizia verso tutto ciò che è ritmo. Gli anni sono passati, l’università termina con pieno successo, cadenzata dai ritmi gioiosi di quelle lezioni. Conosco nuovi istruttori, tra cui un’istruttrice vulcanica e simpaticissima che inizia ad insegnare nella palestra che frequento. Quando inizia, ha la testa rasata, sembra il soldato Jane. Un giorno quell’istruttrice rompe con la palestra che frequentavo e decido di seguirla nella nuova palestra. Le lezioni sono uno sfogo, sono una liberazione. Le lezioni di step coreografato hanno qualcosa di trascendentale, sono un momento di liberazione del dionisiaco, ma anche dell’apollineo, se qualche movimento è decente. Quando entro di malumore mi scordo ogni motivo di disappunto nel giro di una decina di minuti, esco rigenerato, stanco morto e sudato. Viva la ginnastica aerobica!

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263 comments

  1. Beato te! Io odio la palestra, ho proprio l’istinto della fuga ogni volta che ci metto piede. Eppure in gioventù non ero così: dopo aver lasciato la danza classica, ho fatto danza jazz, aerobica (ai tempi di Lara Saint Paul, per intenderci … praticamente il giurassico!) e ginnastica a copro libero. Poi ho fatto due anni di macchine ma la sentivo come una violenza e così ho deciso di lasciare. Ma tra i propositi autunnali c’è quello di tornare in palestra. Per ora provo poi vedremo. Non avrò mai il tuo entusiasmo, però.

    1. Se penso a come ero tanti anni fa mi viene da ridere. Detestavo lo sport. Mi interessavano solo i libri e seguire il calcio. Vedevo tutto il mondo dello sport così distante. Ora per me lo sport ha quasi una valenza trascendentale. Serve prima di tutto per la mia mente, prima ancora che per il corpo, il quale naturalmente se ne giova.

  2. Ah, oddio, sono troppo scordinata!!! Ogni volta che ho provato a fare step ho fatto qualche disastro, compreso far male alla mia vicina per sbaglio! Comunque concordo con te che il movimento fa veramente bene prima di tutto alla mente, soprattutto alle persone ansiose e nervose come me. Muovendomi, scarico tutte le tensioni. Io, però, preferisco la piscina! 🙂

    1. questo blog ci sta aiutando, sta aiutando tutti a cercare le cose dietro alle parole. Dietro allo step, dietro al nuoto, a qualsiasi sport, a qualsiasi cosa, c’è qualche cosa di diverso e sostanzioso. A volte cerco di mettermi nella testa di chi fa un altro sport. Per me il nuoto significa entrare in un altro mondo, il mondo dell’acqua, sottoposto a regole diverse rispetto a quello della terra. Bisogna lottare per sconfiggere la forza dell’acqua. Per te cosa c’è dietro al nuoto? Qual è la sostanza?

  3. Per me l’acqua è stata la salvezza. Sono nata con una grave forma di piedi torti e dall’età di tre mesi ho subito varie operazioni per allungare i tendini e sedute di tortura fisioterapica. Camminare mi è sempre stato difficle, per non parlare correre o saltare, per cui ero esclusa da tutti gli altri bambini. Il mio rifugio è sempre stato composta da Libri e Piscina. Per me, stare in acqua ha voluto dire essere come gli altri, essere VELOCE come tutti gli altri e forse anche di più, esattamente come per me è sempre stato semplice leggere, ho imparato molto prima di tutti gli altri bambini. Poi, da quando sono diventata Buddista, ho capito perché l’acqua per me è così importante. Ho sempre avuto problemi a relazionarmi, poi una volta un amico di fede mi ha fatto vedere un video su youtube dove Bruce Lee parlava, e lì ho capito che amo l’acqua perché vorrei essere come Lei, che prende la forma di qualsiasi recipiente dove la si versa. Io sto lottando strenuamente per essere così: una persona che si trova a proprio agio, perfettamente a proprio agio, ovunque si trova (e con chiunque). 🙂

  4. Prof, mi sembra un’interrogazione 🙂 non ci avevo mai pensato alla respirazione, cioè si, nel senso che bisogna imparare a controllarla e dominarla, in acqua, altrimenti dopo due bracciate ci si trova “spompati”… questo training mi è servito in effetti… col tempo ho imparato ad autorilassarmi proprio tramite il respiro, setendolo dentro di me…e poi non lo so, posso decidere io quanto andare veloce, nessun istruttore di cui seguire velocità e ritmo, mi piace questo. Nel senso, magari siamo in dieci e tutti nuotiamo a stile libero, ma ognuno di noi può decidere la sua velocità. Mi piace, si…
    Fuori dall’acqua è disastrosa, non posso camminare per più di un tot, soprattutto a passo svelto, che mi sento morire, il cuore va a mille e faccio fatica a respirare. Io sono una pinguina, goffa fuori e agile dentro 🙂

      1. non sono un prof all’antica, che pensa solo alla scuola, che vive in funzione di essa, che parla solo di scuola, sono Michele, una persona con la propria identita’, che fa il prof, ma anche il traduttore, ma anche che frequenta i corsi di aerobica.

      2. Tutti i miei prof mi hanno odiata o mi hanno amata dal profondo del cuore. Spero che tu saresti stato (va bene il tempo verbale?!? a volte mi confondo) uno di quelli che mi volevano bene.
        Comuqnue, scusa, ma io sono curiosa: cosa traduci??? E da che lingua??? 🙂

      3. mi piacciono gli alunni che hanno qualcosa da dire, anche se non sono semplici da gestire. Mi piacciono gli alunni rassicuranti, mi piacciono i genietti, mi piacciono quelli disciplinati, ma anche quelli che protestano, purché con educazione e con delle motivazioni. Il tempo verbale va bene. Penso che ti avrei apprezzato.
        Io traduco testi giuridici, certificati e documenti soprattutto. Traduco da russo, inglese, tedesco e francese.

      4. io ero un’alunna rassicurante, ma anche esigente, avevo sempre qualcosa da dire, protestavo educatamente, ma zero genietta 😀
        Quindi, parli cinque lingue *.* Il russo mi piacerebbe tantissimo, ma dev’essere davvero complicato da imparare!!! Complimenti si vede che seiuna persona veramente in gamba!

      5. mi piace sia il rassicurante, che l’esigente. le lingue sono una passione che è diventata un lavoro. Il russo è difficile, ma non complicatissimo, non impossibile. Grazie, faccio quel che posso.

      1. A me no!!! Dove abito io, ci riempiono tutta l’estate di sagre e io mi stufo! Però, non resisto a quella delle castagne… o meglio, non resisto alle castagne! A te?

      2. AH SI, queste piacciono anche a me. Vicino a casa mia ce n’è una che si tiene in un piccolo borgo antico e si chiama Festa dell’uva, si tiene a fine SEttembre, la penultima settimana. E poi, adoro le Sagre Medievali 🙂 qui nei dintorni, siamo ben forniti. MI piacciono soprattutto gli appassionati che si sono creati da soli i vestiti dell’epoca, quasi perfetti, con dei particolari incredibili. E poi tutti i tipi strani che girovagano per tali lidi 😀

      3. sembra retorico, ma, quando si pensa a tutti i problemi che ha l’Italia, a tutte le traversie, a tutti i difetti che ha questo paese, se si può definire l’Italia un paese, bisogna ricordarsi dell’infinito patrimonio di culture che ha questa terra. Queste sagre rappresentano una manifestazione delle radici, di una storia che continua a vivere con estrema decisione e caparbietà. Siamo in una terra piena di radici, di radici affondate all’infinito. Stupisce che in un paese con queste radici la memoria sia uno dei primi problemi. Dostoevskij diceva che la bellezza ci salverà.

      4. stai parlando con una grandissima fan delle nostre radici… sono un’appassionata di Medio Evo non a caso. Ti rendi conto, quando leggiamo la Commedia, di quanto noi Italiani siamo rimasti intrinsecamente identici a quegli stessi italiani che Alighieri descriveva: provinciali, chiusi, partigiani di questa o quella fazione, ecc,ecc.
        In fin dei conti, stiamo solo replicando lotte millenarie, sia intestine, sia rivolte verso altri popoli.
        Forse il problema della memoria c’è anche a causa di tutta questa ricchezza di radici… anche negli alberi le vecchie radici si attorcigliano tra loro, e forse succede anche alle nostre. POi, non lo so, questo è quello che penso io.
        A volte penso a come la nostra lingua, il nostro Italiano, sia quasi solo artificiale e di come fino, nemmeno all’Unità di Italia, ma fino all’avvento della tv pubblica, le vere lingue erano i dialetti… tantissimi dialetti. Quanta ricchezza. Quanto caos 😀 Però è bello questo caos!

      5. penso che la diversità sia un valore quando diventa un modo per arricchirsi reciprocamente. Penso che la diversità sia positiva solo se offre la possibilità di rispondere a qualche domanda e di porne qualcun altra. Il bello dei classici, come il Sommo, è che arrivano prima dei comuni mortali e il buon Dante è arrivato un bel po’ prima. In Italia scarseggiano dei principi condivisi, tutto questo a causa anche della fine delle grandi organizzazioni del movimento operaio, che hanno lasciato campo libero solo alla chiesa. Penso che ogni nazione sia una creazione artificiale, ma l’Italia lo è ancora di più, così come lo è l’italiano come lingua.

      6. Anche mio papà dice la stessa cosa sulle organizzazioni del movimento operaio… ora le stesse funzioni ce l’hanno i movimenti come CL, che sono più che altro composte da grandi masse, governate dall’alto. Ho passato un periodo che ho osservato da vicino Comunione e Lberazione e praticamente ai membri veniva detto chiaramente di voTare Bderlusconi e solo in una città come Milano sono migliaia di persone…

        Da noi, poi, non so quanto la diversità sia cosiderata un modo per arricchirsi. Qui siamo chiusi.E questa cosa è accentuata proprio dal fatto che l’Italia, come dicevi te, è una creazione ancora più artificiale. Troppe diversità che in passato sono state accropate in una cosa sola senza tanti riguardi. ALmeno secondo me. Non so se a a questo modo di pensare ci sarà mai rimedio.

      7. a me cielle fa paura, mi sembra una setta proteiforme, che si nasconde sotto mille etichette, all’università si chiamano student office, fondazione ceur. Mi sembra una setta che si fonda sulla debolezza dei tanti e la furbizia di pochi. Ho avuto la sventura di lavorare in una scuola dominata dai ciellini e mi è sembrata una gang più pericolosa, per certi aspetti della mafia.
        Mi piacerebbe che qualche cosa cambiasse, mi piacerebbe che questo sistema politico-culturale marcio, dove berlusconi è al centro di tutto, saltasse. Penso che assisteremmo ad un rimescolamento delle carte, del tutto imprevedibile. Potrebbe essere meglio, potrebbe essere peggio, certamente.Sarebbe necessaria anche la fine politica di berlusconi, per far finire anche questo pd marcio e balordo.

  5. si, CIELLE è quanto di più terrificante possa esistere. Il mio ex aveva i genitori ciellini, una volta la madre mi si avvicinò e mi disse:” Stai attenta a quello che fai, se abortisci non sai cosa ti succede”… questa era una minaccia, fatta a una 18enne, com’ero all’epoca. Ma poi hai mai sentito parlare di Compagnia delle Opere (CDO)!? Sono in mezza alla società più di quanto si può pensare: sport, politica, medicina, adozioni, eccecc. Fa proprio paura e, si, è come la mafia.
    La mia paura è che dopo Berlusconi, gli Italiani potrebbero votare un altro come lui… C’è questa tendenza ad affidarsi sempre al “furbetto del quartierino” di turno, quello che impersona il “figo”, tante donne, lusso, macchinoni e cose così…
    però se tutto saltasse, sarei felice e curiosa di vedere cosa potrebbe accadere.

    1. questi gruppi di potere sono i più solidi, proprio perché non hanno una forma rigida, o almeno visibile. In questo modo è difficile capire la loro natura e c’è da avere paura.
      Io penso che se Berlusconi dovesse saltare, potrebbe persino esserci il rischio di una stagione simile a quella del 92-93. Penso anche che dovremmo, prima di tutto, combattere il berlusca che c’è dentro di noi, per parafrasare Gaber. Se anche dovesse cadere per sempre berlusca, c’è il rischio che ne arrivi un altro simile a lui, o addirittura peggiore.

      1. DAI, io non voglio vantarmi, però sono sulla buona strada, Anche tu, anzi, tu sei molto più avanti di me nella strada della cultura, in quella della sincerità e dell’onestà … mi sa anche in queste!

      2. Studio Lettere, sto preparando il mio terzultimo esame. Devo studiare un’antologia di poeti curata da Mengaldo che sembra non finire mai, diversi saggi sulla poesia dai Crepuscolari in poi, e un manuale di letteratura standard che esamina tutti gli autori del 1900. ah e un libro di ciritica testuale che non si capisce bene di cosa parla, dovrebbe parlare dei generi, ma è più filosofico che altro 😀

      3. AHHHHHHHHHHHHHHH siiiiii!!!! Grazie!!!! Non vedo l’ora di comprare un suo libro!!! IO adoro i gialli, ultimamente amo follemente Camilla Lackberg. Vorrei baciarla e abbracciarla per ringraziarla! ahaha

      4. a proposito di romanzi ambientati nel nord europa: hai mai letto il senso di smilla per la neve, di Peter Hoeg? Quali aspetti di questi romanzi trovi interessanti? Pensi che le ambientazioni al nord influenzino molto il contenuto e le tue scelte?

      5. No ma quel libro lì che dici tu è uno di quelli che vorrei assolutamente leggere. Non so per quale ragione precisa, ma mi ispira un sacco!
        Per rispondere alla domanda 1 e alla domanda 2, dovrei aprire qualche parentesi.

        1)La cosa più interessante nella scrittuRa dei nordici è il loro modo di affrontare le emozioni. Gli scrittori italiani più giovani (quasi tutti) stanno prendendo un “andazzo” che mi fa pena. Nei libri di un D’Avenia, le ultime cose della Mazzantini, Paolo Giordano e molti altri la prima cosa che mi salta agli occhi è il modo di scirvere fatto a tavolino per emozionare a tutti costi il lettore. Spesso sono di una banalità sconcertante, sentimenti e descrizioni di sentimenti triti e ritriti. Nel senso, hanno capito benissimo cosa piace all’italiano medio, per lo più giovane, e quindi lo mettono in pratica nei libri adottando il metodo “lacrima facile”. Questa cosa mi fa inca… un sacco: “MA MI AVETE PRESO PER SCEMA!?”. La Lackberg, invece, scrive gialli, ma ha un modo di narrare fantastico. C’è sì il delitto e tutto quello che concerne un delitto, ma i protagonisti sono di un’umanità sconcertante, anche i “cattivi”. Scandaglia l’animo umano molto bene, analizza i personaggi nei minimi dettagli, certo non sarà da premio Nobel, ma veramente riesce nell’intento di scoprire un po’ dell’animo umano, senza cose smielose e banali. Non so, se mi sono spiegata. Intreccia morbidezza e durezza con grande maestria (più durezza forse), ecco. È molto abile nel farti immedesimare senza che tu nemmeno te ne accorga. Potrei continuare per un anno.

        2) Le ambientazioni nordiche non mi piacciono troppo, in realtà. Penso che se andassi a vivere lì, scapperei dopo un mese.
        Per quanto riguarda il contenuto, L’ambientazione al Nord influenza, più che il contenuto dei romanzi, la psicologia dei personaggi. HO riflettuto parecchio e sono giunta alla conclusione che molta della diversità rispetto agli altri romanzi sia data dal tipo di retroterra culturale che hanno in quei paesi. Secondo me il peso della cultura protestante ha influito molto, come da noi l’essere cristiani cattolici. Credo che molta della loro durezza derivi da lì. Anche se ormai , di sicuro, la cosa si è attenuata, penso che anni e anni di una religione cos’ si faccia sentire ancora ora: nessun prete come intermediario tra L’uomo e dio e , dunque, nessun perdono. Dio come un qualcosa che ci giudica, ma per quanto possiamo dialogarci interiormente, non risponde, nemmeno attraverso il perdono della confessione. Poi il fatto che le opere di bene e la carità non contassero niente, il vivere nel dubbio tutto la vita di agire bene per poi non ottenere il Paradiso, perché Dio sa già dalla nostra nascita se andremo all’INferno o al Paradiso. Ci ho pensato e ho capito quanta durezza sia insita in loro, in modo così profondo e radicato che, per me, un pochino permane anche ora ed è naturale che poi filtri anche nelle opere scritte. Poi bo, magari sono i miei deliri mentali.

      6. MMM, ai Caraibi non lo so. In AFrica, secondo me, no. Hanno una cultura molto più spirituale, più primigenia, più mistica, tant’è che anche il loro modo di essere cristiani è molto particolare. Credono ancora a degli dei “primitivi” (non nel senso di inferiore, ma più tipo “arcaici”)… Non so se la Lacknerg potrebbe esistere lì! Credo di no 🙂

      7. Delitto e castigo, poi stop. NOn mi sentivo adeguatamente preparata. Anche se l’ho amato molto. MI ha colpita proprio per l’analisi dei sentimenti del protagonista. Sono rimasta sconvolta di come riesce a spiegare certi meccanismo psicologici. OLtretutto ben sapendo che questo autore nasce nel 1821 e muore nel 1881.

      8. credo che il bello di Dostoevskij sia che parla sempre di una via d’uscita, anche nel momento più disperato. c’è sempre la luce in fondo al tunnel, per usare un’espressione un po’ abusata. tu che ne dici?

      9. Sapere che dopo un grande buoio, un grande male, c’è sempre un grande bene. È vero perché l’ho sperimentato sulla mia pelle. Speranza è anche imparare a volgere i fatti negativi che ci accadono come occasioni per rilanciare in positivo la nostra vita, senza piangersi addosso.

      10. ma non è giusto che ti senti così. Sono convinta che nella tua vita, sarai ripartito pure tu infinite volte. Se ci pensi, ogni volta che ti svegli la mattina, stai ripartendo.
        Ma tu quanti anni hai?
        Scusa la curiosità 😀 NO riesco proprio ad inquadrarti 😀

      11. quanti anni mi daresti? ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….36….. me ne sento dai 12 ai 90

      12. Una cosa che un tempo inseguivo ed ora non più. Ci ho messo una vita ad imparare ad essere veloce, in tutti i sensi, poi ho capito che mi faceva più male che bene. E sono tornata alla lentezza.
        La velocità è tipica di questa società e travolge tutto e tutti.
        A parte gli intravolgibili, come me.

      13. la lentezza è il modo del pensiero, del pensiero strutturato, del cosmo, ma anche del pensiero un po’ delirante. Io vado pianissimo anche in automobile. non mi piace la formula uno, non mi interessa. mi piace camminare, mi piace correre con l’andatura da jogging. Non sono uno scattista. Hai la patente? Fai qualche sport?

      14. Ho la patente, ma guido con prudenza, rispetto i limiti e non bevo se devo guidare. IN realtà non bevo praticamente mai anche se non guido. MI piace essere lucida. Faccio solo nuoto, per via dei problemi ai piedi, da tanti anni.

      15. pure io, quando bevo, aspetto un bel po’ per rimettermi alla guida. anche a me piace essere lucido. io vado in palestra, faccio aerobica e pilates, ho giocato a calcio per un po’, avrei sempre voluto studiare danza classica, ma non ne avevo il coraggio. Ho già rotto l’anima al mondo di wordpress.

      16. Anche quando facevo io pilates c’era un ragazzo di circa 35 anni. Era pure bello e non era gay, come tutti malignavano. Ecco questo è un luogo comune del cavolo: gli uomini che fanno certi sport o discipline sembra che debbano per forza essere gay. Mah. Non che ci sia nulla di male a esser gay, ma queste categorizzazioni “sport da maschio”, sport “da femmina” sono proprio ridicole.

      17. sono generalizzazioni grottesche e medievali. Per fortuna nella palestra dove vado io ci sono più uomini che fanno pilates e aerobica, e anche in quella dove andavo prima. conosci qualche altro uomo che pratica attività da donna, come le chiamano?

      18. Anche mio padre, ma anche altri ragazzi più giovani di lui 🙂 E comunque penso che anche i danzatori di classica siano gli uomini più virili del mondo. I corpi dei ballerini sono allucinanti 😀

      19. Ho letto alcune poesie e mi sono piaciute molto. Però tutto non l’ho letto 🙂 Inrealtà, ci sono autori che cerco di prendere a piccole dosi perché mi fanno un po’ “male”. Non so se mi spiego.

      20. Petrolio alcuni anni fa e poesie sparse. E ho visto alcuni film. Dovrei approfondire, ma per PPP vale la regola che adotto per i russi: quando mi sentirò pronta. Forse È un po’ come mettersi dei paletti 😀 ma per ora mi va bene così.

      21. SAI che non so rispondere a questa domanda, ero troppo giovane quando l’ho letto, ora dopo anni di studi, forse saprei rispondere. Di sicuro è uno dei libri che vorrei leggere di nuovo. Però potresti spiegarmi il tuo punto di vista, così magari potrei affrontare il libro in modo diverso.

      22. è un libro che ha una visione profetica. è un libro classico, ma classico per davvero. è un libro che racconta la perdita dell’innocenza dell’Italia. L’Italia ha perso l’innocenza o non l’ha mai avuta?

      23. Grazie. Non l’ha mai avuta. Se andiamo indietrissimo: Coluccio Salutati, umanista, quando scoprì le Familiares di Cicerone, rimase sconvolto dalla spregiudicatezza della politica romana antica. Nel MedioEvo ci si scannava in lotte intestine tra abitanti della stessa città, oltre che fuori, nel Rinascimento idem, basta vedere sempre a Firenza, gli scorni tra Medici e Pazzi, che culminò nella congiura che uccise Giuliano, fratello di Lorenzo Il Magnifico. e questi sono solo pochi episodi… a caso. UN episodio su milioni. Tornando ai Romani, Tacito scriveva così: “… là dove hanno fatto il deserto, lo hanno chiamato pace…”. Per non parlare del clima odierno.

      24. a me colpisce la Resistenza, perché si tratta di un momento in cui persone diverse si sono unite, peccato però che dal 1948, con la cacciata dei comunisti dal governo e dei socialisti, l’unità sia finita. secondo te PPP è stato ammazzato perché sapeva verità scomode?

      25. Si, durante la resistenza, La lega Lombarda per sconfiggere l’invasione del Barbarossa, ed altri pochi momenti storici che richiedevano la lotta contro un comune nemico molto forte…si, ma dopo? IL NULLA, anzi solo divisioni.

        PPP sicuramente sapeva molte cose, ma potrebbe anche essere stato ucciso per soldi da qualche ragazzetto che frequentava, o per altri motivi non troppo importanti.
        A volte, la banalità del male è sconcertante.

      26. Ogni persona magari no, però sta di fatto che ormai non sappiamo più ragionare con la nostra testa… quindi basta il primo ciarlatano con una forte personalità che le persone gli vanno dietro, per poi trovarsi i vari Berlusconi di turno tra le palle. Alla fine anche Grillo ha una forte personalità e urla… e si è visto. Poi che non sia uno schifo come Berlusconi è un altro discorso-

      27. è un libro di due anni fa. sostiene che gli italiani, o almeno una parte di essi, hanno accettato mussolini e poi Berlusconi, perché è comodo rinunciare alla libertà, visto che la libertà implica diritti e doveri, implica responsabilità.

      28. NOn si può dargli torto. Ha ragione.
        Anche se devo dire che questo concetto di resposabilità non è così semplice da recepire… ecco. C’è chi lo sente troppo e chi zero. Non è semplice. TRa l’altro mi viene da ridere, è stato l’argomento del meeting buddista di ieri sera. Ne sono uscite di tutti i colori 😀

      29. io sono un po’ complicato, me ne rendo conto. Il libro e la tematica in esso trattata, sono interessanti, intelligenti, ma ho paura che siano un po’ autoreferenziali. Come possiamo fare in modo che l’uomo della strada (orribile definizione) recepisca queste idee?

      30. Indubbiamente Augias è autoreferenziale. Forse sbaglio ma noto molto quanto lui stesso si compiaccia delle sue parole (non che sia sempre un difetto, ma a volte diventa “pesante”).
        NOn si può fare in modo che l’uomo della strada (concordo con te che il termine è brutto) recepisca nulla, è l’educazione che conta. Spesso Un’educazione che parte dall’infanzia.

        Si può tentare di sensilbilizzare le persone su certi temi, ma di solito quelli che recepiscono è perché sono persone già ben disposte di loro a certe cose.

      31. non c’è… dovrebbe cambiare tutto in questo paese. Il sistema dell’educazione a scuola, il sistema culturale in generale, il modo di fare informazione, dovrebbe ca,biare tutta l’ideologia che c’è sotto la nostra società. È impossibile, ormai.
        Io confido molto nelle aggregazioni tra persone di vario genere, di diversi gradi culturali, di idee diverse, che però abbiano desideri comuni, abbiamo idee comuni e scopi comuni da portare avanti. Io per fortuna faccio paerte di una cosa simile. Perché il Buddismo che pratico io è si una religione, ma i nostri maestri pretendono da noi lucidità mentale e spirito critico. Mai nessuno dirà all’altro come votare. Però agiamo tutti con uno scopo comune, portare speranza nella società ed aiutare gli altri, senza volere nulla in cambio. Siamo spinti ad allenarci ad avere valori fondati davvero su principi condivisibili da ogni uomo.

      32. credo che ci sia bisogno di rifondare il pensiero, ricostruire il linguaggio. c’è bisogno di spirito critico come il pane e l’aria per respirare, bisogna costruire l’idea di bene comune. cosa è il bene comune per te?

      33. Il bene comune… bella domanda.
        Dovrebbero quei valori condivisi da tutta una comunità. Ma la comunita è composta da tanti individui tutti diversi…
        Non so se ci può essere un bene comune valido per tutti.
        Per me, il bene comune è composto da: condivisione, solidarietà, dialogo, apertura verso il prossimo, andare incontro al diverso da sé, mediazione, rispetto per l’essere umano, considerare la diversità comeun valore.
        Quando mai avrò un bambino, spererei di mandarlo in una calsse multiculturale.
        Pazienza se le diversità di lingua ecultura potrebbero rallentare un po’ le lezione,ecc…

      34. Solidarietà per me è entrare in contatto con le persone ed aiutarle, o almeno provarci, senza volere niente in cambio. Non è quel sentimento di aiutare qualcuno per sentirsi più buoni o in pace con se stessi, ma un voler aiutare gli altri in modo puro.

      35. Si, penso che se una persona fa del bene a un singolo o se fa beneficienza a enti o altro (beneficienza è una parola orrida), non deve sbandierarlo in giro. Ma se lo deve tenere per sé. Se invece agisce a livello della società per migliorare le cose, è giusto che sensibilizzi pure gli altri.

      36. Mai. Anche se la mia storia personale è costellata di persone un po’ ingrate o che comunque non mi capiscono. Ultimamente con le mie amiche coetanee, le amiche storiche, ho parecchie difficoltà. C’è un abisso tra di noi. Non mi capiscono e io, probabilmente, non capisco loro.

      37. è giusto, stragiusto. Penso che non ci si debba mai pentire di niente. Noi siamo stati o siamo convinti di aver fatto bene ed è giusto far bene comunque, anche se altri non capiscono. è giusto fare bene, per tanti motivi, perché ci si sente bene, perché si è utili al prossimo, non per il paradiso.

      38. Esattamente, anche se le persone non capiscono, io continuo a comportarmi come sempre. Non capisco le persone che diventano stronze perché hanno ricevuto del male da qualcuno… sono stronze per poi starci pure male. Una mia amica, ultimamente, pensa di farsi rispettare trattando male gli altri. Non capisce proprio che così appare ancora più debole! E ottiene solo che le persone si allontanano da lei…

      39. Non seguo il Buddismo del Dalai Lama, io leggo libri di Ikeda. Li apprezzo molto. Soprattutto perché Daisaku Ikeda è un uomo davvero molto colto, ha dialogato anche coi principali esponenti della cultura, della filosofia, della letteratura, ecc
        Mette delle citazioni nei suoi libri incredibili, da Dante e Petrarca a veramente qualsiasi autore sulla faccia della terra. POi è amico di Nelson Mandela, quindi mi sta anche più simpatico. Lui è il presidente della mia associazione buddista. Diciamo che ci sono molti calunniatori, ma vista dal di dentro l’associazione mi piace molto, non c’è clero e poi come associazione non richiede mai l’otto per mille, perché solo noi membri possiamo contribuire se vogliamo e quando vogliamo senza nessuno che ci chieda nulla. IO in due anni non ne ho mai fatte. Ho deciso di seguire questo tipo di buddismo perché si basa su valori umanistici, come il rispetto della dignità umana e va ben più oltre la ricerca della semplice “pace” che detta così sembra una cavolata utopistica. In base a questi valori, ci impegniamo nella vita quotidiana per fare del nostro meglio. Poi mi paice perché questo tipo di Buddismo non vede il Budda Gautama shakyamuni Siddharta come un dio ma come uomo, non esiste il nirvana perché alal fine si può essere felici qui e ora. Al’inizio ero molto scettico però devo dire che mi ha fatto diventare una persona migliore, in quanto è più stile di vita che religione vera e propria. Un’altra cosa che mi ha convintA è il livello di parità tra persone che fanno i più diversi lavori e hanno livelli di istruzione anche opposra, dalle medie, all’università, gli anziani arrivano alle elementari, come tutti più o meno gli anziani. E poi una cosa fondamentale è lo studio dei principi buddisti, uno dei tre cardini su cui si basa la mia branca di Buddismo. Ti ho detto tutto ciò, così se mai ti imbattessi in un libro di Ikeda saresti avvantaggiato. 😀
        PoiHo riletto C’è nessuno di Jostein Gaarder, Gianni rodari, Roal Dahl, La Divina Commedia, La casa degli spiriti della Allende, delle Poesie di Lorca, il Sutra del Loto, Sherlock Holmes (ho il libro con tutte le novelle). ecc. ecc. ecc.

        p.s: mi rendo conto che queste idee di Buddismo possano sembrare una cavolata, però finalmente ho trovate persone coi miei stessi valori e soprattutto persone che nel loro piccolo agiscono concretamente per migliorare le cose. Senza alcun tornaconto personal, o meglio, per il proprio benessere, ma anche per gli altri. Alla fine, se portando avanti degli obiettivi , riesco a far migliorare le cose anche per gli altri, ben venga (come quando vado ai parlare ci prof per qualche questione, o se vado dal sindaco per lamentare di una cosa fatta male, ecc). Cose piccole, ma importanti.

      40. No!!! Spiegamela 🙂
        sicuramente la società influisce sulle persone, è normale. Ma le persoen se vogliono posso stare attente affinché ciò non accada del tutto 🙂

      41. Io mi ricordo che in prima elementare mi rompevo troppo le balle perché sapevo già leggere e scrivere. Comunque scrivere ordinatamente non era così semplice. Un giorno stavo facendo una fatica immane per scrivere per bene, mi giro verso i miei compagni che stavano scrivendo malissimo. e Ricordo di aver pensato:” ma chi me lo fa fare?”. E riniziai a scrivere, ma come i miei compagni 😀 è lo stesso principio che dicevi tu.

      42. io, se frequento persone disordinate, tendo ad essere più disordinato, caspita. ho un mio amico di una provincia vicina. quando sono con lui, parlo con un accento più simile al suo. pensa tu…

      43. Vivono stressandosi loro stessi e stressando chi li circonda per delle cose assolutamente stupide. Si fanno dei problemi per qualsiasi cosa, anche vere e proprie cose stupide. Ad esempio, se ho messo qualcosa al posto sbagliato, in casa, ne fanno una tragedia. Se lascio una ciabatta in giro, mi rompono le balle un’ora. Tutto quello che faccio è sempre sbagliato. Mi hanno fatto diventare insicura e una persona che si fa ansie e paranoie per tutto. Ho sempre paura di non andare bene.
        Anche se da circa due anni, sono migliorata tantissimo. Prima mi sentivo veramente uno schifo.

      44. Sicuramente si. Molte idee, sopratutto politiche, e gusti musicali e in fatto di libri e poeti.
        Poi, mi hanno insegnato una cosa fondamentale, cioè ad avere uno spirito critico e ad essere sincera. MI hanno insegnato a pensare. Poi mi hanno obbligata a non seguire le mode. Da piccola, soffrivo a non avere le cose che avevano gli altri. Poi ho capito perché lo hanno fatto.

      45. mmm non lo so. Direi di si, però ho sofferto davvero tanto per la mia insicurezza. NOn mi hanno mai deto che ero brava in nulla. Non mi hanno mai daqto segni di apprezzamento. ERano e sono una critica continua.
        Non vedo l’ora di abitare da sola.

      46. Me lo auguro 🙂 Ma io sono più per l’incoraggiamento positivo 🙂 NOn troppo, se no si rischia di far crescere i figli troppo convinti delle proprie capacità! Una giusta vi di mezzo sarebbe l’ideale.

      47. e te voti il Movimento 5 Stelle?
        😀

        A parte scherzi, come fanno ad ansare d’accordo i tuoi genitori???

        com’è avere un padre fascista?

        Come hai fatto a formarti un tuo pensiero?

      48. io ci avevo pensato, ma non l’ho mai votato. alle ultime elezioni ho votato Ingroia. I miei genitori hanno litigato molto, ma sono riusciti in qualche modo ad andare d’accordo. Sono stati due genitori abbastanza autoritari entrambi. Hanno avuto un rapporto strano, eppure sono andati avanti. Mi sono formato un mio pensiero, grazie a mia nonna, la mia mitica nonna di cui, tra poco, ricorrerà il decennale da quando se ne è andata, la quale mi ha spinto allo studio, proprio perché lei, vista la povertà nella quale viveva, non aveva potuto studiare.

      49. La sana via di mezzo sarebbe la cosa migliore… Che poi dipende tutto dalle persone che compongono la famiglia. Mia nonna paterna, contadina da tutta la vita, è molto più aperta dell’altra mia nonna che eppure era figlia di gente più abbiente, con più istruzione. Dunque mio padre è cresciuto in una famiglia dove si poteva parlare di tutto e dove per dire, già ai bei tempi, gli omosessuali non erano per nulla visti male, così come il divorzio o la convivenza. C’era molto dialogo tra mio padre e i suoi genitori.

      50. Sono stati la mia fortuna. Non a caso mi occupo di mia nonna, vivewndo con lei, ora che ha bisogno di me. Sento forte il dover ripagare i miei debiti di gratitudine verso di lei. è stata sempre la mia guida fomdamentale.

      51. Andavo a scuola in un paesino, alle elementari e medie. Eravamo tipo 12 in classe, tra cui 10 femmine, tutte con lo stesso vestitino, le stesse scarpine, lo stesso zainetto e accessori, tipo astucci ecc) di Sailor moon o cartoni animati.
        Io ero vestita con i fuseaux, maglie informi, scarpe orotprdiche con la punta in fuori, zaino dell’invicta (durato fino alla 3liceo classico, dunque fino alla fine). I miei non volevano comprarmi quello che avevano le mie compagne. Le piccole stronze mi escludevano. IO volevo quelle cose perché cos’ sarei entrata nel gruppo, ma sapevo anche che avevano ragione i miei perché erano cose orrende. Anche se mi rendevo conto perfettamente di queste cose, stressavo lo stesso. Poi arrivava il solito ceffone, e tutto finiva lì. ma far incazzare mio padre era la mia massima soddisfazione.

      52. capisco, i miei e anche mia nonna han sempre cercato una sana medietà. Qualche volta sì, qualche volta sì dopo mille insistenze alle mie richieste sulle mode, qualche volta no, sempre spiegandomi che non dovevo diventare schiavo delle mode e che le persone non si giudicano per le mode che seguono.

      53. penso che ci debba essere sempre una certa ragionevolezza. credo che se una cosa non è dannosa, non ti rovina, si possano anche condurre delle trattative con i figli, anche se, forse, il mio è un approccio un po’ anni 70 e un po’ buonista forse. Secondo te è meglio il vecchio modo di educare o quello nuovo?

      54. Adesso in molti casi non c’è educazione da parte delle famiglie. A molti genitori importa solo che i figli non rompano e non facciano capricci. A questo scopo, permettono ai bambini di giocare ai videogiochi a tavola o al ristorante, di farli scorazzare liberamente, ECC. Inoltre non sopporto che i genitori debbano sempre dare ragione ai figli, sopratutto dando contro a professori, maestri o educatori vari.
        mOLTI GENITORI non insegnano ai figli il valore della cultura, ma anzi inculcano che la violenza vince, che l’essere i furbetti di turno è meglio che essere onesti, ecc.
        Una volta c’erano più valori. Poi vabbé le mamme potevano restare più coi figli, perché spesso un solo stipendio bastava.

      55. d’accordo praticamente su tutto… sei sicura al 100 per cento che ci fossero più valori? molti italiani sono stati consenzienti o acquiescenti rispetto al fascismo, ad esempio. non è che le donne erano costrette a stare in casa? sono un provocatore rompiscatole

      56. Anche io rompo le scatole, dunque stai pure tranquillo 🙂
        Gli italiani sono stati consenzienti riguardo al fascismo, come lo sono stati per Berlusca. Alllo stesso modo, piace Grillo, urla in continuazione e arla come un bifolco. La gente lo sente vicino e lo vota. E poi noi italiani abbiamo sempre avuto bisdogno di qualcuno che ci facesse credere di fare le cose al nostroi posto. Oiù che di cattivi, siamo un popolo di pigri.
        Riguardo alle donne, si, erasno costrette a stare in casa, ma anche l’estrema libertà che c’è ora a volte può essere controproducente. Io auspic sempre la via di mezzo. Adesso a 14 anni le ragazzette sembrano già donne fatte. Ti dico che io che ho quasdi 25 anni sono scambiata sempre per una 16enne, non mi piace dare mostra di me.
        Secondo me, non è che il problema sta nei valori, ma più che altro nell’atteggiamento delle persone. Tutto questo qualunquismo, questo menefreghismo, ecc non porterà da nessuna parte. Invece diu andare avanti torniamo indietro. Il progresso ci ingabbia e nemmeno ce ne rendiamo conto. Adesso le “prigioni” sono solo di altro tipo.

      57. ecco questo è un paletto, dato che ti dicevo che si solito non ne metto 🙂 Per i classici, spesso, mi accade. È come se non mi sentissi “abbastanza” preparata per affrontarli!

      58. Preparata da ogni punto di vista. Prima di affrontare certi libri vorrei avere la necessaria esperienza, intendo anche come esperienza di vita. Mi sento ancora troppo immatura.

      59. …. l’ho letto perché non volevo avere pregiudizi. Ammettiamo che non scriva poi così male, tipo Moccia, perché alla fine gli intrecci delle sue storie reggono anche…. ma dal punto di vista dei contenuti storici/culturali/artistici mi dissocio.

      60. Devo pensare anche a questo! Irene Nemirovsky mi piace molto. MI piace anche la Morante. In realtà, non ho mai dei preferiti perché mi piacciono tutte le cose belle! Ho letto tantissime cose e di ogni scrittore “bravo” mi colpisce qualcosa. SE tu, per esempio, mi fai una lista, vedrai che mi piaceranno in tantissimi. 😀 Forse è che non ho molta personalità (come mi hanno detto in molti), io preferisco dire che il mio cervello è talmente vagante che non riesce a mettere dei paletti. E poi sono una che raramente vede grigio: mi piacciono tantissimo o per niente.
        L’unica cosa che ti posso dire è che gli ultimi scrittori italiani non mi piacciono, sembra che scrivano ad arte per attirare il grande pubblico. Mi rendo subito conto di quel tipo di scirttura. Comunque, devo ammettere che mi piace molto il periodo del Medio Evo e poi, ultimamente , ero molto affascinato dal latino degli umanisti. Da una persona che legge 5 libri alla volta non puoi aspettarti ordine mentale 😀

      61. posso dire che il tuo mondo interiore è semplicemente fantastico. io faccio fatica a leggere un libro alla volta. alle volte ne leggo due, ma rischio sempre di confondermi. Hai un bel po’ di personalità, caspita. Cosa hai letto di Nemirovsky? Che pensi di scrittori pop, per così dire, tipo Moccia?

      62. Suite francese, IL ballo ed altri racconti sparsi durante gli anni.
        Ti ho già un po’ risposto in un altro commento.
        Non voglio darmi arie, ma ho ricevuto un’educazione al”bello” da parte dei miei genitori che, esagerando, mi hanno fatto leggere e vedere film anche molto “pesanti” fin dalla tenera età. Se pensi che a 4 anni già sapevo leggere, puoi capire perché a 9 leggessi Cent’anni di Solitudine. Però la cosa buffa è che non sono mai stata un genio, anzi, all’università faccio una fatica dannata, mi pesa farla, peggio che se dovessi andare a spalare merda per tutto il giorno. Ora forse sto un pochino esagerando, ma è così! Per studiare quelle cose ci metto mesi, le date non mi entrano in testa, chiedo ai professori perché devo studiare in modo così sterile che non serve a niente, ma nulla da fare… MI tocca imparare a memoria “vagonate” di cose. Praticamente, non ci è richiesto di usare il cervello, ci fanni studiare da robot. È molto frustrante.
        Tornando ai libri, per me, quel genere di libri sono totalemnte inconcepibili, non hanno niente di profondo, di corale, di umano. Sono solo parole messe in fila, atte, anzi, a portare le persone verso la via sbagliata. NOn danno certo il buon esempio. Tipo quelle SFumature di … quel libro mezzo porno. Ma che senso ha? Ognuno nel suo privato può fare quel che vuole, ma perché farci un libro? ma chissenefrega. Sogno ancora che ci sia qualcuno che scriva per portare un’idea.
        Comuqnue, i miei genitori sono figli di contadini ed operai nelle fonderie, di sartine e di giardinieri, eppure hanno una cultura veramente grande. Non a caso i miei nonni erano nel Pci, magari erano idee sbagliate o giuste o bo, però hanno trasmesso ai figli degli ideali validi, un’educazione “corale”, forse non mi spiego, la voglia di sapere.E i miei non sono nemmeno laureati, mio papà è impiegato e mia mamma il diploma di mestra d’asilo e fa la casalinga. Ma loro erano figli di “un qualcosa di più grande”. Se non mi sono spiegata, scusami! NOn mi vengono altre parole 😀

      63. io ho avuto l’onore di essere educato da dei nonni che avevano fatto la quinta elementare, iscritti al PCI dal 1945, i quali mi hanno educato più dei miei genitori. I miei nonni erano dei veri comunisti, mi hanno instillato l’amore per la cultura, per il sapere, la profondità. a 10 anni leggevo il Padrino, i libri di filosofia di mia sorella, i libri di inglese di mia sorella, quelli di mio padre, quelli di mia madre. Sono cresciuto e vivo ancora in un quartiere popolare, dove non c’è tanta gente laureata, alcuni dei miei compagni di scuola delle scuole medie sono finiti in galera. pensa tu…

      64. Anche io sono stata cresciuta dai nonni, molto simili ai tuoi.
        E dai, possiamo dirlo e affermarlo con sicurezza, erano “superiori”.
        Poi, non dico che tutti quelli come loro, erano dei geni educativi, però almeno i miei nonni mi hanno trasmesso dei valori ineliminabili. Me li hanno trasmessi fin da neonata e moriranno con me.

      65. I nonni sono le radici dell’albero, i genitori il tronco e i figli sono i rami e le foglie e i frutti… ai semi dei frutti nascono altre radici, altri tronchi e poi altre foglie, rami e frutti…il ciclo della vita è perpetuo.

      66. È vero, il tuo è un vero spazio di crescita e confronto. E poi mi piace rispondere alle tue domande che sono intelligenti 🙂 Di solito, le domande che si pongono sono spesso quelle di circostanza (come va??blabla) oppure domande stupidissime su cose stupidissime. Grazie, quindi.

      67. MAI! infatti sono contenta di me… in due anni a questa parte ho superato di molto i miei limiti. Un mio limite era quello di non essere mai riuscita ad avere un diario ed invece nel mio umile spazietto “nichirelena” sono riuscita con un po’ di sforzo a scrivere anche qualcosa delle mie giornate! 🙂

      68. NOn l’ho mai pensato.
        L’unica cosa di cui mi posso attribuire il merito è che ho ristudiato la grammatica e la punteggiatura, due anni fa da sola. Mi ero resa conto di fare orrore. Spero di non sbagliare spesso.

      69. Anche tu mi sembri pieno di risorse e mi stai simpatico 🙂
        Da bambina, mmm leggevo tanto, non potendo muovermi molto bene.
        Stavo tanto tempo al Gaslini, vedevo sempre bambini malati. Questa cosa mi ha segnato molto e forse mi ha dato quel pizzico di sensibilità in più che, adesso, mi serve molto ad entrare in contatto con le persone in modo vero.
        ERo una bambina che parlava tantissimo, i miei genitori mi spiegavano molte cose su tutti gli argomenti. Sapevo più cose di politica che ora 😀
        Non sono mai stata molto bambina. Quando avevo 6anni, mio zio è morto di tumore, da quel momento avevo deciso di non credere più in Dio.
        SOno sempre stata più grande della mia età, per cui non avevo molti amici.
        STvo spesso da sola. A tipo 7 anni avevo un amico immaginario. Avevo un registratore- stereo della Playschool e registravo tantissimo sulle cassette. IO parlavo con l’amico immaginario e cambiavo voce a seconda che a parlare fossi io o “lui”. Molto inquietante!
        Poi mia mamma mi ha insegnato l’alfabeto che ero molto piccola e anche il modo in cui si pronunciavanoi le lettere. Così ho imparato a legger in modo strano, quasi naturale, praticamente da sola. La prima parola che ho letto è stata la parola RELAX su un piatto di plastica giallo raffigurante gatto silvestro.

      70. Grazie 🙂 Lo spero.
        IL fatto è che corro su un filo del rasoio.
        Ad esempio, molti confessano che a prima vista sembro dolce e carina, ma poi faccio paura quando parlo perché cambio voce in continuazione e spesso è una voce molto profonda.
        IL fatto è che sono sempre in confusione e la gente se ne accorge 😀
        Ad akcuni sembro molto intelligenti, ad altri idiota. O mi amano o mi odiano dal profondo del cuore, per me non esistono vie di mezzo. È una continua altalena, io mi sento un’altalena. È uno stress.

      71. Cambio tono di voce in modo molto veloce, gesticolo tantissimo, parlo tantissimo. Dopo due secondi magari sto zitta perché non so più cosa dire. Troppa energia mi fa male.
        Anche di umore, non sono una persona stabile.
        Inizio a fare mille cose e poi non le porto a termine. Sono un caso umano.

      72. MMM non lo so. Cioè, quando mi relaziono con qualcuno, non riesco ad anteporre davanti a me uno schermo. Io sono così come sono. A Volte sono molto affettuosa con le persone. E poi dico tutto quello che ho in mente.
        Non lo so. Ecco. Probabilemente si.

      73. io odio le banalità, mi sto un po’ antipatico da solo, anche quando sono io a proferirle le banalità. disprezzo la pigrizia mentale, mi piace la spontaneità, mi piace la comunicazione senza troppi filtri. Non mi piace dovermi troppo frenare. Cosa è per te il luogo comune?

      74. Il luogo comune è un qualcosa che non è per forza da eliminare dalla mia vita. Detesto quegli intellettuali chic del cavolo, che vanno tanto di moda nella mia città, che devono per forza/ sempre/ in ogni occasione ribadire quanto loro siano fuori dagli schemi. Se una persona è fuori dagli schemi, lo è senza nemmeno volerlo ed, anzi, a volte ci soffre per questa cosa. A volte sarebbe bello essere come gli altri e non essere sempre “diversi”.
        Il luogo comune va scansatoquande parte dal negativo, tipo: gli immigrati sono tutti ladri. Ecco, il luogo comune che scade nel qualunquismo becero va assolutamente tenuto lontano come la peste. Sono buoni tutti a dire queste cose qualunquiste senza poi fare niente di concreto per migliorare le cose. Certo i luoghi comuni andrebbero evitati, ama volte sono anche rassicuranti e qualora non facciano male a nessuno, ci possono anche stare. Siamo esseri umani, d’altronde.

      75. Quando magari ci confermano delle cose che dice anche il buon senso… adesso, non me ne viene in mente nemmeno uno, però sono convinta che ci siano sempre delle cose che diamo per scontate, anche se sappiamo benissimo che non le sono, solo perché proprio ci rassicura pensare così.

      76. No, saggia no. Sono solo abituata a pensare e a ragionare senza seguire gli altri…
        Non voglio sempre finire nel Buddismo, ma i nostri maestri ci spronano affinché noi giovani diventiamo autonomi, saggi, persone capaci che non si spaventano, persone giuste, persone che seguono il cuore. Come diceva Nichiren, che ha scoperto il mio buddismo, nato nel 1222: “è il cuore che è importante”. Ikeda vuole che noi diventiamo i leader del futuro. Non un leader nel senso di capo, non solo, ma persone che portano la società verso il meglio e non verso la deriva che si sta raggiungendo oggi. Finalemnte ho trovato qualcuno che la pensa come me. Mi sento appoggiata da persone che la pensano come me. Finalemnte.

      77. Comunque hai detto bene, i geni. Io sono normale, sono lenta ad imparare le cose che studio, vado agli esami e balbetto. Magari fossi un genio!Magari!
        Per me lo studio universitario è noioso. Deprimente. Studio più da sola per cose mie, sicuramente. Cose che poi mi ricordo anche.

      78. MI piace quello che studio “in teoria”, cioè Lettere di per sé sarebbe un abella facoltà, o quando studio da sola per i fatti miei, leggendo saggi o libri che piacciono a me. INtendiamoci, i professori non sono tutti uguali e qualcuno di bravo che fa studiare materiale interessante c’è. Ma è raro. Sono troppo fissati con nozionismo e nel fare imparare praticamente a memoria quantità industriale di date e altre cose che secondo me, pure essendo importanti, non racchiudono l’essenza di quella materia… In pochi fanno ragionare. A me piace fare ragionamenti e collegamenti, quelle domande fini a se stesse mi fanno sentire inutile e deficiente.
        MI piacciono le materie come filologia, glottologia liguistica. Il metodo filologico è la mia passione, l’ecdotica. Ma anche la ricostruzione del contesto culturale in cui operavano gli intelettuali.

      79. Le letteratiura mi piacrebbero se ci facessero studiare le poetiche, i pensieri di un determinato autore, il significato delle opere, ecc. In pratica si limita anche lì a sapere date su date su date. Ok che collocare un’opera storicamente è importante, ma c’è modoe modo di farlo, ecco. La data spiaccicata lì senza sapere quel che c’era in quel periodo non serve a niente.

      80. Come diceva Mika, protagonista di un libro stupendo di Jostein Gaarder, alle domande bisogna sempre fare un inchino, non alle risposte!
        Il libro è “C’è Nessuno?”. Se non l’avessi mai letto, ti consiglio di farlo al più presto. SEcondo me, ti piacerebbe, anche se è per bambini. È uno deilibri più belli che io abbia mai letto.

      1. Il sole dona vita, il fiore di Loto (simbolo del tipo di buddismo che pratico io) è un fiore speciale, cresce nel fango, ma poi diventa splendido e rappresenta la metafora della mia vita 🙂 Entrambi sono “il meglio” 🙂
        P.s: nessuna domanda è sciocca!

      2. adoro il sole, quando è gentile, ma lo amo anche se è un po’ più sgarbato, perché è la fiamma che nutre la vita. Aristofane parlava delle cicale, definendole “pazze di sole”. è interessante la definizione del loto. io ero rimasto al loto come simbolo dell’oblio. cosa pensi della pioggia?

      3. Mi piace la pioggia, adoro sentirne il suono quando sto per addormentarmi. E poi io sono di indole maliconica, per cui con la pioggia sto benissimo, sento la pace dei sensi. Mia mamma, invece, si intristisce non poco.
        DEvo ammetere che, da quando è venuta l’alluvione, ho un po’ di paura se piove tanto. I miei luoghi sono stati duramente colpiti e poi, successivamente, non sono stati messi in sicurezza. Gli uomini hanno tagliato alberi e dissodato terreni fermi da anni ed anni, ci hanno costruito, quindi quando piove frana tutto.
        In quei giorni, c’era tanto di quel fango e tanti di quei detriti che se ci penso, mi sento ancora soffocare.
        Potrebbe ancora capitare.

      4. quando la natura si ribella all’uomo, sono spesso gli innocenti che pagano per colpa dei colpevoli. è proprio atroce.
        ti piace camminare sotto la pioggia? uno dei miei film preferiti è Cantando sotto la pioggia, guarda caso.

      5. Non l’ho mai visto 🙂 LO vedrò.
        Si mi piace, anche perché amo gli ombrelli. Quando passeggio con l’ombrello aperto, mentre piove, sento il suono della pioggia proprio poco sopra la mia testa! È bello!

      6. sono d’accordo anche io e penso anche che l’atteggiamento di molti italiani sia molto farisaico, del tutto esteriore. Che senso ha una fede che è solo apparenza, solo ostentazione? Penso di essere più religioso, tra virgolette, io, che sono ateo, di molti di loro, se si intende per religione la ricerca di una spiritualità.

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