“Un bambino, un insegnante, un libro, una penna possono cambiare il mondo”, il discorso ieri all’Onu di Malala Yousafzai, 16 anni, sopravvissuta a un attentato dei talebani

Il blog che realizzo parla di scuola, in un contesto felice, in una città italiana. Ci sono ragazzi normali, ragazzi che costruiscono una società attraverso piccoli gesti, ma non così piccoli. Ci sono ragazzi che non sono destinati al GF, ma ci sono ragazzi che vivono in una realtà felice. Pubblico molto volentieri questo articolo, perché parla di un altro aspetto del diritto allo studio. C’è una ragazza che ha rischiato la vita. Non voglio fare paragoni tra i due casi, non voglio sminuire i miei ragazzi, voglio andare a dare un’occhiata dall’altra parte del mondo.

Italia-express

170503343-66c39e01-b869-4928-8a42-0e567ac4f973a cura di Paolo Rausa

L’eguaglianza
Non so da dove iniziare il mio discorso. Non so cosa le persone si aspettano che io dica. Ma prima di tutto vorrei ringraziare Dio, che ci ha fatto tutti uguali (…) Il “Malala Day” non è la mia giornata. Oggi è il giorno di ogni donna, di ogni ragazzo e di ogni ragazza che ha alzato la voce per i propri diritti (…)

La forza e il coraggio
Cari amici, il 9 ottobre del 2012 i talebani mi hanno sparato alla tempia sinistra. Hanno sparato anche ai miei amici. Pensavano che i proiettili potessero zittirci. Ma hanno fallito. Da quel silenzio si sono alzate migliaia di voci. I terroristi pensavano di poter cambiare le nostre intenzioni, di poter frenare le nostre ambizioni, ma nulla è cambiato nella mia vita, eccetto una cosa: la debolezza, la paura e la disperazione sono morti. Al loro…

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