Le parole e le cose

Ho scelto di avviare questo blog, perché desideravo scrivere in libertà, parlando di una realtà, come quella scolastica, da un punto di vista emotivo. Il primo obiettivo è sempre stato quello di non raccontare balle, di parlare di qualcosa di spontaneo. Lo faccio, perché lo voglio fare. è questo l’importante. Quando sento qualche cosa che non corrisponde alla realtà, mi chiedo se le parole hanno ancora un senso e ho qualche dubbio. 

Come ormai tutti sanno, io non sono religioso. Non capisco come mai ci siano personaggi come Don Gallo assieme a ciellini, l’ho già scritto. Credo che chiunque dovrebbe essere almeno un po’ sincero, solo un po’. Quando lavoravo nella scuola ciellina, c’erano le medie, il liceo, l’istituto professionale. Io non insegnavo al professionale. Un giorno ho notato una ragazzina minuta, con il velo. Mi sono stupito, nel vedere una ragazzina mussulmana in una scuola ciellina, una scuola cattolica. La ragazzina muoveva a fatica una gamba. Notai, nel giro di pochi secondi, che quella ragazzina aveva una protesi. Quella ragazzina, nella scuola cattolica, senza ascensore né uscite di sicurezza, saliva lentamente le scale. Quella ragazzina arrivò fino all’ultimo piano, al terzo, le scale erano erte, gli estintori. Quali estintori? La classe di una ragazzina con una protesi al posto di una gamba, in una scuola cattolica senza ascensore né uscita di sicurezza, al terzo piano. Le parole e le cose.

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