Il corpo

Il nostro corpo ci rappresenta, a volte male, a volte bene. è un biglietto da visita, che rimane attaccato a noi per tutta la vita. Ci condiziona, condiziona la nostra mente. La nostra mente condiziona il nostro corpo. L’aggettivo importante è “nostro”: per noi atei, il corpo è nostro, la natura ce l’ha dato. Possiamo tenerlo per come è, possiamo allenarlo, possiamo modificarlo per via chirurgica. Per i cristiani è dio che da la vita, per i cristiani fondamentalisti, come i ciellini ed altri, gli esseri umani non possono disporne. Non possono disporne né i credenti, né gli atei. Gli stati devono conformarsi all’unica fede, che è la loro. Potrei scrivere questo post, questo blog, con la giusta acrimonia che si deve ad una consorteria come cl, ma penso che risolverebbe poco. Dobbiamo capire perché c’è gente che si avvicina, anche in buona fede, a questi movimenti di integralisti. Dobbiamo capire che bisogna parlare ai deboli, agli indifesi, ai proletari con meno mezzi, con il linguaggio della semplicità e della verità. Dobbiamo togliere l’acqua nella quale nuotano questi, cambiando i linguaggi. Molto spesso non ci accorgiamo che i nostri linguaggi sono vecchi, datati e incomprensibili.

Alcuni anni fa è terminato il dramma di Eluana Englaro, una ragazza rimasta vittima di un incidente stradale, in stato vegetativo. L’eroico padre di Eluana si è battuto per far valere il diritto della famiglia a liberarsi dalla prigionia all’interno di un corpo, che non era più un corpo vivo. Beppino Englaro è andato su tutti i media. L’eco di quella vicenda è stata forte. La politica ha strumentalizzato il dramma. Puttanieri, ladri e mafiosi sono diventati devoti, per guadagnare qualche voto.

Anche nella scuola dove ho insegnato la tensione è forte. Sono tutti mobilitati per indottrinare i ragazzi. Eluana, secondo chi comanda, sarebbe ancora “viva”. Sono bugie, Eluana non ha alcuna speranza di risvegliarsi, soprattutto si tratta di rispettare la sua volontà, quando aveva detto al padre che avrebbe preferito smettere di vegetare, se le fosse capitato un grave incidente o una grave malattie. Sono bugie, quelle che raccontano, propinate a ragazzini, a ragazzi. Nel movimento di cielle si entra, molto spesso, perché si ha bisogno di sicurezze a buon mercato, perché si è soli. Cielle riempie la vita, non si può accettare nulla al di fuori. Mi trovo molto a disagio. Penso che sia poco indicato anche, che una persona poco esperta di medicina come il sottoscritto, si avventuri in digressioni di bioetica. è febbraio e il dramma di Eluana sta per finire. Il martedì mattina presto vorrei scomparire, soprattutto prima di entrare in classe, ma VDP, prof e militante ciellina, è attenta. è una donna sola e depressa, cielle per lei è tutto, nulla e nessuno possono esistere fuori da cielle. Mi avvicina con aria melliflua e chiede: potresti parlare ai ragazzi (seconda media) di Eluana?  Mi vorrei sotterrare. Entro in classe, senza sapere cosa fare. Ignorare la richiesta, raccontare balle, dire la verità. Scorrono i minuti, faccio lezione e sempre di più mi convinco. Quando manca circa un quarto d’ora inizio a parlare, racconto tutta la verità. Una bomba silenziosa stava esplodendo. KDS è una ragazza, sembra che abbia 16 anni, ma ha l’ingenuità fanciullesca che è giusto avere. Alza la mano e pone una domanda: la preside ha detto che se uccideranno Eluana, che è ancora viva, potranno uccidere anche mia nonna, solo perché è un po’ svanita. è vero? Ha lo sguardo preoccupato, angosciato. Le rispondo molto tranquillamente, non è vero. E i suoi occhi grandi si spalancano, come quelli dei compagni. La verità. Parlo, parlo, continuo a parlare, spiego i diversi punti di vista, racconto la verità. LG, che è un ragazzo grande grande, alla fine del mio discorso dice, ma la vita di Eluana non è vita. Io faccio un cenno di assenso e allargo le braccia. Ho raccontato la verità, una bomba silenziosa è proprio esplosa.

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4 comments

  1. Io sono credente, cattolica e praticante (seppur con fasi alterne) eppure non sopporto i ciellini. Fin dai tempi dell’università hanno dimostrato la loro ipocrisia (“se non voti per me perché mi saluti?” mi chiese una candidata alle elezioni; risposta: “perché sono educata”. Che azz vuoi rispondere ad una scema così?) e la scarsa carità cristiana (un giorno occupo il posto in biblioteca che i ciellini credevano di loro proprietà. Commento dei caritatevoli: “maledetta!” 😯 )
    Sono cattolica eppure stavo dalla parte di Beppino Englaro (ho scritto molti post, questo è il link: http://marisamoles.wordpress.com/category/eluana-englaro/ Ho avuto anche discussioni infuocate con un prete).
    Io credo che, come in tutte le cose, la giusta via di mezzo sia la via dei saggi.
    Non ho mai creduto di essere una cattiva credente quando ho appoggiato la causa di Englaro. Semplicemte non sono un’integralista. Poi è anche vero che una cosa è mettersi nei panni di …, un’altra è esserci.

    1. Io mi sono sentito a disagio, molto a disagio, quando ho dovuto parlare della questione. Mi sentivo molto fuori posto, perché non sono esperto, perché voglio rispettare il dramma altrui. Mi sentivo fuori posto, perché non si trattava della mia vita, non si trattava del mio corpo. Mi sono sentito a disagio, proprio perché non sono ciellino e, dunque, rispetto agli altri. Credo che sia stata una storia tremenda, quella di Beppino Englaro, una storia in cui l’ha vinta soltanto il dolore.
      Credo che la religiosità dei ciellini sia di facciata, sia una sorta di favola rassicurante per bambini insicuri. I ciellini rappresentano la chiusura, sono votati solo alla loro causa, come predicano sui loro volantini, sui loro siti, nulla vi è al di fuori di loro. Mi fanno anche paura. Per questo motivo ritengo del tutto normale anche quello che scrivi su di loro. Normalissimo…

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