volere

chiedo spesso ai ragazzi di parlare di loro stessi nei lavori che chiedo loro di svolgere. I loro lavori devono essere delle fotografie delle loro passioni, li devono rappresentare. 

Anni fa rimasi impressionato da una ragazza, GDV mi parlò della sua passione, l’equitazione, raccontandomi di 3 ore di allenamenti quotidiani, 11 mesi l’anno circa. Io rimasi sconcertato, pensai a me stesso alla sua età, 17 anni, pensai a me stesso all’età che avevo qualche anno fa e mi complimentai con lei. Quella ragazza arriva a scuola un’ora prima degli altri per ripassare, ha voti altissimi. In una classe prima c’è CA, che sembra la sorellina di Maria Sharapova, gioca a tennis a livello agonistico, tre ore al giorno. è la più brava della classe ed è una piccola campionessa di tennis.

L’anno scorso è arrivata in Italia dalla Moldavia, si chiama LCI. Non sapeva una sola parola di italiano quando è arrivata. è risultata la migliore della classe, seguendo il programma degli altri. C’è la storia di SF, di cui ho parlato. SF è una delle più brave della classe ed è una giovane stella della danza, elegante e aggraziata come solo dopo tanti anni di esercizio di danza classica si può essere. E poi c’è BM, che pratica ginnastica ritmica, come CF. Sono brave a scuola, volenterose, sanno eccellere nello sport o nell’arte. Costruiscono società, costruiscono la classe, hanno la forza per tenere assieme il gruppo. Hanno la dolcezza, l’intelligenza e la forza necessarie per risolvere i problemi.

Ho ragionato in questi giorni sul quadro idilliaco che caratterizza per molti aspetti i miei post. Le donne guidano e gli uomini, il sottoscritto a parte, sono spesso guidati, da donne che hanno più spirito di loro. Non voglio polemizzare contro il genere di cui faccio parte, ma sottolineare che i maschi italiani stanno diventando un po’ molli. Sicuramente nelle due classi terze che ho descritto prevalgono numericamente le donne ed è normale, anche per questo motivo, che abbiano un ruolo guida, ma è anche il loro carisma ad essere diverso. Intendiamoci, con i maschi di queste due classi ho avuto ottimi rapporti, ma ho il sospetto che se in futuro non si troveranno più con ragazze così sagge ed assennate come quelle che descrivo, faranno molta fatica a confrontarsi con la realtà che li circonda, a meno che, e penso che in parte ci stiano riuscendo, quelle ragazze non li aiutino a crescere. 

Le storie che ho raccontato, alle quali ho accennato, sono storie di volontà, di volontà ferrea. Quando si vuole qualcosa che è “bene”, come la ginnastica ritmica, o la danza, ma anche il calcio perché no, lo spirito diventa più forte, o almeno, spesso succede così. Chi vuole, chi ha il desiderio di esprimere una passione, spesso è un costruttore di relazioni positive. Naturalmente non sono solo questi gli esempi positivi. Ma i maschi?

Io sono stato cresciuto prevalentemente da donne, ma gli uomini (mio nonno, ma anche mio padre, il mio prof di italiano di prima liceo) hanno sempre costituito una figura importante, sia gli uomini, sia le donne hanno guidato la casa, anche se a casa quella che era presente di più era mia nonna. Questi uomini di oggi e gli uomini del futuro saranno in grado? Forse i genitori di oggi considerano più fragili i maschi delle femmine? Forse siamo il nuovo “sesso debole”? Forse gli uomini conoscono meno la responsabilità?

Penso che se la scuola e la famiglia non educano ad assumersi la responsabilità, anche del fallimento, anche della punizione, anche quando si è piccoli, il risultato sarà la disgregazione di questa nostra società rabberciata. C’è un’altra grande verità/banalità: o si collabora tra uomini e donne o non ci si salva. Tutti dovremmo avere pari ruolo, maschi e femmine. E se anche la scuola, dove predominano le insegnanti, avesse contribuito a questo nuovo ruolo della donna? Mi chiedo anche se agli oneri che hanno in più le donne corrispondano anche gli onori? Io considero le donne, e le ragazze delle classi nelle quali insegno, dei capisaldi, ma nel resto del mondo. Le donne guidano gli uomini, perché gli uomini hanno rinunciato? Perché gli uomini sono diventati deboli? Si sono imborghesiti?

Una volta il ruolo sociale della donna era scarso, era confinata in casa. Da quando la donna lavora, si è assunta delle responsabilità maggiori, riuscendo anche a gestire delle intere famiglie da sola. L’uomo si è seduto, ora, con la crisi economica, ci sono delle donne che sono obbligate a mantenere da sole le famiglie. E le donne di domani? Sono forti, volitive. Devono sapere anche educare gli uomini di domani che vivono la scuola assieme a loro. 

Forse ho posto troppe domande, forse non ho dato abbastanza risposte. Scatenatevi, se vi va.

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8 comments

    1. Nella classe prima c’è una ragazza romena, alta, con gli occhiali e lo sguardo timido. Si chiama DB. Tre pomeriggi alla settimana deve andare ad aiutare sua madre a fare le pulizie, perché hanno dei problemi economici. Il padre è disoccupato. Nonostante ciò, pensa alla cultura. è risultata la miglior lettrice della scuola, legge libri di Valerio Massimo Manfredi, Josteen Gardner, Dickens. Un giorno mi ha chiesto se le prestavo dei libri di tedesco, per potersi esercitare. Avevo diversi libri, che i rappresentanti regalano ai prof per farsi pubblicità. Glieli ho regalati, le ho detto di non dirlo ai compagni. DB si impegna nella mia materia, anche se non sempre i risultati sono eccellenti. Le ho alzato il voto. è normale avere delle defaillances, quando al pomeriggio non si può andare dal fidanzato o a danza sempre, ma bisogna andare a fare le pulizie. So che una volta si andava a lavorare a 12 anni, mia nonna me lo raccontava sempre, ma, per fortuna i tempi sono cambiati, almeno per quello. a 16 anni bisogna studiare, pensare allo sport, pensare al fidanzato/a, solo a quello. è un’età troppo bella per avere dei pensieri.

      1. E’ un’età bella si, ma anche molto, molto delicata.
        A volte sono proprio quei raggazzi così …costretti gioco forza a lavorare..ad impegnarsi più volentieri e a leggere soprattutto perchè hanno una meta: il riscatto sociale. Il non voler penare come i genitori….
        Ci sono poi altro tipo di ragazzi che posseggono oggetti, che sono di famiglia benestante ma anche del ceto medio…che studiano perchè devono farlo…forse per far contenti i propri genitori. In realtà dello studio e, soprattutto, della lettura non gli importa granchè….

        Generalizzo ma insomma vien da sè che non tutti sono così e il confine non è così netto tra le due situazioni descritte….
        .

  1. Pensa che io ho una quarta (quinta, il prossimo anno) di 20 maschi e 2 femmine. 😦

    Non so se i ragazzi d’oggi sono “molli”, io ne ho due in casa (25 e 23 anni) e posso dire che lo siano per quanto riguarda lo sport ma in casa il più piccolo se la cava alla grande (forte anche di un periodo di convivenza), non dico che potrebbe sostituirmi alla perfezione ma almeno si impegnerebbe. L’altro … vabbè, lasciamo perdere.

    1. credo che sia sempre un problema generalizzare. Ognuno vede le cose dal proprio punto di vista. La maggior parte delle classi che ho avuto sono state a prevalenza femminile e ho trovato diverse ragazze toste. Nel tuo caso la situazione è del tutto diversa, essendo quasi tutti maschi. Molto spesso è la madre ad essere più protettiva verso il figlio maschio, visto che l’educazione è quasi sempre compito della madre, la conseguenza è che i ragazzi hanno meno carattere. Non è detto che sia una regola, naturalmente. Nel tuo caso uno dei due figli è piuttosto in gamba. Molto dipende anche da come sono state educate le madri. è una catena. Comunque, per concludere, quest’anno mi sono trovato meno bene nell’unica classe con molti maschi, una prima. Sarà un caso o devo far pace con quelli del mio stesso genere?

  2. il mondo dell’adolescenza è complicato. Non sono né carne né pesce, non sono più bambini, non sono neanche adulti. Forse non esistono neanche gli adolescenti, esistono gli adolescenti sani, gli adolescenti malati, gli adolescenti benestanti, gli adolescenti proletari. Forse sono la realtà più in divenire, forse sono troppo protetti, ma hanno dentro di loro delle energie che nemmeno sanno di avere. Bisogna tirargliele fuori.

  3. Subito avrei risposto con un banalissimo cliché “dietro ogni grande uomo si nasconde in realtà una grande donna”. Però, forse non è sufficiente e non so quale contributo poter apportare io che sono un uomo di appena 23 anni eheh Credo però che la volontà sia tutto, parlo di me e dei miei sogni e di tutti i tentativi che sto facendo per avverarli. Tutti i tentativi e i relativi sacrifici, di tutte le grandi batoste che ho e sto racimolando da ogni parte. Ma forse perché mi sono posto un obiettivo, probabilmente anche fin troppo alto…, sento un po’ di volontà. Credo che purtroppo il dramma di oggi sia l’assenza di reali scopi o desideri da parte delle nuove generazioni. Tristemente una battuta di una spoof comedy quale ‘Scary movie 3’ racchiude il senso di molti (fortunatamente non tutti) giovani di oggi: “Io ho un sogno!” / “Quale?” / “Avere un sogno”…
    Un saluto
    Andrea

    1. Viviamo in un’epoca nella quale si pensa sempre meno al domani, ancora meno al dopodomani. Penso che sia sempre stato difficile progettare la vita, ma adesso sta prevalendo il rifiuto rispetto alla progettazione. Perché? Ci potrebbero essere molte risposte: un’educazione sbagliata, la paura del fallimento, la paura di confrontarsi con una prospettiva di ampio respiro. Cercherò anche di offrire più risposte. O almeno spero.

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