Grazie!

Questo è il primo di una lunga serie di ringraziamenti. Voglio ringraziare i miei followers e chi ha messo “mi piace” ai miei post, chi ha scritto commenti. Continuate a scrivere commenti, parlate ad altri di questo blog. 

Cerco di comunicare le mie emozioni, cerco di emozionare le persone che seguono questo blog. Cerco di parlare del valore personale, ma anche politico, che per me ha la scuola. Una scuola pulita, una scuola dove si studia perché si ha voglia di studiare, dove si rispettano le regole, perché le si vogliono rispettare, senza troppa paura di essere puniti, è un baluardo contro la crisi, ci fa pensare che non tutto sia perduto. Ci sono ragazzi, come quelli che ho descritto e descriverò, che sono come una boccata d’aria pulita. Spero che il gruppo cresca, intanto grazie.

A presto.

M.

2 comments

  1. Grazie a te per raccontare la tua esperienza di insegnante, per avere questo approccio così vero con i ragazzi\e: ne hanno bisogno.
    Hanno bisogno di punti fermi, come si diceva…e anche di qualcuno che li ascolti, li guardi negli occhi e che, oltre alle verifiche ed interrogazioni mangi un gelato con loro…

    grazie
    .marta

    1. Bisogna avere voglia di imparare, bisogna avere il coraggio, sì, il coraggio e ce ne vuole per confrontarsi con un mondo complicato e diverso dal nostro, come quello degli adolescenti. Mi piace ascoltarli, mi piace capire da che cosa è fatto il loro mondo, anche negli aspetti che potrebbero essere considerati meno “seri”, come i gruppi musicali che piacciono a loro. Più volte sono andato su Internet per ascoltare dei brani, qualcuno mi è pure piaciuto. Quando torno a casa da scuola torno con la testa piena di idee, pensieri e sensazioni e così rielaboro. Mi sento un po’ ancora un alunno, vivo gli eventi con animo diverso, rispetto ad una volta. Sono sempre stato molto raziocinante e controllato, soprattutto da piccolo, con l’andar del tempo ho cercato di scoprire la parte un po’ più nascosta, quella impulsiva e irrazionale, di me stesso. Ci riesco, anche grazie all’aiuto di quelle persone che vedo a scuola. Sono cresciuto, sto crescendo, perché divento più piccolo, sembra paradossale, ma non lo è affatto. Ho capito che non si deve mai perdere la voglia di giocare, di prendere le distanze dalla vita, di non prendere, mai e poi mai, il mondo troppo sul serio.
      M.

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